Emissioni auto, le nuove regole Usa lasciano spazio anche ai motori endotermici

I nuovi standard in vigore negli States dal 2027. Secondo l'EPA entro il 2032 due nuove auto su tre saranno elettriche.

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Negli Stati Uniti, due nuove auto vendute su tre saranno elettriche tra meno di dieci anni.

È la stima fatta dall’EPA (Environmental Protection Agency, l’agenzia federale Usa per l’ambiente) nell’annunciare i nuovi standard per le emissioni di auto e furgoni per il periodo 2027-2032.

Vediamo meglio quali sono le regole definite dall’EPA e che differenze ci sono rispetto al regolamento Ue sulle auto al 2035.

Per quanto riguarda le automobili, si punta a ridurre le emissioni medie del 56% al 2032, rispetto al livello del 2026, mentre per i furgoni la riduzione dovrebbe essere del 44%, sempre come media di tutti i modelli venduti dai costruttori, in confronto al 2026.

In pratica, nel 2032 la media di emissioni delle nuove vetture dovrebbe essere pari a 82 grammi di CO2 per miglio, circa 51 g/km. Mentre i furgoni non dovrebbero emettere in media più di 275 grammi di CO2 per miglio (circa 171 g/km).

Il risultato, secondo le proiezioni dell’EPA, sarà una forte spinta verso i veicoli elettrici al fine di rispettare tali standard.

Nel 2032, come detto, sarà elettrico quasi il 70% delle nuove auto vendute e il 46% dei nuovi veicoli commerciali leggeri.

Le regole fissate dall’EPA assicurano però la completa neutralità tecnologica, lasciando spazio anche ai motori endotermici.

Difatti, spiega la stessa agenzia, “gli standard proposti sono basati sulle prestazioni, consentendo a ciascuna casa automobilistica di scegliere quale insieme di tecnologie per il controllo delle emissioni è più adatto alla propria flotta di veicoli per soddisfare gli standard”.

Quindi i costruttori potranno utilizzare, ad esempio, filtri anti particolato, contro l’inquinamento atmosferico, e altre soluzioni tecnologiche con cui ridurre emissioni sia inquinanti che climalteranti dei veicoli convenzionali benzina/diesel, comprese le opzioni ibride e ibride plug-in.

C’è quindi una profonda differenza con il nuovo regolamento europeo sulle auto. Quest’ultimo prevede di azzerare le emissioni di CO2 al 2035, quindi, di fatto, è un bando contro la vendita di motori endotermici, perché solo le auto 100% elettriche sono in grado di rispettare il target.

In altre parole, Bruxelles ha scelto di puntare tutto sulla mobilità elettrica e di eliminare le auto alimentate con combustibili fossili.

Una piccola concessione alla neutralità tecnologica è stata fatta di recente, a causa delle continue pressioni della Germania: dopo il 2035 si potranno vendere anche nuovi veicoli alimentati esclusivamente con i cosiddetti “e-fuel”, elettro-carburanti sintetici ricavati da idrogeno verde e CO2.

Grazie a questa concessione, si è sbloccata l’impasse sul regolamento, che è stato approvato in via definitiva a fine marzo dal Consiglio Ue. È uscita sconfitta l’Italia, che chiedeva di considerare, ai fini dell’obiettivo di ridurre le emissioni, anche i biocarburanti, che invece sono rimasti esclusi.

Più in generale, tornando agli standard EPA, le nuove regole dovrebbero evitare complessivamente l’emissione di 7,3 miliardi di tonnellate di CO2 entro il 2055.

In pratica, è come se si eliminassero tutte le emissioni di gas serra dall’intero settore dei trasporti negli Stati Uniti per quattro anni. Ci sarebbero anche – evidenzia l’agenzia Usa – rilevanti benefici per la qualità dell’aria e per la salute, grazie alla diminuzione del particolato fine che può causare morte prematura, attacchi di cuore, malattie respiratorie e cardiovascolari, asma aggravato e ridotta funzionalità polmonare.

Ricordiamo, infine, che negli Usa stanno per entrare in vigore (da martedì prossimo, 18 aprile) i nuovi requisiti che dovranno avere i veicoli elettrici, per beneficiare di un credito d’imposta federale fino a 7.500 dollari complessivi per il loro acquisto.

Si tratta di due requisiti di “contenuto locale”, uno per i materiali critici e uno per i componenti della batteria, ciascuno dei quali corrisponde a 3.750 $ di tax credit.

Ad esempio, per il 2023 si prevede che almeno il 40% del valore dei materiali critici contenuti nelle batterie (come litio e cobalto), debba essere estratto o lavorato negli Stati Uniti, o in un Paese con cui gli Stati Uniti abbiano un accordo di libero scambio, o essere riciclato in Nord America.

Le percentuali aumenteranno del 10% ogni anno fino al livello massimo dell’80% dal 2027 (quindi: 50% nel 2024, 60% nel 2025, 70% nel 2026).

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