Cucinare con gas supera i limiti europei per l’inquinamento dell’aria e in Italia il 68% delle cucine domestiche sono a gas, la percentuale più alta d’Europa.

Lo scorso anno questo metodo di cottura ha provocato sintomi di asma a circa 234mila bambini. Una situazione che potrebbe aggravarsi durante questo inverno, a causa della crisi energetica che spinge le persone a ridurre la ventilazione per risparmiare sul riscaldamento.

Ad affermarlo è il rapporto “Exposing the Hidden Health Impacts of Cooking with Gas” (allegato in fondo) del gruppo no-profit per l’efficienza energetica CLASP e della European Public Health Alliance, con il contributo dell’Organizzazione per la Ricerca Scientifica Applicata (TNO).

Lo studio conferma quanto molti sapevano: tutti gli apparecchi di cottura a gas rilasciano sostanze inquinanti dannose per la salute umana e per l’ambiente.

Se diamo uno sguardo fuori dal contesto europeo, vediamo che anche il presidente Joe Biden è pronto a emanare un divieto nazionale contro la fiamma nelle cucine degli americani. Una decisione che vede l’approvazione anche da parte di noti chef. E in Europa?

Il report elenca le principali motivazioni per cui in Europa, e soprattutto in Italia, è urgente risolvere il problema della cottura con il gas:

  • Rilascia agenti inquinanti pericolosi nelle nostre case: le cucine a gas emettono biossido di azoto (NO2), monossido di carbonio (CO), anidride carbonica e metano incombusto (CH4), che possono rimanere negli ambienti domestici per ore dopo l’uso dei fornelli.
  • L’inquinamento dell’aria indoor è nocivo per le persone: lo scorso anno, più di 700mila bambini nell’Ue (oltre 234mila in Italia) hanno presentato sintomi dell’asma a causa della cucina a gas e, il 12% degli esistenti casi pediatrici di asma potrebbe essere evitato se le cucine a gas fossero rimosse dalle abitazioni europee.
  • Il gas non è “naturale” o “pulito”: l’industria del gas ha investito ingenti risorse per far passare la cottura a gas come un’opzione sicura (es. le campagne condotte da Gas Distributors for Sustainability e Natural Allies). Questo è in parte il motivo per cui i cittadini sono inconsapevoli dei rischi della cottura “tradizionale” sulla salute e sull’ambiente.
  • È costosa per la salute: si stima che l’inquinamento indoor da cottura a gas costi all’Ue circa 3,5 miliardi di euro all’anno in spese sanitarie. Incentivare queste tecnologie elettriche avrebbe un costo pubblico da 5 a 16 volte inferiore rispetto ai costi sanitari sostenuti.
  • La ventilazione è inefficace, insufficiente o poco utilizzata: le cappe di aspirazione non vengono sempre accese e potrebbero non essere del tutto efficienti quando in funzione. Inoltre, quelle usate nelle case sono progettate per rimuovere gli odori e difficilmente eliminano l’inquinante NO2.
  • Mette a rischio gli obiettivi dell’Ue di sviluppare un’economia neutrale per il clima entro il 2050: anche quando non utilizzati, i fornelli a gas rilasciano metano che è un potente gas a effetto serra.
  • Ostacola anche i programmi dell’Ue per elettrificazione ed efficienza: tutta l’Europa si sta impegnando per aumentare l’efficienza delle case e degli edifici. Purtroppo, però, più un edificio è efficiente e ben coibentato, maggiore è l’inquinamento indoor provocato dalla cucina a gas se la ventilazione è inadeguata. Quindi, passare dalla cottura a gas a quella elettrica durante la ristrutturazione di un edificio migliorerebbe la qualità dell’aria indoor nelle abitazioni.

A questo va aggiunto che la soluzione dell’idrogeno (anche verde) non è sostenibile: miscelare l’idrogeno con il metano cambierebbe la composizione chimica del combustibile e peggiorerebbe le prestazioni dei fornelli. Le cucine a gas dovrebbero essere adattate o rimpiazzate integralmente per funzionare a combustibile con un mix di idrogeno. Inoltre, test effettuati per questo studio hanno dimostrato che miscelare idrogeno e gas farebbe aumentare i livelli degli inquinanti dannosi per la salute.

Sempre secondo il report, le politiche europee non hanno previsto etichette di avvertenza per gli apparecchi a gas che spieghino i rischi delle emissioni inquinanti (cosa che invece avviene per esempio con automobili e sigarette).

Come si può cambiare?

Ci sono alcune soluzioni attuabili per eliminare gli apparecchi di cottura a gas in tutta l’UE-27, favorendo le alternative elettriche che hanno costi di acquisto e di gestione alla fine più o meno comparabili, se non anche inferiori (vedi ad esempio “Piani cottura a induzione: costi, consumi e come sceglierli“).

Gli autori del report raccomandano alla Commissione europea per esempio di sospendere la vendita di nuovi apparecchi per la cottura a gas, stabilendo dei limiti alle emissioni di NO2 alla luce dell’attuale revisione delle norme di Ecodesign per gli apparecchi domestici da cucina. Con la promozione di un’etichetta energetica univoca e un metodo di test comune per cucine a gas ed elettriche si possono indicare gli inquinanti collegati al metodo di cottura usato. Una strategia che consentirà certamente un passaggio a tecnologie di cottura elettrica.

Si richiede poi di vietare gli apparecchi a gas nei nuovi edifici, anche presentando piani di elettrificazione nazionale che prevedano l’installazione di sistemi di riscaldamento e cottura elettrici nei nuovi immobili.

Oltre alle attività di sensibilizzazione, per accelerare l’utilizzo di tecnologie elettriche si suggerisce anche di definire programmi di permuta e schemi di ammodernamento per passare dalle cucine a gas all’elettrico, fornire incentivi a industrie e consumatori per rendere più accessibile la cottura a induzione ed eliminare, al contempo, gli attuali sussidi per gli apparecchi che usano combustibili fossili.

Gli autori suggeriscono di sostituire le cucine a gas con tutte le alternative elettriche: bollitori, friggitrici e piastre a induzione.

E se la cottura a gas è l’unica opzione possibile, migliorare la ventilazione, usando cappe di aspirazione mentre si cucina e per almeno 10 minuti dopo aver finito.

Si consiglia inoltre di pulire regolarmente i filtri dal grasso – per fare in modo che la capacità di ventilazione non sia ridotta – e usare i fornelli posteriori che sono più vicini alla cappa, che, idealmente, dovrebbero dirigere l’aria verso l’esterno, così che i fumi vadano fuori dalla cucina.

Infine, è bene aprire le finestre se non è presente un sistema di ventilazione e installare rilevatori di monossido di carbonio nelle cucine e vicino le camere da letto.

Alle organizzazioni e professionisti in ambito sanitario è raccomandato soprattutto di sensibilizzare l’opinione pubblica sul legame tra la cottura a gas e salute, e sostenere le azioni per mitigarne i danni.