Controlli più estesi e severi sulle emissioni inquinanti delle auto: con 585 voti favorevoli, 77 contrari e 19 astensioni, il Parlamento europeo ha approvato le modifiche al progetto legislativo della Commissione UE sull’omologazione delle vetture. Sarà l’inglese Daniel Dalton, su mandato dei deputati, a negoziare il nuovo testo con i ministri degli Stati membri.

I test ambientali e sulla sicurezza dei veicoli erano finiti sotto esame dal 2015, dopo che le autorità di controllo americane avevano scoperto che Volkswagen falsificava i risultati delle prove con centraline truccate. Lo scandalo sulle emissioni, scoppiato negli Stati Uniti, si è poi esteso rapidamente oltreoceano, interessando a più riprese vari costruttori, tra cui Fiat-FCA.

Le dimensioni del dieselgate sono cresciute a dismisura, tanto da spingere l’Europarlamento a istituire una commissione d’inchiesta per indagare sull’accaduto, verificare la portata delle manipolazioni fraudolente da parte delle case automobilistiche, chiedere spiegazioni ai rispettivi governi.

Anche l’Italia è stata accusata di chiudere più di un occhio davanti alle scorrettezze compiute dal gruppo Fiat-Chrysler nei test, con un trattamento di favore per l’industria automobilistica nazionale che eseguiva le prove – e nemmeno tutte quelle richieste – nei suoi laboratori (vedi questo articolo di QualEnergia.it per una sintesi dell’intera vicenda).

Nella seduta di ieri, Strasburgo ha votato una serie di raccomandazioni non vincolanti e di proposte per modificare il disegno di legge presentato dall’esecutivo UE, basandosi sui risultati della commissione EMIS (Emission Measurements in the Automotive Sector, relazione completa allegata in basso).

Il problema viene da lontano, come osserva una nota stampa dell’Europarlamento, in cui si legge che “sebbene la Commissione europea e gli Stati membri fossero a conoscenza, da oltre un decennio, dell’esistenza di discrepanze tra i test sulle emissioni di ossido di azoto per le auto diesel (NOx) compiuti in laboratorio e quelli misurati su strada, non sono riusciti ad agire in modo appropriato per proteggere la qualità dell’aria e la salute pubblica”.

Come ha segnalato in diversi studi l’organizzazione indipendente Transport & Environment (T&E), la differenza media tra dati ufficiali/reali sui consumi delle vetture e di conseguenza sulle emissioni, ha raggiunto il 42% nel 2016 (vedi link in basso). Sempre secondo T&E, in Europa ci sono circa 29 milioni di veicoli diesel “sporchi”, cioè con emissioni di ossido di azoto almeno triple rispetto ai valori di legge.

Le centraline truccate di Volkswagen, a ben vedere, secondo gli esperti dell’associazione sarebbero solo la punta di un iceberg molto più profondo, che riguarda tutti i marchi delle quattro ruote. Per confondere le acque dei test, si legge nei documenti di T&E, i costruttori ricorrono a molteplici accorgimenti, alcuni sul filo della legalità, altri invece del tutto illegali come appunto l’utilizzo di software manipolati ad arte per rientrare nei limiti sulle emissioni imposti dalle norme europee.

Sono tre i punti fondamentali votati dall’Europarlamento:

  • Intensificare i controlli sulle auto circolanti. Le autorità nazionali dovranno verificare almeno il 20% delle vetture immesse sul mercato nell’anno precedente.
  • Assegnare maggiore potere di supervisione alla Commissione europea, nel caso in cui le autorità nazionali non stiano ottemperando ai rispettivi obblighi sull’omologazione dei veicoli. In alcuni casi, la stessa Commissione dovrà eseguire test e ispezioni.
  • Multe fino a 30.000 € a vettura per sanzionare le case automobilistiche che falsificano i dati sulle emissioni, utilizzando i proventi delle multe per la sorveglianza del mercato e la tutela ambientale.

Tra le raccomandazioni degli europarlamentari, la più importante è la richiesta di adottare rapidamente la nuova normativa UE sull’omologazione delle automobili, che prevede anche lo svolgimento di test in condizioni reali di guida (RDE, Real Driving Emissions) oltre alle prove di laboratorio.

Nel complesso, ha commentato Julia Poliscanova, responsabile veicoli a zero emissioni e qualità dell’aria di T&E, “questo è un buon pacchetto per rispondere allo scandalo dieselgate che ha avvelenato l’aria che noi tutti respiriamo”. L’unica nota di disappunto è la mancata istituzione di un’agenzia europea indipendente per il controllo sulle emissioni delle vetture.