Consumi gas nel 2022: la domanda scende di quasi il 10%, stabile l’import

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Sono 15 i miliardi di metri cubi arrivati in meno dalla Russia. Primo fornitore diventa l'Algeria con il 32,5% dell'importazione di metano. I dati riassuntivi sul consumo di gas nazionale e sulle fonti di provenienza.

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Il consumo di gas in Italia nel 2022 si attesta a 68,5 miliardi di metri cubi.

Questo dato ci dice che, rispetto al 2021, la richiesta di gas nel nostro paese è diminuita di 7,4 mld mc, cioè del 9,8%.

Si tratta del dato più basso dal 2015 (vedi tabella più sotto), legato soprattutto alla maggiore attenzione ai risparmi, soprattutto nel settore civile, e al clima mite dell’ultimo trimestre dell’anno.

Alcuni dati ufficiali sono rappresentati dalla tabella pubblicata dal Mase-Dip.to Energia (DGIS).

Da dove arriva il gas?

Le importazioni di gas nel 2022, un anno caratterizzato dalla guerra in Ucraina, sono crollate dalla Russia, ma a fine dicembre ammonteranno a 72,4 mld di mc circa, praticamente in linea con l’import del 2021.

Dalla Russia le importazioni di metano sono diminuite del 51,9%: 15 mld di mc in meno in confronto al 2021, quando aumentarono invece del 2,3% sul 2020.

Mentre nel 2021 il gas proveniente dalla Russia rappresentava il 40% dell’import, nel 2022 questa quota è scesa al 19,3%. Nel 2022 il gas russo ha pesato per il 20,4% della domanda nazionale.

Primo fornitore di gas è diventato così l’Algeria, con 23,5 mld mc (+11,3% sul 2021). Oggi il paese maghrebino rappresenta il 32,5% dell’import del nostro paese (era il 29,1% nel 2021). Tuttavia, la crescita annuale è stata di appena 2,4 mld di mc, considerando però che un aumento rilevante dell’import era stato registrato soprattutto nel 2021: nel 2020 erano infatti 12 i miliardi di mc importati dall’Algeria.

Terzo punto di fornitura da gasdotti in ordine di importanza è il gas proveniente dall’Azerbaigian tramite Tap, ormai al suo secondo anno di funzionamento. Con 10,3 mld di mc, l’aumento è stato di 3,1 mld di mc (+43%). Oggi il gas che arriva dal paese asiatico è pari al 14,2% del totale importato (era quasi il 10% un anno fa).

Diversamente da quanto avvenuto nel 2021, si ribalta la situazione delle importazioni dall’hub del Nord Europa nel 2022. Sono quasi 7,6 mld di mc importati (+250%, per 5,4 mld mc in più sul 2021).

Ancora scarso l’import dalla Libia, che passa dai 3,2 mld di mc a 2,6 (-18,9%).

Vediamo ora quanto metano è stato importato dai terminal GNL nel 2022. Nei rigassificatori sono arrivati 14,3 mld di mc, circa 4,5 mld in più rispetto al 2021 (+47%). La crescita maggiore c’è stata nel terminal di Livorno (+167%). Nel 2022 nei rigassificatori è arrivato il 19,8% di tutto il metano importato (lo scorso anno era il 13,5%).

Infine altri due dati danno il quadro di un anno anomalo nelle forniture. Partiamo dalle esportazioni di gas dall’Italia all’estero: si registra un aumento significativo verificatosi soprattutto quando a metà anno gli stoccaggi nazionali erano pressoché pieni: parliamo di oltre 4,5 mld di mc di export.

Poi c’è da rilevare il notevole saldo positivo delle scorte, mentre solitamente è negativo; ciò anche per le condizioni meteorologiche autunno-inverno caratterizzate da temperature particolarmente miti.

Dati annuali

Nel grafico qui sotto si vede l’andamento dei consumi nazionali di gas naturale. Dall’anno record, il 2005, c’è oggi una differenza di quasi 18 mld di mc.

La produzione nazionale, sempre molto bassa, va a coprire oggi il 4,8% dei consumi nazionali. Non sarà più raggiungibile la produzione record di oltre 19 mld di mc del 1997, come si vede nella tabella.

Secondo dati provvisori di Snam il consumo di gas dal settore termoelettrico, la cui produzione è cresciuta nel 2022 del 6,1%, è stimabile in circa 25,2 mld di mc. Comunque meno dei 25,7 mld di mc del 2021, anche per un significativo aumento della produzione elettrica alimentata a carbone (+61,4% sul 2021).

I consumi di gas ai fini della produzione elettrica costituiscono nel 2022 circa il 36-37% della richiesta totale del paese. Una quota sostanzialmente in rialzo se confrontata con i dati degli ultimi dieci anni.

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