L’emendamento che poteva azzoppare la cessione del credito da detrazione fiscale per l’efficienza energetica è stato corretto e nella nuova versione la misura esce rafforzata.

Nelle votazioni sulla conversione del DL n. 50/2017 (AC. 4444), noto anche come “Manovrina”, in commissione Bilancio della Camera, infatti, è stato approvato l’emendamento sull’ecobonus di cui avevamo parlato, il 47.03 di Misiani (PD) in materia di ecobonus che però è stato riformulato su proposta del relatore e ha così assunto il nuovo numero 4.025 (vedi allegati in basso).

La nuova scrittura

Nel dettaglio, si introduce l’art. 4-bis che consente a soggetti incapienti di poter cedere il credito fiscale per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni nei condomini “ai fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati”.

I beneficiari degli incentivi che si trovano nella no tax area (chi ha un reddito annuo inferiore a circa 8 mila euro), dunque, potranno cedere il credito anche alle banche e agli intermediari finanziari.

La nuova scrittura scongiura il rischio di depotenziamento del meccanismo della cessione posto dall’emendamento inizialmente presentato, che avrebbe limitato la cedibilità delle detrazioni agli incapienti.

La facoltà al centro dell’emendamento sui contribuenti della no tax area, ricordiamo, riguarda gli interventi di riqualificazione energetica delle parti comuni condominiali (non quelli per la riduzione del rischio sismico) e si aggiunge alla nuova modalità di cessione riservata a tutti i beneficiari del cosiddetto ecobonus per condomini che, però, non può essere rivolta ai soggetti finanziari.

Intervenendo ieri in V commissione di Montecitorio il viceministro al Mef, Enrico Morando, ha sottolineato che con questo emendamento (accolto insieme all’identico Mucci 4.023, anch’esso riformulato) si interviene su “una questione emersa nel corso dell’esame parlamentare del disegno di legge di bilancio”.  In particolare, le “difficoltà riscontrate” per l’applicazione dell’ecobonus con presenza di inquilini “incapienti ai fini Irpef” hanno prodotto “una situazione insostenibile e con negative ricadute anche sul piano economico e sociale”.

Critiche fruttuose

Sospiro di sollievo da parte di Rete Irene, che aveva fatto sentire la sua voce contro la prima versione dell’emendamento, “che avrebbe abrogato la più grande conquista concettuale ottenuta solo pochi mesi fa, con l’ultima legge di bilancio: la garanzia che, per gli interventi di riqualificazione energetica condominiale più virtuosi, quelli che godono della detrazione del 70-75% e per quelli di miglioramento sismico delle parti comuni condominiali, al 75-85%, le detrazioni possono essere fruite a prescindere dalla propria condizione fiscale, attraverso la cessione ad altri soggetti capienti.”

Il provvedimento che risulta dalla modifica approvata – sottolinea Virginio Trivella, coordinatore del Comitato tecnico scientifico di Rete Irene appare “un po’ macchinoso”, in quanto suddivide i condòmini in due categorie distinte per le quali valgono regole diverse e che richiederanno soluzioni operative differenziate e il sistema “presenta ancora margini di miglioramento” soprattutto “per indirizzare le scelte dei condòmini verso i modelli di riqualificazione più integrati e profondi”, ma la modifica approvata “rappresenta una novità importante: l’incrinazione del tabù della cessione alle banche, sia pure in misura limitata ai soli beneficiari appartenenti alla no tax area e per un limitato tipo di interventi, che però sono quelli che i condomini fanno più fatica a deliberare.”

Fotovoltaico, carbon tax e mobilità tra gli emendamenti da votare

L’esame del DL, ricordiamo, prosegue in commissione Bilancio della Camera. Tra gli emendamenti d’interesse su cui si attende il voto e che avevamo segnalato si occupano anche di carbon tax, risoluzione anticipata degli incientivi per i piccoli impianti FV e mobilità sostenibile.

L’emendamento che riguarda il fotovoltaico è il 21.02 di Ricciatti (Mdp). Prevede la risoluzione anticipata per gli impianti FV fino a 3 kW nei Comuni colpiti dagli eventi sismici ed oggetto di fusioni.

Precisamente, la facoltà di chiedere al GSE la risoluzione anticipata degli incentivi è limitata “ai soggetti responsabili di impianti fotovoltaici, con potenza di picco fino a 3 kW, installati nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessati dagli eventi sismici del 24 agosto 2016 e del 26 e 30 ottobre 2016, ricompresi nei comuni oggetto di fusione” di cui all’articolo 1 della legge esaminata.

Sulla carbon tax, Crippa (M5S), con l’emendamento 11.038 propone che “il gettito derivante dalle componenti tariffarie gravanti sui consumi di elettricità, destinate alla copertura degli esborsi associati ai vigenti sistemi di incentivazione” sia sostituito, in modo graduale, “dall’imposizione di un’accisa sulla produzione o importazione dei prodotti energetici utilizzati ai fini della produzione di energia elettrica, determinata in misura proporzionale al contenuto di carbonio dei medesimi”.

Sulla mobilità elettrica, l’emendamento 27.91 di Mannino (gruppo Misto) propone parcheggi a locazione agevolata per i proprietari di veicoli elettrici con uso gratuito di colonnine.

Un altro emendamento, il 27.90, della stessa firmataria, prevede un fondo da 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019 per agevolazioni fiscali per l’acquisto di auto elettriche e di colonnine a uso domestico da installare in aree private, mentre il 52.11, sempre a prima firma Mannino, propone che le Province realizzino aree per la ricarica di veicoli elettrici stipulando convenzioni con i distributori nelle intersezioni delle strade con le piste ciclabili e lungo le strade provinciali, con un intervallo massimo di 30 km.

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