Scrivi

Degassificare le case italiane: promuovere casi replicabili per superare l’ostacolo culturale

Le attività dell’associazione "Casa Gas Free" a supporto di professionisti, imprese e proprietari di immobili: dalla vetrina di casi realizzati alla formazione nelle scuole.

ADV
image_pdfimage_print

L’ostacolo principale del processo di uscita dal gas del patrimonio immobiliare italiano è soprattutto una questione di cultura.

Ad affermarlo è l’associazione Casa Gas Free che, come vi abbiamo già raccontato, porta avanti un progetto per sensibilizzare e informare gli italiani, in particolare i costruttori, sulla cultura del no gas nelle abitazioni (si veda “Una casa senza gas richiede progettazione, esperienza e nessuna improvvisazione“).

Simone Scotto di Carlo, presidente dell’associazione, ha voluto sottolineare che in Italia il problema del processo di “degassificazione” delle abitazioni, non sono tanto i costi delle tecnologie o gli incentivi, ma è la scarsa conoscenza nel settore e la paura di abbandonare totalmente le fonti fossili.

“Con il Superbonus 110%, nella maggior parte dei casi si è deciso di installare sistemi ibridi, e addirittura l’incentivo era dato in egual misura sia a chi sostituiva la caldaia a condensazione, sia a chi invece la eliminava a favore di una pompa di calore”, ha commentato Scotto.

Come si può abbattere questo ostacolo culturale e quale supporto offre Casa Gas Free a progettisti, imprese e proprietari di immobili intenzionati a staccarsi dalle fonti fossili.

Ingegner Scotto, in che modo la vostra associazione incoraggia i progettisti che credono nella tecnologia gas free ad agire?

“Per dimostrare che le case senza gas funzionano, abbiamo realizzato la vetrina delle case gas free, una pagina nel nostro sito web con i dettagli tecnici dei casi già realizzati in Italia, e volendo replicabili. Si tratta di un servizio gratuito per i progettisti che hanno realizzato case senza gas con la nostra certificazione e che quindi hanno aderito al nostro protocollo. Tutti i casi raccolti in vetrina hanno ricevuto una serie di controlli da parte del nostro team, su elaborati, materiali e progetto, per verificare che le abitazioni alla fine funzionassero anche senza energia da fonti fossili”.

Quali informazioni sulle Case Gas Free già realizzate possiamo trovare nella vetrina?

“Per ogni caso c’è una scheda che descrive il tipo di intervento fatto sull’edificio; per esempio se si è trattato di una riqualificazione, ristrutturazione o nuova costruzione. Poi c’è una sezione che indica l’intervento operato sull’impianto, per esempio i dati della potenza dell’eventuale impianto fotovoltaico, del generatore di calore, del sistema di emissione del calore e di ventilazione. Infine è possibile conoscere le emissioni di CO2 evitate grazie all’intervento”.

Ci faccia qualche esempio?

“Prendiamo il caso di un appartamento che, attraverso una ristrutturazione, è passato dall’essere alimentato a metano, allo stato di Casa Gas Free: da una classe energetica D si è passati a una classe A1. Tra gli interventi realizzati c’è stata la coibentazione dell’involucro e la ristrutturazione impiantistica, con l’installazione di un sistema di climatizzazione con 2 dual split, uno di ventilazione meccanica localizzata, una pompa di calore canalizzata con split e un generatore di calore per l’acqua calda da 100 litri.

Un altro caso replicabile lo abbiamo visto con la costruzione di una nuova abitazione. Oltre all’isolamento dell’involucro edilizio è stato installato un generatore di energia elettrica da 3 kWp, composto da 12 pannelli fotovoltaici da 250 Wp e un inverter. Invece per il riscaldamento e acqua calda sanitaria è stato installato un sistema integrato con pompa di calore, pavimento radiante e 2 pannelli solari termici. Il tutto accompagnato da un sistema di ventilazione meccanica centralizzata. Insomma, la vetrina delle case gas free fa promozione a progettisti o a imprese che hanno adottato questa tecnologia. Inoltre, i tecnici hanno a disposizione anche un nostro software”.

In cosa consiste questo software?

“È uno strumento che, dallo scorso anno, è a disposizione dei tecnici che vogliono progettare Case Gas Free. Consente di trasformare i calcoli termotecnici in qualcosa di più concreto, in grado di dire al cliente per esempio quanto andrà a spendere e quanto consumerà di elettricità, visto che magari la casa sarà elettrica. Generalmente, per il tecnico questo è un lavoro un po’ complesso. Quindi, per facilità si tende a proporre sempre la solita soluzione, ovvero caldaia ibrida, solare termico, fotovoltaico… ma in questo modo si gira sempre nella stessa acqua.

Invece, grazie a questo software il progettista, inserendo i dati fondamentali dell’abitazione, potrà scegliere una serie di soluzioni e prodotti. In automatico, il sistema indicherà i relativi costi standardizzati per la loro installazione e posa in opera. Quindi verrà fuori una tabella costi-benefici da mostrare al cliente per dimostrargli se e quanto gli convenga eliminare il gas. Anche questo è un servizio gratuito per i progettisti che aderiscono al nostro protocollo; finora è stato molto apprezzato perché la metà del tempo di un progetto termotecnico, di una diagnosi energetica dell’abitazione, si perde proprio nel riuscire a tirare fuori i numeri”.

Cosa offrite al proprietario di un immobile che vuole staccarsi dal gas?

“Innanzitutto ci tengo a sottolineare che oltre al Superbonus 110% o Bonus 90%, i proprietari hanno a disposizione anche altre agevolazioni, per esempio l’Ecobonus del 65% per il risparmio energetico e il Bonus ristrutturazione al 50%. Detto ciò, il proprietario, così come il tecnico incaricato, può ricevere una nostra prima valutazione gratuita che lo informerà se è possibile eliminare le fonti fossili dalla sua abitazione: se è vicino a tale obiettivo oppure se la trasformazione comporterà delle spese importanti.

Per ricevere questa prima valutazione personalizzata, l’interessato deve entrare nel nostro portale e rispondere ad alcune semplici domande che riguardano la localizzazione e lo stato dell’immobile, oltre che le tecnologie in uso per il riscaldamento degli ambienti e dell’acqua. Il nostro team elaborerà i dati inseriti e in circa 48 ore invierà all’interessato un report di base con la nostra prima valutazione gratuita”.

Cosa racconta in sintesi il vostro report, di base gratuito?

“Nel report troverà una tabella che riassume i dati sulla localizzazione, sull’immobile e sul generatore di calore coi relativi consumi. Poi, grazie al supporto di un’immagine satellitare, il report indicherà se sul tetto c’è abbastanza superficie disponibile per installare un impianto fotovoltaico.

Nelle considerazioni finali del report, il team valutatore suggerirà al proprietario se effettuare o meno il passaggio allo stato gas free, facendo una stima della spesa in base a una serie di interventi possibili, come l’installazione di un fotovoltaico, un nuovo sistema di riscaldamento e la riqualificazione dell’involucro. Il report indica anche se è necessario il passaggio a una fornitura elettrica trifase”.

Una volta constatato che è possibile staccarsi dal gas, come si deve procedere?

“A questo punto il proprietario ha due alternative. La prima è andare dal proprio progettista di fiducia per farsi fare il progetto. Altrimenti può contattarci e lo faremo seguire da un progettista della rete Casa Gas Free; in questo caso diremo al cliente quale tecnico nella sua provincia ha già realizzato Case Gas Free; può così contattarlo e procedere con lui nella progettazione”.

Ha un costo la certificazione Casa Gas Free?

“Nel documento sull’offerta della certificazione è possibile trovare tutte le informazioni, compresi i costi. In generale si parte da 790 euro per le unifamiliari fino a 200 mq, mentre per le plurifamiliari e i condomini i costi sono scontati: nel primo caso si applicherà uno sconto dal 10 al 20%, a seconda del numero delle unità abitative, mentre per i condomini la certificazione ha un costo iniziale di 590 euro. Ovviamente questo tipo di servizio non viene erogato da Casa Gas Free, in quanto ente no profit, ma da una ditta esterna che possiede il marchio della certificazione”.

Cosa devono fare imprese e progettisti per entrare nella vostra rete di contatti?

“L’interessato può mettersi in contatto con noi. Gli faremo un colloquio per valutare la sua esperienza e i suoi obiettivi: se ha già progettato case gas free funzionanti gli allestiamo subito una vetrina gratuita.

Poi, può certificare le case che ha già fatto e rilasciare al cliente la targhetta ‘Casa Gas Free’, da esporre nell’abitazione, e il nostro certificato da allegare insieme all’APE. In questo modo la casa potrà avere un maggior valore. Abbiamo avuto casi in cui la nostra certificazione ha facilitato la vendita di un’abitazione: sul mercato oggi abbiamo per esempio edifici con classe energetica A4, ma questo non esclude che ci sia il gas. Qui, se la certificazione fa un passo avanti: la mia casa funziona veramente senza gas”.

Il vostro concetto di casa gas free è limitato alle abitazioni oppure si può applicare anche ad altri settori?

“Stiamo pensando al settore terziario. Per ora ci siamo limitati alle abitazioni perché è lì che si concentra la nostra esperienza e perché la maggior parte dei consumi avviene per uso domestico. Nelle nelle case ad esempio si cucina con il metano e non sempre c’è buona ventilazione. Secondo noi staccarsi dalle fonti fossili sarebbe addirittura più semplice per imprese e aziende, anche perché hanno più spazi per installare impianti fotovoltaici sul tetto e aree adeguate per gli impianti. La complicazione ci sarebbe nei processi industriali che hanno più bisogno del gas”.

Quali sono i vostri prossimi obiettivi?

Nei prossimi anni vorremmo sicuramente far crescere la rete di progettisti Casa Gas Free su tutto il territorio nazionale. Poi ci piacerebbe continuare la nostra attività di formazione nelle scuole, in modo da preparare i futuri tecnici fin da subito ad adottare queste tecnologie. Vogliamo invitare i professori interessati a contattarci per organizzare dei webinar gratuiti.

ADV
×