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Ancora più rinnovabili nel nuovo maxi piano energetico della Germania

Berlino vuole arrivare a installare 10 GW di eolico e 22 GW di fotovoltaico ogni anno dal 2025-2026.

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Crisi del gas e guerra di Putin in Ucraina sono i due fattori che hanno spinto il governo tedesco a presentare una maxi proposta di riforma del sistema energetico, incentrato su una nuova forte accelerata per le fonti rinnovabili.

È un super pacchetto normativo di oltre 500 pagine messo a punto dalla coalizione tra socialdemocratici, verdi e liberali.

In sostanza, la Germania dovrebbe arrivare a un 80% di rinnovabili nel mix elettrico nel 2030 (circa 600 TWh di produzione), per poi raggiungere quasi il 100% nel 2035.

Il grafico sotto, elaborato da Clean Energy Wire nella sua sintesi del pacchetto energetico tedesco, riassume la prevista crescita di eolico a terra e fotovoltaico, leggermente superiore rispetto alle indicazioni precedenti dello stesso governo:

Gli impianti eolici dovrebbero salire a 10 GW/anno di nuove installazioni nel 2025 e poi mantenere questo ritmo per i dieci anni successivi.

Invece il fotovoltaico dovrebbe fare 22 GW/anno dal 2026 in avanti.

Ciò significa la Germania nel 2030 avrà 115 GW di potenza cumulativa eolica (solo impianti a terra) e 215 GW cumulativi di fotovoltaico, più 30 GW di eolico offshore.

Un aspetto fondamentale della riforma energetica tedesca, è il principio del prevalente interesse pubblico delle fonti rinnovabili, che quindi avranno priorità nelle procedure di autorizzazione.

Il pacchetto include diverse novità per il fotovoltaico, tra cui:

  • progetti FV fino a 6 MW esentati dalle procedure di gara;
  • aumento della remunerazione per impianti su tetto che immettono energia in rete;
  • incentivi extra per agrovoltaico e impianti FV sulle torbiere in modo da renderli più competitivi.

Anche i progetti eolici offshore, sottolinea l’agenzia Euractiv, diventeranno un obiettivo pubblico prioritario, con la possibilità di essere costruiti in aree ambientali protette a condizione che superino un test ecologico.

Sul versante finanziario, la redditività economica dei parchi offshore sarà garantita attraverso i “contratti per differenza” (CfD: Contracts for difference).

In sintesi, questi contratti prevedono che se il prezzo di mercato dell’energia elettrica è inferiore al prezzo garantito, stabilito nel contratto, chi ha sviluppato il progetto riceve la differenza (quindi è sostenuto con denaro pubblico); se invece il prezzo di mercato è superiore, chi ha realizzato il parco eolico restituisce la differenza allo Stato, che a sua volta utilizzerà i fondi aggiuntivi per finanziare altri progetti nelle rinnovabili.

Il governo ha anche previsto di potenziare la rete elettrica, con 19 progetti iniziali di espansione e procedure più rapide per autorizzarli, al fine di tenere il passo della crescita delle rinnovabili creando così una rete “neutra” dal punta di vista climatico (a zero emissioni di CO2).

Intanto il 30 marzo, il vice cancelliere e ministro degli Affari economici e delle azioni per il clima, Robert Habeck (Verdi) ha dichiarato lo stato di preallarme per le forniture gas, dopo la richiesta di Mosca di pagare le sue esportazioni di combustibili fossili in rubli a tutti i Paesi considerati “ostili”(Stati Uniti, Gran Bretagna, Unione europea).

Habeck ha precisato che al momento non ci sono colli di bottiglia e che la sicurezza energetica è garantita, con gli stoccaggi gas tedeschi pieni al 25% circa della loro capacità.

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