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Bei, italiani a favore di più tasse per il clima e stop ai sussidi fossili

I risultati della sesta edizione dell’Indagine sul Clima della Banca europea per gli investimenti: l’80% degli italiani sospenderebbe i sussidi alle aziende dipendenti dai combustibili fossili.

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Dopo un altro anno segnato da eccezionali ondate di calore, incendi, alluvioni e periodi di siccità, gli italiani sono diventati più consapevoli delle profonde ripercussioni dei cambiamenti climatici e dell’urgenza di interventi immediati sia nel nostro Paese che nel mondo.

Lo rivela la sesta edizione dell’Indagine sul Clima della Banca europea per gli investimenti (Bei), secondo la quale la maggioranza degli intervistati sarebbe d’accordo con l’introduzione di un aumento dell’imposta sul reddito per dare una mano a coloro che si adeguano alle politiche correlate al clima e appartengono alle fasce più basse di reddito.

Del 62% degli italiani favorevoli, il 48% accetterebbe di pagare l’1-2% in più di tasse sul reddito e il 14% accetterebbe un aumento del 5-10%. L’80% dei partecipanti italiani al sondaggio vorrebbe inoltre sospendere sussidi e sgravi fiscali per il settore del trasporto aereo e per tutte le società fortemente dipendenti dai combustibili fossili.

L’indagine della Bei sul Clima, che ha una cadenza annuale dal 2018, approfondisce i punti di vista degli abitanti delle principali economie mondiali sulle questioni associate ai cambiamenti climatici. Hanno partecipato più di 30.000 persone provenienti da Unione europea, Stati Uniti, Cina, India, Giappone, Regno Unito, Emirati Arabi, Canada e Corea del Sud. Il sondaggio, il cui esito è stato pubblicato lo scorso 28 novembre (link in basso), è stato realizzato tra agosto e settembre 2023.

Per più di due terzi degli intervistati totali, il passaggio a un’economia climaticamente neutra è possibile solo se in parallelo si affrontano anche le disuguaglianze. Il 64% dei partecipanti (con una percentuale di 4 punti superiore alla media Ue e di 6 punti superiore a quella tedesca), considera che i propri governi debbano compensare finanziariamente i Paesi colpiti dagli effetti dei cambiamenti climatici, il meccanismo alla base del fondo loss and damage sul quale è stata trovata un’intesa alla COP28 di Dubai.

“Sono molto soddisfatta di vedere che gli italiani sono sempre più consapevoli e impegnati nella lotta contro il cambiamento climatico”, ha dichiarato la vicepresidente della Bei Gelsomina Vigliotti. “Affrontare la crisi climatica nel mondo – ha aggiunto – è essenziale per garantire stabilità, prosperità e sicurezza. Come Bei siamo orgogliosi che nel 2022 più della metà dei finanziamenti del nostro gruppo nel Paese sono stati dedicati a favore della sostenibilità ambientale e della sicurezza energetica”.

Risulta difficile comprendere come mai queste convinzioni virtuose degli italiani si traducano spesso in sostegno a forze politiche che non mettono al centro del dibattito la lotta al cambiamento climatico, minimizzandolo e facendone a volte motivo di vanto e propaganda.

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