Investimenti nell’energia, la crisi sposta il focus sull’elettrico

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Gli investimenti globali nel comparto energetico raggiungeranno 3.400 mld $ nel 2026, Le tendenze globali registrate nel World Energy Investments 2026 della Iea. Sintesi e dati principali.

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Diversificare gli investimenti nell’energia, con una direzione sempre più marcata verso il settore elettrico.

In estrema sintesi, è la tendenza registrata nel corposo rapporto pubblicato oggi, 28 maggio, dall’Agenzia internazionale dell’energia (Iea), il World Energy Investments 2026 (260 pagine, allegato in basso).

Gli investimenti globali nel comparto energetico, prevede la Iea, raggiungeranno 3.400 miliardi di dollari nel 2026, in leggero aumento rispetto all’anno precedente.

La fetta preponderante, circa 2.200 miliardi di dollari, sarà dedicata a reti elettriche, fonti rinnovabili, accumuli, combustibili a basse emissioni, nucleare, efficienza energetica, elettrificazione. È quasi il doppio dei circa 1.200 miliardi di dollari che andranno alle fonti fossili (petrolio, gas, carbone).

Il grafico sotto riassume le cifre appena citate, evidenziando le differenze nel periodo 2016-2026.

La crisi energetica innescata dalla guerra Usa-Iran sta modificando la percezione del rischio e rafforzando le iniziative verso una maggiore diversificazione, è la tesi centrale del rapporto.

“Ci ​​troviamo nel mezzo della più grande crisi di sicurezza energetica che il mondo abbia mai affrontato e credo che ciò rimodellerà le strategie di investimento a livello globale”, afferma il direttore esecutivo della Iea, Fatih Birol.

Stiamo già assistendo “a un intensificarsi degli sforzi, sia da parte dei paesi produttori sia di quelli consumatori, per diversificare le rotte commerciali e le fonti energetiche, ad esempio promuovendo nuovi gasdotti e altre infrastrutture di approvvigionamento, da un lato, e puntando maggiormente sulle risorse disponibili a livello nazionale, dall’altro”.

La spesa per petrolio, gas e carbone

Si stima che gli investimenti nel settore petrolifero nel 2026 diminuiranno per il terzo anno consecutivo, scendendo sotto ai 500 miliardi di dollari.

Diversi fattori stanno limitando le “risposte di spesa” del comparto oil&gas fuori del Medio Oriente: l’incertezza sulla durata del picco dei prezzi, i lunghi tempi di realizzazione dei progetti, i vincoli della catena di approvvigionamento e la contrazione del mercato delle piattaforme offshore.

Allo stesso tempo, si prevede che gli investimenti nel gas naturale aumenteranno fino a 330 miliardi di dollari, il livello più alto degli ultimi dieci anni, sostenuti da nuovi progetti di esportazione di Gnl, in particolare negli Stati Uniti e in Qatar.

Mentre il carbone dovrebbe attirare 180 miliardi di dollari nel 2026, il livello più alto dal 2012, con la Cina che rappresenta quasi il 70% della spesa globale per l’approvvigionamento di questa fonte fossile.

Alcuni Paesi asiatici colpiti dall’attuale crisi, evidenzia il documento, potrebbero cercare di mantenere in funzione più a lungo le centrali a carbone esistenti per rafforzare la sicurezza energetica.

Rinnovabili, accumuli, elettrificazione

Quanto alle fonti rinnovabili, gli investimenti previsti nel 2026 ammonteranno a circa 665 miliardi di dollari, di cui oltre metà (365 miliardi) destinati al solo fotovoltaico.

Intanto il nucleare dovrebbe superare 80 miliardi di dollari di spesa annua, con quasi 80 GW di nuova capacità in costruzione in 15 Paesi.

Il settore elettrico è il tema dominante nell’ambito della spesa energetica globale, sottolinea la Iea.

Si prevede, infatti, che gli investimenti nell’approvvigionamento e nelle infrastrutture elettriche toccheranno 1.600 miliardi di dollari nel 2026 e saliranno a 2.000 miliardi includendo l’elettrificazione degli utenti finali.

In particolare, la spesa per le reti elettriche si avvicinerà a 550 miliardi di dollari, con un aumento di quasi il 20% su base annua, mentre allo stoccaggio con batterie andranno più di 100 miliardi di dollari.

Anche la domanda di energia elettrica derivante dalla rapida espansione dei data center e dell’intelligenza artificiale sta diventando un fattore determinante, in particolare negli Stati Uniti.

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