Quanti veramente usufruiscono di un possibile sconto sulla bolletta elettrica perché in difficoltà economica? Solo circa un terzo degli aventi diritto.

Con un decreto del Ministro dello Sviluppo economico a fine 2016 erano state introdotte modifiche alla disciplina del bonus elettrico, cioè quella misura prevista dal decreto interministeriale 28 dicembre 2007 concernente appunto lo sconto in bolletta per i clienti in condizioni di disagio economico.

La misura prevede ora uno sconto annuale sulle bollette dell’energia elettrica che dal 2017 è passato dal 20 al 30% rispetto ai consumi reali. Anche se è aumentato da 7.500 euro a 8.107,5 euro il tetto ISEE per avere accesso alle agevolazioni (oppure è a favore di un nucleo familiare con più di 3 figli a carico e indicatore ISEE non superiore a 20.000 euro).

L’importo del bonus elettrico viene suddiviso nelle diverse bollette corrispondenti ai consumi dei 12 mesi successivi alla presentazione della domanda.

Ma questa agevolazione, come detto, è ben poco sfruttata.

Alcuni deputati del M5S in una conferenza stampa insieme a diverse associazioni dei consumatori hanno evidenziato, infatti, che sarebbero 3,5 milioni le famiglie che avrebbero diritto al bonus sulla bolletta elettrica e 2,5 milioni per il gas, eppure solo il 34% e il 27%, rispettivamente, vi accede, e di questi il 30% non ha rinnovato la richiesta del bonus per l’anno in corso.

La causa? Poca informazione, troppa burocrazia e scarsa adeguatezza economica del bonus in rapporto alla spesa sostenuta dalle famiglie con consumi maggiori.

Nella conferenza stampa organizzata dai deputati Davide Crippa e Carlo Sibilia del MoVimento 5 Stelle è intervenuta anche Tiziana Toto, di Cittadinanzattiva, capofila della campagna “Bonus a sapersi” per offrire informazione su questo strumento di sostegno economico.

Le famiglie potrebbero risparmiare da 112 a 165 euro per le bollette elettriche e da 31 a 266 euro per il gas, ha spiegato Tiziana Toto presentando i dati di una ricerca delle associazioni dei consumatori presentata lo scorso febbraio.

“Il 47% delle persone interpellate afferma che non ci sono informazioni sul bonus, mentre il 39% sostiene che accedervi è complesso o molto complesso”, ha aggiunto.

Anche chi ha ricevuto il bonus esprime parecchi dubbi: sulla complessità dell’iter per la richiesta (30,3%), sull’importo, ritenuto inadeguato ai consumi (22,5%), sull’iter per il rinnovo (11,2%), sulla mancata erogazione (10,9%).

Le associazioni dei consumatori chiedono di innalzare la soglia ISEE per poter accedere al bonus dagli attuali 8.107,5 a 11.000 euro, di modificare i criteri di calcolo dell’ISEE, ad esempio escludendo il valore dell’abitazione di residenza e le pensioni di invalidità, e inserendo nel calcolo altre spese familiari certificate.

Secondo Davide Crippa, primo firmatario di una risoluzione che sta iniziando l’iter in Commissione Attività Produttive della Camera, va reso automatico l’accesso al bonus da parte delle famiglie, ha detto nel corso della conferenza stampa. Nella proposta M5S ci sono alcune alternative per slegare il meccanismo di accesso al reddito ISEE.

Ad esempio viene proposto di utilizzare lo stesso meccanismo della social card. È stato ricordato che quando il bonus energetico è stato legato all’automatismo della social card si è avuto incremento dell’11% di erogazioni del bonus.

Altro esempio: inserire nella dichiarazione dei redditi una semplice voce da barrare se si vuole accedere al bonus. L’Agenzia delle Entrate potrà verificare l’adeguatezza della richiesta incrociando i dati del contribuente.

“È un intervento semplice, che deve essere realizzato già in questa legislatura. È impensabile che soldi stanziati e pronti, che darebbero una mano a milioni di famiglie, vengano persi per un eccesso di burocrazia e una scarsità di informazioni”, spiegano i deputati M5S.

Come va fatta la richiesta oggi

Ricordiamo che oggi la richiesta del bonus elettrico può essere trasmessa anche per via telematica con le modalità stabilite dall’Autorità per l’Energia in accordo con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci).

La domanda va presentata presso il Comune di residenza o presso un altro ente designato dal Comune (Caf, Comunità montane), utilizzando gli appositi moduli.

Alla domanda occorre allegare:

  • documento di identità;
  • eventuale allegato D di delega (se la domanda è presentata da un delegato e non dall’intestatario della fornitura);
  • modulo A compilato.

È sufficiente compilare i riquadri relativi alla sola fornitura (elettrica o gas) per la quale si sta facendo la domanda di agevolazione.

Va fornita, inoltre, l’attestazione Isee in corso di validità e l’allegato CF con i componenti del nucleo Isee.

Bisogna anche avere a disposizione alcune informazioni reperibili in bolletta o nel contratto di fornitura, come la potenza impegnata o disponibile della fornitura e il codice POD (identificativo del punto di consegna dell’energia, codice composto da lettere e numeri, che inizia con IT che identifica in modo certo il punto fisico in cui l’energia viene consegnata dal fornitore e prelevata dal cliente finale. Il codice non cambia anche se si cambia fornitore).

Sportello per il consumatore: 800 166 654