I paesi del Centro Europa hanno una lunga storia di cooperative e comunità energetiche. In Germania sono quasi mille e anche in Danimarca e Olanda ve ne sono diverse.

Una soluzione organizzativa che ha consentito di ridurre fortemente le opposizioni locali alle nuove installazioni, di aumentare le ricadute occupazionali e di ricchezza sul territorio e di rendere protagonisti i cittadini impegnati per un futuro rinnovabile.

Una controprova del loro ruolo, viene dal recente netto recente calo delle installazioni eoliche in Germania dovuto anche a difficoltà autorizzative. Il passaggio al meccanismo delle aste che rende difficile la partecipazione delle cooperative energetiche non ha certo aiutato il settore.

Se le comunità energetiche vedono qualche difficoltà in Europa, si prevede un fortissimo loro rilancio con il recepimento delle norme previste dalla Direttiva europea sulle rinnovabili, in particolare in paesi come l’Italia dove queste esperienze sono state finora marginali.

Per capire le potenzialità delle aggregazioni dal basso, è interessante osservare cosa sta succedendo negli Stati Uniti, dove stanno emergendo esperienze “dirompenti”, ad iniziare dalla California dove una legge del 2002 ha reso possibile la costituzione delle Community Choice Aggregation (CCA).

Sono più di 160 le città e contee che si sono raggruppate in 19 CCA, servendo 10 milioni di utenti. In questo modo esse erodono progressivamente lo spazio alle utility, tanto che queste temono di perdere il 60-80% della domanda elettrica nei prossimi 8-10 anni.

Le Comunità, oltre a garantire tariffe spesso inferiori rispetto alle compagnie elettriche, spingono con forza sull’approvvigionamento da fonti rinnovabili e risulteranno quindi decisive nel raggiungimento degli ambiziosi obbiettivi dello Stato: 60% rinnovabili elettriche nel 2030, elettricità carbon neutral nel 2045.

Secondo gli scenari governativi, le CCA dovranno approvvigionarsi da nuove rinnovabili per più di 10.000 MW nei prossimi anni.

Insomma, acceleriamo il loro decollo anche in Italia, come il Parlamento stesso ha sollecitato.

Articolo tratto dall’editoriale della rivista bimestrale QualEnergia n. 4/2019  (di prossima uscita)