Nel caso in cui gli interventi di ristrutturazione edilizia comportino l’accorpamento di più unità abitative o la suddivisione in più immobili di un’unica unità abitativa, per l’individuazione del limite di spesa per l’arredo detraibile con il bonus mobili bisogna far riferimento alle unità immobiliari censite in catasto all’inizio degli interventi edilizi e non a quelle risultanti alla fine dei lavori.

A chiarirlo è l’Agenzia delle Entrate in risposta un contribuente che, in seguito a un importante intervento di ristrutturazione edilizia, ha suddiviso la vecchia abitazione in due piccoli appartamenti.

Il proprietario dei due immobili chiedeva se, nell’usufruire del bonus mobili per gli acquisti volti ad arredare entrambe le case, fosse possibile considerare come limite di spesa massima l’importo di 20.000 euro (10.000 per appartamento).

Ma, come anticipato all’inizio dell’articolo, per il calcolo dell’importo massimo detraibile con il bonus mobili fa fede l’assetto catastale riferito alla data di inizio dei lavori. Nel caso proposto, quindi, la detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro, da ripartire in 10 quote annuali di pari importo (vedi QualEnergia.it).

Consulta anche la raccolta di QualEnergia.it “Tutto sulle detrazioni fiscali