La Commissione europea punta a fare della digitalizzazione uno dei pilastri della transizione energetica.
Con la pubblicazione della nuova “Strategic Roadmap for Digitalisation and AI in the Energy Sector”, presentata il 3 giugno (link in basso), Bruxelles delinea un piano che lega sempre più strettamente energia, intelligenza artificiale, reti elettriche e infrastrutture digitali, inserendo il tema nel più ampio obiettivo della sovranità tecnologica europea.
La roadmap arriva in un momento in cui la crescita di data center, cloud e applicazioni di IA sta facendo aumentare rapidamente la domanda di elettricità, mentre l’Europa cerca contemporaneamente di rafforzare la propria competitività industriale, ridurre la dipendenza energetica dall’estero e accelerare la decarbonizzazione.
Secondo il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen, sovranità tecnologica nel settore energetico significa rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione e ridurne le vulnerabilità. L’idea di fondo è che l’energia del futuro dipenderà molto dalla capacità di gestire enormi quantità di dati e di utilizzare algoritmi avanzati per ottimizzare il funzionamento del sistema.
Digitalizzazione: una risorsa per il sistema energetico
Nel documento la Commissione attribuisce alla digitalizzazione un ruolo centrale nel contenimento dei costi energetici. Attraverso contatori intelligenti, sistemi di gestione dei consumi e meccanismi di demand response, i consumatori potrebbero spostare parte della domanda nelle ore più convenienti, contribuendo contemporaneamente alla stabilità della rete.
Bruxelles cita stime secondo cui la flessibilità della domanda potrebbe generare oltre 71 miliardi di euro l’anno di risparmi diretti per i consumatori europei, oltre a benefici sistemici ancora più ampi.
Anche sul fronte industriale le aspettative sono elevate: l’intelligenza artificiale applicata alla gestione e alla manutenzione degli impianti energetici potrebbe produrre risparmi dell’ordine di 95 miliardi di euro annui a livello globale entro il 2035.
Per la Commissione, inoltre, reti più digitalizzate permetteranno di integrare quote crescenti di energia rinnovabile, migliorando la visibilità in tempo reale sul sistema elettrico, la gestione delle congestioni e l’utilizzo della flessibilità distribuita.
La questione dei data center
L’altra faccia della medaglia è l’intelligenza artificiale che richiede enormi capacità di calcolo, quindi una crescente disponibilità di energia.
La Commissione stima che la capacità installata dei centri dati europei possa passare da circa 12 GW nel 2025 a circa 28 GW nel 2030. Attualmente queste infrastrutture rappresentano circa il 2,5% dei consumi elettrici dell’Unione, ma il loro peso è destinato ad aumentare rapidamente. L’Agenzia internazionale dell’energia prevede che i data center possano contribuire per oltre il 20% alla crescita della domanda elettrica nelle economie avanzate entro la fine del decennio.
Per evitare che questa espansione provochi congestioni di rete, aumenti dei prezzi o rallentamenti della transizione energetica, Bruxelles propone una maggiore integrazione tra sviluppatori, operatori energetici e autorità pubbliche.
Tra le principali novità figura la creazione di un modello europeo di accordo tripartito per favorire la connessione sostenibile dei data center alle reti elettriche, promuovere l’utilizzo di contratti di acquisto di energia rinnovabile (Ppa), incentivare la flessibilità della domanda e valorizzare il recupero del calore di scarto.
Riciclare anche solo la metà del calore di scarto proveniente dai data center, avverte la Commissione in un Q&A sull’argomento, potrebbe soddisfare il fabbisogno di riscaldamento di quasi 4 milioni di famiglie europee.
Il piano europeo prevede inoltre l’introduzione di un sistema comunitario di classificazione della sostenibilità dei data center e l’avvio del percorso che potrebbe portare a standard minimi obbligatori di efficienza energetica.
Un passaggio che, secondo quanto riferisce Politico, sarebbe già dovuto avvenire, ma è stato ritrattato.
Smart grid, smart meter e IA per le reti
La roadmap guarda poi alla diffusione delle tecnologie digitali nel sistema energetico.
La Commissione considera le reti intelligenti un elemento essenziale per sostenere l’elettrificazione e l’integrazione delle fonti rinnovabili. Per questo prevede lo sviluppo di indicatori europei per misurare il grado di digitalizzazione delle reti e una nuova iniziativa legislativa destinata ad accelerare la diffusione degli smart meter nei Paesi membri.
Secondo l’esecutivo comunitario, molti Stati membri hanno già raggiunto con successo oltre il 90% di diffusione dei contatori intelligenti, beneficiando di prezzi dell’energia più bassi e dello sviluppo di prodotti e servizi intelligenti resi possibili da questa tecnologia. Bruxelles ha anche anticipato che presenterà una proposta legislativa per accelerare la diffusione dei contatori intelligenti nei Paesi membri, senza rivelarne per ora il contenuto.
Particolare attenzione viene dedicata inoltre all’intelligenza artificiale applicata alla gestione delle reti elettriche. Si intende sostenere la creazione di modelli di IA sviluppati e addestrati in Europa, basati su dati europei e destinati a funzioni come previsione della domanda, individuazione dei guasti, gestione delle congestioni e pianificazione degli investimenti di rete.
La roadmap prevede finanziamenti attraverso Horizon Europe per progetti dedicati a IA, accumuli, autoconsumo e condivisione dell’energia, oltre allo sviluppo di strumenti digitali in grado di velocizzare i procedimenti autorizzativi per impianti rinnovabili, sistemi di storage e infrastrutture di rete.
Un mercato europeo dei dati energetici
Secondo la Commissione, l’attuale quadro normativo europeo presenta ancora forti frammentazioni nazionali nella condivisione dei dati, che ostacolano lo sviluppo di servizi energetici digitali e l’addestramento di modelli di IA.
L’obiettivo è quindi quello di creare un sistema europeo interoperabile per lo scambio transfrontaliero dei dati energetici, facilitando servizi come la ricarica intelligente e bidirezionale dei veicoli elettrici, la gestione della flessibilità e la partecipazione dei consumatori ai mercati dell’energia.
Parallelamente, Bruxelles vuole favorire l’utilizzo dei dati energetici per ricerca, analisi avanzate e sviluppo di modelli di intelligenza artificiale, creando un “ecosistema europeo” capace di competere con Stati Uniti e Cina anche sul terreno dell’energia digitale.
Cybersecurity e sicurezza degli inverter
Accanto alle opportunità, l’esecutivo comunitario richiama infine anche i rischi connessi alla crescente digitalizzazione delle infrastrutture energetiche.
Il documento dedica un capitolo alla cybersecurity, individuando nelle reti elettriche, negli impianti rinnovabili e nei dispositivi connessi nuovi possibili punti di vulnerabilità. In particolare vengono citati gli inverter fotovoltaici (si veda L’Europa contro gli inverter cinesi: sicurezza o guerra commerciale?) e le infrastrutture eoliche come asset strategici che richiedono maggiore attenzione sotto il profilo della sicurezza informatica.
Bruxelles ha annunciato una valutazione specifica dei rischi associati alle installazioni FV entro l’anno e la revisione del quadro europeo sulla sicurezza degli approvvigionamenti energetici, con possibili nuove misure dedicate ai dispositivi critici del sistema elettrico.
Verso una sovranità tecnologica europea
La Roadmap è parte del pacchetto per la sovranità tecnologica europea presentato ieri, 3 giugno, insieme al Chips Act 2.0, al Cloud and AI Development Act e una “Open Source Strategy”.
In breve, il Chips Act 2.0 si propone di rafforzare la capacita produttiva europea nelle tecnologie dei semiconduttori che alimentano le applicazioni di intelligenza artificiale. L’Europa dipende ancora fortemente da Paesi terzi per la produzione e la progettazione di chip e si prevede che i componenti legati all’intelligenza artificiale guideranno la crescita futura e rappresenteranno oltre il 70% del mercato dei semiconduttori entro il 2030.
Il Cloud and AI Development Act ha invece come obiettivo triplicare la capacità dei data center in Europa nei prossimi cinque-sette anni, sostenendo la ricerca e l’innovazione e bilanciando le ambizioni in materia di intelligenza artificiale con gli impegni climatici. Semplificherà le condizioni per la realizzazione di data center nell’Ue, introducendo un quadro unico a livello europeo per la valutazione della sovranità in materia di cloud e intelligenza artificiale.
Infine, la strategia open source parte da un dato: in Europa si contano oltre tre milioni di contributori, che realizzano “soluzioni digitali create in Europa, per l’Europa, sulla base dei principi e dei valori europei”. L’idea è di ampliare le alternative in aree ora divenute prioritarie come il cloud, l’intelligenza artificiale, la sicurezza informatica e i semiconduttori. La strategia promuoverà inoltre un maggiore utilizzo dell’open source nelle pubbliche amministrazioni attraverso linee guida per gli appalti e buone prassi pratiche.
Le reazioni delle associazioni
La pubblicazione della Roadmap strategica da parte dell’Ue è stata accolta con favore da SolarPower Europe, la principale associazione della filiera fotovoltaica comunitaria. “Fornisce un quadro importante per garantire che l’innovazione digitale apporti benefici tangibili a consumatori, imprese e all’intero sistema energetico”, si legge in una nota.
Ma il successo del piano, secondo Spe, “dipenderà ora dalla capacità di trasformare l’ambizione in implementazione, in particolare accelerando la diffusione delle reti intelligenti e dei contatori intelligenti e aumentando il coordinamento intersettoriale”.
SolarPower Europe ha anche annunciato di aver sottoscritto una dichiarazione d’intenti della Commissione europea, impegnandosi a collaborare per promuovere l’integrazione sostenibile dei data center nel sistema energetico dell’Ue.
Intanto Eurelectric, la principale associazione di rappresentanza dell’industria elettrica europea, ha lanciato proprio oggi dal Power Summit di Helsinki l’iniziativa “Twin Transition Commitments”, che riunisce gli attori dei settori digitale ed elettrico per valutare le tendenze, rafforzare la collaborazione e individuare i fattori politici e di mercato necessari a una crescita sostenibile dell’IA.
La sua rapida diffusione sta infatti trasformando sia la domanda di elettricità sia il funzionamento del sistema elettrico.
Da un lato, l’IA sta generando una significativa nuova domanda di elettricità, con i data center che dovrebbero rappresentare circa il 28% della crescita della domanda elettrica europea entro il 2030.Questo evidenzia la necessità di allineare l’espansione delle infrastrutture per l’IA con la preparazione del sistema elettrico.
Dall’altro lato, l’intelligenza artificiale sta diventando uno strumento fondamentale per gestire la crescente complessità del sistema elettrico.
L’iniziativa analizzerà elementi come i quadri di connessione, modelli innovativi di approvvigionamento e il coordinamento della pianificazione tra infrastrutture energetiche e digitali: i risultati confluiranno in uno studio completo che sarà pubblicato l’anno prossimo e che fornirà raccomandazioni concrete per sostenere l’espansione sostenibile dell’IA e dei data center in Europa.
- Roadmap Ue (pdf)





























