La transizione ecologica (insieme alla transizione digitale) è il “motore centrale” del programma di lavoro 2020 appena pubblicato dalla Commissione europea, che include una serie di obiettivi strategici in campo energetico e ambientale.

Ricordiamo che Bruxelles ha presentato lo scorso dicembre il Green Deal europeo, che punta alla crescita economica con una contemporanea riduzione delle emissioni inquinanti, in modo da raggiungere la “neutralità climatica” entro il 2050.

Poi a gennaio l’esecutivo guidato da Ursula von der Leyen ha aperto la consultazione sulla prima legge europea sul clima (prevista per marzo) e ha presentato il pilastro economico del Green Deal: il piano d’investimenti multimiliardario per un’Europa sostenibile di cui è parte integrante il “meccanismo per una transizione giusta” con il relativo fondo, volto a finanziare progetti nelle energie rinnovabili nei paesi maggiormente dipendenti dai combustibili fossili.

Più in dettaglio, tra le prossime iniziative messe in calendario dalla Commissione Ue in tema di Green Deal, riassunte nella tabella seguente (clicca sopra per ingrandire), oltre alla legge sul clima nel primo trimestre 2020 troviamo la strategia sulla sostenibilità degli approvvigionamenti alimentari (Farm to Fork, letteralmente “dalla fattoria alla forchetta” per promuovere le produzioni di cibo a filiera corta), il piano d’azione per un’economia circolare e la strategia per la biodiversità.

E tra i principali “appuntamenti” attesi nei mesi successivi, troviamo: diverse iniziative per de-carbonizzare il mix energetico, tra cui la strategia sulle rinnovabili offshore; diversi contributi in vista della prossima conferenza internazionale sul clima a Glasgow, tra cui il piano con gli obiettivi sul clima al 2030; poi una nuova strategia per la finanza sostenibile, una strategia per la mobilità a basso impatto ambientale e delle proposte legislative sui carburanti per l’aviazione e il settore marittimo.

Sempre nel 2020, inoltre, la Commissione Ue intende rivedere alcuni pezzi della legislazione vigente che toccano da vicino il Green Deal; in particolare, Bruxelles intende rivedere il regolamento TEN-E (Trans-European Energy Network) sulle reti energetiche trans europee, in modo da renderlo pienamente compatibile con i nuovi traguardi di lungo termine sulla de-carbonizzazione energetica.

Ricordiamo che quest’ultimo è un punto controverso: di recente, infatti, la commissione ITRE dell’Europarlamento ha respinto la mozione di alcuni eurodeputati verdi che chiedevano di bloccare la quarta lista dei progetti d’interesse comune, a causa della presenza in quella lista di molti progetti per nuove infrastrutture nel gas fossile, ritenute incompatibili con il Green Deal.

La Commissione europea punta anche a rivedere le linee guida sugli aiuti di Stato alle industrie energivore, per allineare queste regole al nuovo schema sul mercato ETS del carbonio per il periodo 2021-2030 e così contribuire maggiormente alla riduzione delle emissioni.

Ricordiamo che Bruxelles ha appena proposto di rimuovere alcuni settori industriali “pesanti” (ad esempio alcune attività minerarie) dalla lista di quelli che possono ricevere compensazioni economiche per i costi che devono sopportare, a causa della loro inclusione nel mercato europeo del carbonio.