Il Consiglio dei Ministri di ieri ha varato il nuovo DEF, il Documento di Economia e Finanza e la manovra correttiva richiesta dall’Unione Europea.

Le stime del Documento vedono una crescita del PIL un po’ più sostenuta, all’1,1%, un debito che si stabilizza sui livelli dello scorso anno e un deficit che si dovrebbe assestare sul 2,1% proprio grazie alla manovra.

Rimandando al documento (link in basso) per i contenuti, è interessante notare che il DEF affianca al PIL una nuova unità di misura della “ricchezza” del Paese.

Primo in Europa e nel G7, il Governo italiano introduce “in via provvisoria” un indicatore alternativo, il BES, acronimo di Benessere Equo Sostenibile, che tiene conto di altri fattori, tra cui le emissioni di CO2 e di altri gas climalteranti (si veda allegato).

Secondo il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, il BES è “un elemento di grande novità per il nostro Paese, che rafforza il legame tra qualità ambientale e sviluppo economico”.

In particolare, sottolinea in una nota, l’inserimento dell’indicatore “emissioni di CO2 e altri gas climalteranti” indirizzerà “ancora di più la programmazione delle riforme verso quel disaccoppiamento tra crescita del PIL e produzione di CO2 che è già una tendenza riscontrata nell’economia globale”.

Tra i primi a commentare la novità il WWF Italia: “In Italia finalmente si sta cominciando concretamente ad andare ‘Oltre il PIL‘, oltre alle stime puramente quantitative della ricchezza nazionale, riconoscendo a pieno titolo la sostenibilità ambientale prevista sin da 2009 dalla riforma della finanza pubblica e dopo la riflessione avviata nel 2010 sulla necessità di integrare gli indicatori di benessere avviato dall’ISTAT”, si legge in una nota stampa dell’associazione.

Il WWF è stato molto attivo nel Comitato di Indirizzo CNEL-ISTAT per l’elaborazione del BES fin dalla sua istituzione nel 2010, che poi ha portato alla redazione dei rapporti che si sono succeduti dal 2013 ad oggi.

“Ci auguriamo – continua l’associazione – che non ci vogliano anni anche per riconoscere pienamente il ‘capitale naturale’ nei nostri strumenti di programmazione economico-finanziaria per il quale, ai sensi della legge 221/2015, è stato costituito un apposito Comitato per il Capitale Naturale che ha prodotto il primo Rapporto sullo stesso nel nostro paese, consegnato poi dal ministro dell’ambiente Galletti al Presidente del Consiglio Gentiloni e al ministro dell’Economia e Finanza Padoan lo scorso 28 febbraio.”