Ad aprile la domanda di elettricità nel paese è diminuita del 2,2% sul mese di aprile 2015 (il dato rettificato è di -1,8%: un giorno lavorativo in meno e una temperatura con un grado e mezzo in più). La domanda destagionalizzata è in diminuzione anche su marzo 2016 (-0,5%). Il calo più considerevole di aprile è nel sud Italia (-3,6%).

Secondo i dati mensili Terna (pdf), rispetto ad un anno fa cresce l’eolico (+7,3%) e cala il fotovoltaico (-17,6%) e il termoelettrico (-1,5%, da cui per la prima volta viene scorporata la generazione da bioenergie.

Ad aprile 2016 le rinnovabili coprono il fabbisogno elettrico del mese per il 39,2% (e il 45,5% della produzione nazionale). Il fotovoltaico soddisfa il 9,3% della domanda, mentre l’eolico il 6,6%.

Passando al dato del primo quadrimestre 2016 si può notare come il valore cumulato della domanda elettrica (101,2 TWh circa) risulti in diminuzione dell’1,7% rispetto allo stesso periodo del 2015 (in termini decalendarizzati il dato è -2,2%).

Tutte le fonti rinnovabili (33 TWh) perdono 1,8 TWh rispetto allo stesso periodo del 2015: soddisfano fin qui il 32,6% della domanda elettrica. Nel periodo gennaio-aprile 2015 questa quota era leggermente superiore: 33,8% (per 34,8 TWh circa). Per quanto riguarda la produzione nazionale la percentuale delle rinnovabili è del 38,5% (era del 40,2% nel 2015).

Il fotovoltaico nel primo quadrimestre 2016 copre il 6,1% della domanda e il 7,2% della produzione nazionale: in 4 mesi quasi un terawattora in meno rispetto ad un anno fa. L’eolico, che in questi primi 4 mesi a livello cumulativo supera la generazione da solare, contribuisce al 7,3% della domanda e l’8,6% della produzione. L’idroelettrico perde il 12,3% e fa quasi 1,6 TWh in meno.

Nel grafico si noti come sono cambiate le quote delle rinnovabili sul fabbisogno elettrico del periodo gennaio-aprile dal 2014 al 2016.