Frans Timmermans si è dimesso dalla Commissione Ue

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Il "padre" del Green Deal parteciperà alle elezioni politiche in Olanda a novembre, come leader del centro sinistra. I suoi incarichi in Europa sono stati assegnati in via temporanea al vicepresidente Maroš Šefčovič.

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Bruxelles dovrà portare avanti le politiche del Green Deal senza uno dei suoi massimi sostenitori.

Frans Timmermans si è ufficialmente dimesso dalla Commissione Ue, dove ricopriva le cariche di vicepresidente dell’esecutivo europeo e commissario per il clima e appunto il Green Deal.

Lo riporta una nota della stessa Commissione europea, precisando che gli incarichi di Timmermans sono stati assegnati allo slovacco Maroš Šefčovič, classe 1966, attuale vicepresidente responsabile delle relazioni inter-istituzionali.

Ciò fino a quando sarà nominato un nuovo membro della Commissione di nazionalità olandese.

Le dimissioni di Timmermans erano nell’aria: a metà luglio, aveva annunciato la sua intenzione di partecipare alle prossime elezioni politiche in Olanda, il 22 novembre, come leader della coalizione di centro sinistra (socialisti e verdi).

Il ruolo di Timmermans come candidato premier del centro sinistra è ora ufficiale. Al momento, riporta l’agenzia Euractiv, il partito liberale del primo ministro dimissionario, Mark Rutte, è in testa nei sondaggi, ma dalle intenzioni di voto emerge che Rutte non sarebbe in grado di formare un governo con gli attuali alleati di centro destra.

Nella lunga carriera politica di Timmermans, ricordiamo che da novembre 2014 è stato il primo vicepresidente della Commissione europea guidata da Claude Juncker, poi confermato in questo incarico dalla presidente Ursula von der Leyen nel 2019, che lo ha anche nominato commissario per il Clima e il Green Deal.

Timmermans è considerato il “padre” delle principali misure europee per le energie pulite e la lotta contro il cambiamento climatico.

Difatti, ha sempre sostenuto con forza i provvedimenti più importanti e ambiziosi del pacchetto Fit for 55, tra cui ad esempio il regolamento sulle auto al 2035 che impone, di fatto, lo stop alla vendita di nuove vetture con motori endotermici.

Ciò lo ha reso inviso ai partiti di destra, specialmente in questi ultimi mesi, in cui le opposizioni stanno preparando il terreno per le prossime elezioni europee.

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