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Legge Stabilità, “serve ecobonus triennale per condomíni”

  • 20 Ottobre 2015

"La misura sia stabilizzata e resa accessibile ad Esco e imprese. Si integrino gli interventi sull’edilizia che ad ora non sembrano essere stati affrontati in una visione strategica". Il parere del Consiglio nazionale degli architetti sulla Legge di Stabilità 2016.

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“È necessario introdurre nella Legge di Stabilità un ecobonus progressivo stabilizzato per i condomíni, accessibile a ESCo e imprese, che diventano in questo modo soggetti attivi”. Cosí il Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (CNAPPC) commenta la Legge di Stabilità 2016 presentata dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Una legge “nel suo insieme positiva pur contenendo alcuni elementi di forte criticità”.

“Se è infatti positivo aver confermato l’ecobonus e averlo esteso all’amianto, cosí come aver stanziato fondi per l’efficientamento energetico nell’edilizia sociale – commenta il Consiglio nazionale architetti – è segno di miopia non averlo stabilizzato a tre anni per i condomíni e non averlo reso accessibile ad ESCo e imprese, per superare il problema dei condomíni incapienti”.

Gli incentivi sono misure economiche utili se finalizzate a obiettivi virtuosi – proseguono –  per questo motivo devono essere maggiori se maggiore è il traguardo raggiunto in termini di risultato energetico e altrettanto importante, se si vogliono mettere i condomini in sicurezza rispetto ai terremoti, è poter disporre di tempo sufficiente per programmare, progettare e realizzare le opere. E un anno non è sufficiente.

CNAPPC e Legambiente – si ricorda nel comunicato stampa – chiedono anche certificazioni energetiche serie ed affidabili, la promozione della sostituzione edilizia e una ‘regia’ per la rigenerazione sostenibile delle città.

“Ci auguriamo – conclude il Consiglio Nazionale – che in fase di approvazione si integrino gli interventi sull’edilizia che ad ora non sembrano essere stati affrontati in una visione strategica, affidando la ripresa ai soli effetti della defiscalizzazione sulla prima casa. È invece con un intervento strutturale che investa sulle città e sul rinnovamento del patrimonio edilizio che può essere invertito il mercato dell’edilizia in modo da ottenere risultati importanti sia dal punto di vista economico che della qualità della vita quotidiana”.

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