Con le economie di scala l’idrogeno verde sarà competitivo entro il 2030

Attesa una riduzione dei costi del 30% con impianti da almeno 100 MW. Le ultime analisi di IHS Markit.

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Quanto costa produrre idrogeno da fonti rinnovabili, e quando l’idrogeno “verde” sarà competitivo con quello ottenuto a partire da fonti fossili?

Domande così saranno sempre più centrali nel dibattito sul futuro mix energetico europeo, perché la Commissione Ue ha appena varato la strategia per l’idrogeno, che punta a installare diversi GW di elettrolizzatori nei prossimi anni.

Si parla di almeno 6 GW al 2024 e 40 GW al 2030 per arrivare a produrre fino a 10 milioni di tonnellate/anno di idrogeno 100% pulito, cioè derivante da elettricità rinnovabile (eolica, solare) impiegata per alimentare gli elettrolizzatori.

E perfino l’Italia con Snam si candida a diventare un “hub” per la produzione e distribuzione dell’idrogeno, nell’ambito dell’European Clean Hydrogen Alliance, presentata in contemporanea alla strategia Ue.

Secondo le ultime analisi di IHS Markit, produrre idrogeno da fonti rinnovabili potrebbe essere competitivo, in termini di costi, rispetto ai metodi tradizionali (tra cui soprattutto il “gas reforming”) entro il 2030.

L’elettrolisi, ricordiamo, è quel processo che consiste nel “dividere” l’acqua in idrogeno e ossigeno, utilizzando energia elettrica; se quest’ultima è di origine rinnovabile, cioè generata da impianti eolici e-o fotovoltaici, allora si può parlare a pieno titolo di idrogeno verde/pulito.

Ebbene, afferma Simon Blakey, analista di IHS Markit, i costi per produrre idrogeno verde sono crollati del 50% dal 2015 e potrebbero calare ancora del 30% al 2025 grazie a diversi fattori: in particolare, le economie di scala e la crescente disponibilità di energia rinnovabile a basso costo.

In diversi paesi, gli elettrolizzatori stanno uscendo dalle fasi pilota per operare su scala commerciale, evidenzia Blakey.

Difatti, prosegue Blakey, la taglia media dei progetti per nuovi elettrolizzatori, destinati a entrare in esercizio nel 2023, è pari a 100 MW, una capacità dieci volte superiore a quella dell’impianto esistente più grande al mondo.

Grazie alle economie di scala, quindi, si punta a colmare il divario di costi tra l’idrogeno verde e quello ricavato da fonti fossili: il primo (fonte IEA, International Energy Agency, citata anche dalla strategia Ue) costa tra 2,5-5,5 euro/kg mentre il secondo va intorno a 1,5 €/kg, che diventano circa 2 €/kg se si aggiunge il costo per “catturare” le emissioni di CO2 del gas reforming.

Secondo un recente rapporto di Bloomberg New Energy Finance, si potrebbe produrre idrogeno rinnovabile al costo di 0,8-1,6 dollari/kg prima del 2050; per maggiori dettagli vedi l’articolo Idrogeno pulito, potrebbe ridurre di un terzo le emissioni più difficili entro il 2050.

Per concludere, l’analisi di IHS concorda sul fatto che l’Europa, se vorrà de-carbonizzare la sua economia in tutti i settori – trasporti, industrie, edifici – non potrà contare solo sulle rinnovabili e sull’elettrificazione diretta dei consumi finali, ma dovrà fare anche affidamento sull’idrogeno, che potrebbe valere fino a un terzo del mix energetico complessivo europeo in uno scenario di de-carbonizzazione profonda.

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