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Qualità dell’aria, in Sardegna incentivi per sostituire le vecchie stufe

  • 17 Gennaio 2017

La misura rientra in un più ampio piano volto a migliorare la qualità dell'aria, approvato all'inizio del 2017 dalla Giunta Regionale. Sono previste inoltre campagne di sensibilizzazione e informazione, programmi di educazione nelle scuole per approfondire con maggiore dettaglio il tema.

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La Sardegna ha un nuovo “Piano per la qualità dell’aria e dell’ambiente” approvato all’inizio del 2017 su proposta dell’assessora dell’Ambiente, Donatella Spano. L’ultimo Piano analogo risaliva al 2005.

L’obiettivo è l’adozione di misure aggiuntive per preservare la migliore qualità dell’aria in tutto il territorio regionale con alcune misure, quali:

  • l’incentivazione alla sostituzione dei caminetti e delle stufe tradizionali con sistemi ad alta efficienza nel settore del riscaldamento domestico;
  • la limitazione dell’impiego di olio combustibile, di gasolio e di legna nelle caldaie e negli impianti a bassa efficienza impiegati per il riscaldamento nel terziario;
  • disposizioni per l’abbattimento delle polveri da cave e da impianti di produzione di calcestruzzi e di laterizi;
  • interventi in ambito portuale (porti di Cagliari ed Olbia), finalizzati all’abbattimento delle emissioni provenienti dallo stazionamento delle navi nel porto e dalle attività portuali, quali uno studio di fattibilità sull’elettrificazione delle banchine, il monitoraggio dei combustibili utilizzati dalle imbarcazioni in ingresso al porto e lo studio sulla possibilità di sostituirli con altri meno inquinanti, la razionalizzazione dei sistemi di imbarco e della logistica del traffico merci all’interno dell’area portuale ecc.;
  • la razionalizzazione del trasporto urbano.

Sono previste, inoltre, campagne di sensibilizzazione e informazione, programmi di educazione nelle scuole per approfondire con maggiore dettaglio le tematiche relative all’importanza della tutela della qualità dell’aria, i possibili effetti nocivi dell’inquinamento atmosferico e l’importanza delle scelte e dei comportamenti personali nel contribuire alla tutela dell’ambiente.

Le misure sono state scelte sulla base dei dati del monitoraggio annuale, elaborati e pubblicati nella relazione annuale di qualità dell’aria (anno 2015), che, a parere della Giunta Regionale, hanno confermano la necessità di attenzione su alcuni parametri, in particolare in alcune zone e agglomerati.

I risultati delle analisi – scrive la Regione in una nota stampa – mostrano ad esempio che nell’agglomerato di Cagliari un contributo significativo ai livelli emissivi è dato dal riscaldamento domestico; infatti caminetti, stufe tradizionali e piccole caldaie sono le principali responsabili delle emissioni di particolato PM10 (complessivamente il 56 %), Pm2,5 (64%) e benzoapirene (83%). Il particolato atmosferico proviene, anche se in misura minore, dall’attività portuale, dalla produzione di laterizi e calcestruzzo e da attività estrattive.

Per quanto attiene al particolato atmosferico – prosegue la Regione – su tutto il territorio regionale si conferma che il maggior contributo è legato alle emissioni dei caminetti e stufe tradizionali, agli incendi provocati dall’uomo e, a seguire, dalle attività produttive energetiche ed industriali.

Per quanto riguarda gli ossidi di azoto l’analisi effettuata su tutto il territorio regionale mostra che le maggiori criticità, che si registrano nell’agglomerato di Cagliari e nella zona industriale, sono da attribuire al contributo emissivo dell’attività portuale, del trasporto su strade extraurbane ed urbane, delle attività industriali e delle Centrali termoelettriche.

Infine, per quanto attiene al parametro ozono, le sorgenti che maggiormente contribuiscono ad aumentarne i livelli sono rappresentate da composti organici volatili non metanici, la cui principale sorgente è rappresentata dalla vegetazione, oltre che dalle attività antropiche e dalle industrie. Pertanto se si escludono alcuni impianti industriali, si osserva che le sorgenti sono uniformemente distribuite su tutto il territorio regionale.

 

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