Una prima notizia da sottolineare è che uno dei due miliardi di euro stanziati dal PNRR per le CER sarà dirottato altrove (Revisione Pnrr: tagli alle Cer e nuovo slancio all’Agrisolare).
Il Ministro ha identificato la causa del flop del PNRR nella riduzione del contributo, inizialmente previsto al 100% e poi ridotto al 40% (Revisione fondi Pnrr, cosa non ha funzionato e perché).
È certamente una buona ragione, soprattutto per gli Enti Pubblici abituati a cofinanziare al massimo il 10-20% dell’investimento, ma certamente non ha aiutato essere arrivati al 17 luglio con l’ultimo provvedimento (Cacer, una lettura di dettaglio sulle regole operative Gse) e non aiutano le residue numerose incognite ancora in attesa di chiarimenti da parte del Gse (CER e la confusione sui membri con poteri controllo).
Una seconda notizia è che gli ultimi bandi regionali destinati a finanziare gli studi di fattibilità delle CER, e in seguito gli impianti, trovano poco consenso o vanno quasi deserti.
Sono bandi fatti male? C’è poca comunicazione da parte delle Regioni nei confronti dei beneficiari? È scarso l’interesse delle Pubbliche Amministrazioni a cui sono rivolti in particolare gli ultimi bandi ancora aperti?
Consideriamo ad esempio la situazione dei bandi regionali per le CER di Sicilia e Puglia.
Il bando CER della Regione Siciliana
Ne avevamo scritto a giugno quando il neo assessore all’energia, Francesco Colianni, dichiarandosi consapevole delle difficoltà delle Pubbliche Amministrazioni siciliane, aveva assicurato di aver già messo in moto gli Uffici regionali, spiegando il motivo: “per supportare le amministrazioni comunali a finalizzare le CER dal punto di vista amministrativo e procedurale, per superare alcuni scogli burocratici anche attraverso un intervento diretto dell’amministrazione regionale” (Sicilia e transizione energetica: difficile decollo per le CER e la sfida delle isole minori).
Avendo fatto riferimento al supporto alle PA doveva forse farci capire che non aveva ben chiaro il problema, che infatti non è stato affrontato né risolto, e che riguarda:
- l’aver vincolato i contributi alla costituzione di una CER per ogni Comune
- aver previsto che debba essere il Sindaco, il Presidente della CER
- la previsione di finanziare solo gli impianti di proprietà della CER.
La Regione Siciliana continua a sfornare bandi per l’efficientamento energetico come fosse pane fresco (le iniziative regionali in Sicilia), ma si spera che abbiano più successo di quelli delle CER, ancora al palo.
Il bando CER della Regione Puglia
Per il bando di Regione Puglia destinato alle CER abbiamo pubblicato una news con le principali caratteristiche (Puglia, contributi per la costituzione di Comunità di Energia Rinnovabile).
Anche in questo caso, la scelta dei beneficiari dei contributi ha identificato pochi soggetti, per lo più pubblici: Comuni, Province, Città Metropolitane, Comunità Isolane, Comunità Montane e Unioni di Comuni ai sensi dell’art. 2 TUEL, Enti del Terzo Settore e Cooperative di Comunità di cui alla L.R. n. 23/2014.
Il bando concede contributi per sostenere la diffusione delle Comunità di Energia Rinnovabile e, con una dotazione di 2,5 milioni di euro, finanzia gli studi di pre-fattibilità tecnico-economica, azioni di sensibilizzazione, coinvolgimento e comunicazione, spese amministrative, legali e notarili.
Pubblicato a giugno, tardivamente rispetto alle aspettative, resterà aperto fino al 23 ottobre, data entro la quale occorrerà già presentare uno studio di fattibilità il cui costo, peraltro, dovrà essere anticipato dai beneficiari che poi lo rendiconteranno. Per gli Enti pubblici significa apportare variazioni di bilancio per recuperare le risorse da anticipare.
Tempi strettissimi, dunque, se si pensa agli iter degli Enti locali, principali beneficiari dei contributi, e alla richiesta di trasmettere la “documentazione completa dei provvedimenti di approvazione da parte di soggetti/organi diretti (es. RUP) o delegati ad assumere la responsabilità dell’adeguatezza tecnico-amministrativa e coerenza con gli scopi del bando”.
Abbiamo chiesto al Dipartimento Sviluppo Economico, Sezione Transizione Energetica di Regione Puglia di esprimersi sul Bando e rispondere ad alcune domande. Ma il Dipartimento ha fatto sapere di non voler commentare.
Quindi, riproponiamo le domande, anche senza avere la risposta.
Quelle domande senza risposta alla Regione Puglia
D1 – Poiché ci risulta che a oggi il bando abbia raccolto un numero esiguo di candidature, c’è la possibilità che intervenga una proroga?
R1 – Il Dirigente della Sezione non ha commentato perché la domanda – ha detto – “evidenzia informazioni di dubbia fonte (ci risulta che…)”.
Replichiamo però che avrebbe potuto dirci quante candidature erano arrivate e così avremmo avuto la certezza della fonte.
D2 -Poiché la scarsa adesione può essere giustificata anche dall’esigua platea di beneficiari che possono candidarsi (ad esempio è confermato che per Enti del Terzo Settore si intendono i soli iscritti al RUNTS e non più in generale associazioni e/o enti religiosi), perché non si è pensato ad un ampliamento della platea dei beneficiari a queste due ultime categorie?
R2 – Anche in questo caso, no comment.
D3 – È previsto un secondo bando di cui si attende la pubblicazione nell’ambito dell’Azione 2.3 del PR Puglia 2021-2027, che finanzierà gli impianti delle CER, ma al momento:
- non è chiaro quando sarà pubblicato
- non è chiaro se prevede contributi a fondo perduto già prima della realizzazione degli impianti stessi oppure se anche queste spese dovranno essere anticipate dai soggetti richiedenti e poi rimborsate.
R3 – Anche in questo caso non è stato possibile avere informazioni.
Chiarimenti sui requisiti del bando pugliese dalle FAQ pubblicate
Già in precedenza avevamo chiesto chiarimenti ed eravamo stati rinviati alle FAQ che diligentemente abbiamo letto e che condividiamo per coloro che ancora hanno interesse a considerare la propria partecipazione:
- non è possibile che più soggetti proponenti tra quelli ammessi presentino una candidatura congiunta, ovvero volta a costituire un unico soggetto giuridico partecipato da più beneficiari con l’obiettivo di costituire una CER estesa magari a più territori potendo ottenere maggiori risorse; pare pertanto che un soggetto proponente possa aggregare altri membri o fondatori (ammissibili) con un’unica candidatura e rendicontazione delle spese sostenute; va detto anche che il contributo è piuttosto generoso essendo compreso tra 50 e 100mila
- saranno riconosciute le spese sostenute anche successivamente all’ammissione al bando, purché rientranti tra le spese ammissibili, coerenti con il bando medesimo e finalizzate alla costituzione della CER oggetto della proposta progettuale; tutte le spese devono essere comunque previste nel quadro economico e le relative attività devono essere indicate nell’elenco di azioni/interventi attivati e da realizzare, presentato in fase di partecipazione.
- la CER dovrà essere costituita entro sei mesi dalla concessione del contributo: anche in questo caso i tempi sono piuttosto stretti se si aspetta questo provvedimento per avviare le attività; naturalmente il tempo è scaduto per partecipare al PNRR, la cui chiusura al momento è fissata al 30 novembre con fine lavori per gli impianti inderogabilmente fissata al 30 giugno 2026; tuttavia, il finanziamento regionale degli impianti potrebbe avvenire grazie al secondo bando, previsto nell’ambito dell’Azione 2.3 del PR Puglia 2021-2027, di cui si attende la pubblicazione (al momento senza ulteriori dettagli in assenza di risposte).
- a proposito del secondo bando, le FAQ precisano che è possibile partecipare al secondo bando (impianti) anche se non si è partecipato al primo (costituzione), nel rispetto delle condizioni che saranno definite nel bando medesimo.
Invece, chi ha partecipato al primo bando (costituzione) e ne è stato beneficiario, potrà vedersi revocare il contributo se non dovesse soddisfare la condizione di realizzare/ammodernare impianti tramite il successivo bando o se non individuasse impianti già finanziati o esistenti.
Il rischio di revoca non c’è se:
a) nello studio di fattibilità sono già indicati degli impianti già pronti o pianificati e questi impianti sono di proprietà o a disposizione del proponente o di altri membri della nuova Comunità Energetica (non necessariamente beneficiari ammissibili);
b) se tali impianti sono già finanziati o saranno finanziati con fondi del PR Puglia 2021-2027 o del PNRR.
Sebbene nel primo bando siano già elencate le spese ammissibili del secondo, occorre comunque attendere la successiva pubblicazione per avere certezze in quanto, come specificato, questa avrà regole di accesso proprie. Unico dato certo è la possibilità di accedervi anche senza aver aderito al primo bando.
Sorgerebbe spontanea un’ulteriore domanda per la Sezione Energia del Dipartimento Sviluppo economico: come posso impegnarmi, già nel primo bando, a realizzare un impianto accedendo al finanziamento previsto dal secondo se non ne conosco tutte le regole di accesso?


























