Un produttore che intende sviluppare un nuovo modulo fotovoltaico, un’utility che deve verificare le prestazioni dei pannelli prima dell’installazione e un’azienda che valuta il riutilizzo moduli di un impianto solare dismesso oggi possono rivolgersi allo stesso partner di ricerca.
È il risultato di un percorso iniziato quindici anni fa che ha portato Eurac Research a sviluppare una delle infrastrutture più complete in Italia per la ricerca applicata in ambito fotovoltaico.
Il primo strumento acquistato è stato un simulatore solare per testare le performance elettriche dei moduli fotovoltaici.
I test erano finalizzati quasi esclusivamente alla ricerca tecnologica: il gruppo di lavoro di Eurac Research collaborava con università e partner internazionali per studiare come migliorare le prestazioni e l’affidabilità dei moduli. Negli anni le attività si sono ampliate seguendo sia l’evoluzione del settore, sia le esigenze dell’industria.
Ora nei laboratori di Eurac Research le aziende possono valutare quali tecnologie si adattino meglio all’agrivoltaico, quali all’integrazione in architettura, nei serramenti e nelle facciate prefabbricate e verdi. Possono sviluppare prototipi con materiali innovativi, testarli all’aperto e sottoporli a prove in condizioni estreme, come il test di sicurezza elettrica in condizioni di immersione in acqua per simulare l’esposizione prolungata all’umidità e a precipitazioni intense.
L’Istituto per le energie rinnovabili di Eurac Research dispone di oltre 5.000 mq di laboratori outdoor e indoor al NOI Techpark. Quelli dedicati al fotovoltaico sono quattro, a cui si aggiungono due aree sperimentali, una all’aeroporto di Bolzano e un nuovo impianto agrivoltaico a Ora.
Un passo importante nella collaborazione con le aziende è stato il processo di accreditamento: oggi sono quattro le prove accreditate dedicate al fotovoltaico (Accredia).
Nell’ultimo anno gli esperti e le esperte di fotovoltaico di Eurac Research hanno collaborato con decine di aziende in progetti di ricerca e incarichi commissionati.
Sono imprese che si collocano in diversi punti della filiera fotovoltaica: da piccoli installatori di moduli, a multiutility europee che sviluppano e gestiscono grandi impianti, passando per produttori di moduli innovativi odi facciate per l’integrazione del fotovoltaico negli edifici.
Negli ultimi dieci anni la capacità fotovoltaica in Italia è più che raddoppiata – nel 2025 ha superato i 40 GW con oltre dei installati nell’ultimo anno. Nessuna fonte energetica cresce più rapidamente.
“Un settore così dinamico richiede partner di ricerca e sviluppo capaci di rispondere velocemente alle esigenze delle aziende e di affiancarle nei diversi passaggi della filiera”, spiega Wolfram Sparber, direttore dell’Istituto per le energie rinnovabili di Eurac Research.
“Il nostro lavoro – chiarisce Sparber – si sviluppa su più livelli: da un lato i progetti di ricerca europei e le cooperazioni con istituzioni internazionali che ci permettono di raccogliere dati e sviluppare modelli di simulazione avanzati, dall’altro le attività commissionate dalle aziende, dai singoli test fino a collaborazioni più ampie di ricerca e sviluppo. Questa combinazione ci ha permesso di sviluppare competenze, accedere a fondi e costruire infrastrutture sempre più specializzate da mettere a disposizione dell’industria”.
Luís Fialho di Eurac Research, responsabile del gruppo di ricerca sui sistemi fotovoltaici ha sottolineato che “i laboratori sono la base di un’attività di consulenza molto più ampia che comprende per esempio analisi dei dati di sistemi fotovoltaici, simulazioni avanzate, sviluppo di modelli di realizzazione di impianti, rilevamento e diagnosi dei guasti. Tra i temi emergenti di cui ci occupiamo anche le opportunità legate al riutilizzo diretto dei moduli una volta testata la loro qualità ed efficienza. Molti impianti installati nei primi anni duemila si stanno avvicinando a vent’anni di esercizio e questi aspetti diventeranno sempre più rilevanti per il settore”.
L’ampliamento dei laboratori appena concluso è stato realizzato nella cornice del progetto Perspire, finanziato dalla Provincia autonoma di Bolzano tramite il Fondo europeo di sviluppo regionale (FERS).
Photo credit: Andrea de Giovanni – Eurac Research




























