Quello dei cambiamenti climatici è un tema che coinvolge un numero così elevato di variabili e di concetti scientifici che non sempre il grande pubblico riesce a comprendere fino in fondo la posta in gioco e le conseguenze che le emissioni di gas serra potrebbero avere già nei decenni più prossimi. E poi basta che, come talvolta accade in Italia, in un talk show televisivo ci siano due scienziati di opposte fazioni (uno che porta le ragioni dei cambiamenti climatici di origine antropica e uno di “credo” opposto) e il messaggio per il pubblico a casa diventa ancor più nebuloso.

Proprio per fare più chiarezza su questi temi, diversi scienziati attivi nello studio dei cambiamenti climatici hanno creato animazioni e video che spiegano visivamente ciò che a parole spesso è difficile far arrivare al pubblico.

La spirale della temperatura terrestre

La spirale (metaforica) del costante aumento della temperatura della Terra che appare inarrestabile ha dato l’idea a Ed Hawkins, climatologo presso l’Università di Reading nel Regno Unito, per realizzare un’animazione basata su una spirale reale:

La spirale rappresenta l’aumento della temperatura terrestre dalla fine del 19° secolo e rende evidente quanto sia veloce, specie negli ultimi decenni, l’accelerazione della crescita della temperatura.

La visualizzazione è basata sulla differenza tra le temperature mensili registrate dal Met Office del Regno Unito a partire dal 1990 e le temperature medie mensili del periodo 1850-1900, lo stesso periodo storico preso in considerazione nella più recente relazione dell’IPCC (Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite).

Nei primi anni del Novecento la spirale è caratterizzata dalle fluttuazioni stagionali delle temperature e quindi non sono ancora evidenti i segnali del riscaldamento climatico. Questi diventano sempre più evidenti negli ultimi decenni del secolo scorso e si avvicinano sempre più alla soglia di 1,5 C.

Climate Time Machine” della Nasa

Anche la Nasa ha sviluppato diverse animazioni dedicate alla scienza del clima e su come potrebbe cambiare la superficie terrestre proprio a causa dell’aumento della temperatura terrestre. La sezione del sito della Nasa si chiama Climate Time Machine ed è suddivisa in quattro sezioni: livello dei ghiacci, livello dei mari, livello della concentrazione di CO2 in atmosfera e temperatura terrestre (clicca sulla gif).

Le sezioni riportano sia dati storici (come il livello minimo del livello dei ghiacci dell’Artide tra il 1979 e il 2014) sia la visualizzazione di che cosa potrebbe accadere se non si agisse per abbattere le emissioni di gas serra. Impressionante vedere, ad esempio, come una crescita di un metro del livello dei mari significherebbe la scomparsa di città come New Orleans e Amsterdam. Un’animazione mostra la temperatura media dell’intero pianeta ed evidenzia le aree in cui sono state registrate le crescite maggiori.

Altri siti di interesse

Fra i tanti centri di ricerca e Università che hanno sviluppato animazioni sulla scienza del clima, ne ricordiamo due: il sito del Dipartimento di Geografia dell’Università dell’Oregon, che contiene varie gif animate sul clima e sui cambiamenti climatici. Ad esempio questa mostra le variazioni stagionali nelle temperature:

Altra fonte preziosa di grafici interattivi è il noto centro di ricerca statunitense World Resources Institute (WRI). Ad esempio il CAIT Climate Data Explorer  del WRI è uno strumento online open source che permette di creare visualizzazioni e grafici interattivi a partire dai dati storici delle emissioni dei singoli Paesi e di fare confronti fra gli impegni presi in sede internazionale e il rispetto di tali impegni. Vi si accede da qui: http://cait.wri.org

E intanto la Terra continua a scaldarsi…

A livello globale, i primi tre mesi del 2016 sono stati i più caldi degli ultimi 137 anni di misurazioni, con 1,15 gradi al di sopra della media del ventesimo secolo. Questo in base ai dati del NOAA (National oceanic and atmospheric administration), l’agenzia federale statunitense che si occupa di meteo e ambiente.

L’aumento della temperatura media globale della superficie della Terra è stato di 2,33 °C rispetto alla media del ventesimo secolo. Nell’emisfero Nord l’aumento è stato di 2,72 gradi. Le aree del globo terrestre in cui è stato registrato il discostamento maggiore rispetto alla media sono state il Brasile orientale, l’Africa orientale e centrale, gran parte dell’Asia sudorientale e larghe porzioni dell’Australia settentrionale e orientale.

Il 2015 nel suo complesso è stato un anno particolarmente caldo, con un’anomalia rispetto al periodo 1980-2010 di 0,46 gradi centigradi (0,14 gradi in più rispetto al 2014). La ragione di una anomalia tanto forte è da addebbitare, oltre che ai cambiamenti climatici antropici, al fenomeno de El Niño, che rende molto più caldi del normale gli strati superficiali nell’oceano Pacifico equatoriale.