Anche se ancora piuttosto care rispetto al calo dei prezzi che ci si attende, le batterie da abbinare al fotovoltaico stanno già suscitando l’interesse di molti consumatori, tanto che, stando ai dati Terna elaborati da Anie, a marzo 2019 nel nostro Paese si contavano 18.036 sistemi di accumulo domestici.

Ma, a livello economico, alla luce dei costi attuali, è una buona idea installare un impianto fotovoltaico dotato di storage? Una risposta indicativa viene dal nuovo portale Gse sull’autoconsumo.

Una famiglia che consumi 4.000 kWh l’anno, a fronte di una spesa iniziale di circa 10.000 euro per impianto FV e batteria, rientrerà dell’investimento in poco meno di 10 anni, risparmiando circa 1.000 euro all’anno sulle bollette, e guadagnando così, su 25 anni, quasi 6.000 euro.

Dunque, sì la convenienza c’è, anche se va detto che se la stessa famiglia, come abbiamo visto in un altro articolo, farebbe un affare migliore installando un sistema FV senza accumulo: spesa di circa 6mila euro, risparmio annuale di circa 820 all’anno, rientro dell’investimento in circa 7 anni e guadagno in 25 anni pari a circa 8.600 euro.

Essendo la spesa per solare+sistema d’accumulo piuttosto ingente, va poi detto che un’opzione da considerare può essere ricorrere a un finanziamento o a una ESCo, che faccia l’investimento per conto del cliente, garantendogli un risparmio in bolletta.

In entrambi i casi, stando alle simulazioni del portale Gse, la convenienza rimane, anche se diminuita, con il vantaggio di un esborso iniziale ridotto nel caso del finanziamento o addirittura nullo se ci si rivolge a una ESCo (nelle ipotesi del Gse il finanziamento è del 50% su 10 anni a al 5%, mentre il contratto con la ESCo sempre su 10 anni ma con fornitura di elettricità a 10 cent€/kWh).

Ma veniamo ai dettagli della simulazione nel caso di un investimento fatto di tasca propria.

Come nel caso del finanziamento o del ricorso a una ESCo, i calcoli del Gse assumono che si goda della detrazione fiscale del 50%, che sta per essere prorogata anche per il 2020 (al momento non  è applicabile se lo storage affianca un impianto fotovoltaico incentivato con il vecchio conto energia, anche se questo approccio potrebbe cambiare con la legge di bilancio al momento in discussione).

Non si tiene conto invece di eventuali incentivi locali o regionali, come quelli messi in campo da Lombardia, Veneto e altre regioni, che quasi sempre si possono cumulare allo sgravio fiscale.

Una premessa poi va fatta sui prezzi: i valori indicativi proposti dal Gestore  sono una media rilevata dai dati sui costi che il Gse raccoglie annualmente (sulla base di quanto previsto dal D.lgs 28/2011).

Secondo questi dati, installare un impianto fotovoltaico da 3,1 kW abbinato a una batteria da 4,6 kWh costa 10.058 euro IVA inclusa. Ovviamente nella realtà si possono trovare offerte che si discostano sensibilmente, visto che molto dipende dalla qualità dei prodotti/componenti, dalla complessità dell’installazione e da altri fattori.

Qui sotto trovate il dettaglio dei conti che escono dalla simulazione con i costi stimati dal Gestore, ma il portale consente di inserire la potenza e il costo preventivati da un installatore e avere così un’idea più precisa del piano di investimento.

Quanto alle caratteristiche dell’utente, noi abbiamo ipotizzato (vedi sotto) un cliente residente che viva a Roma (centro Italia), con potenza impegnata di 3 kW e consumi per 4.000 kWh l’anno che sia poco a casa durante i giorni feriali lavorativi:

Questi i flussi di energia del sistema nella nostra ipotesi:

Qui sotto i flussi di cassa cumulativi: se si nota una la diminuzione delle entrate al dodicesimo anno è perché il Gse giustamente mette in conto tra le spese di manutenzione la sostituzione programmata dell’inverter e dello storage.