“Vista la mancata possibilità di sviluppare qualsiasi confronto preventivo con il Governo sui decreti riferiti al Quinto Conto energia e Rinnovabili elettriche non fotovoltaiche, Cgil, Cisl e Uil avanzano al Coordinamento delle Regioni le seguenti considerazioni e proposte di modifica dei decreti in oggetto”. Inizia così la lettera dei segretari confederali dei 3 sindacati al Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al Coordinatore degli assessori regionali all’energia, Massimo Giordano e, per conoscenza, al Governo (testo in allegato, pdf).

“Sebbene le Organizzazioni sindacali convengano sulla necessità di ridurre in prospettiva il costo dell’energia sulla bolletta elettrica delle famiglie e delle imprese, non possono accettare però l’impostazione di contrapposizione con lo sviluppo delle rinnovabili e con la tutela dell’occupazione del settore delle rinnovabili”, vi si chiarisce.

Queste le richieste avanzate sul conto energia fotovoltaico: non ridurre drasticamente le risorse a disposizione, attingendo eventualmente quelle aggiuntive non dalle bollette dei cittadini, ma dalle maggiori entrate realizzate dalle finanze dello Stato dallo stesso settore delle rinnovabili o dalla vendita dei diritti di emissioni della CO2; ripristinare la premialità verso i prodotti Made in UE e quella per la sostituzione delle coperture in amianto.  Per quel che riguarda il registro si chiede invece di cambiare l’obbligo di accedervi secondo due ipotesi: una con soglie differenti in base alle tipologie di operatori ( per famiglie> 12 kW ; per plurifamiglie o condomini >100 kW ; per le PMI >200kW) un’altra innalzando per tutti fino a 100 kW la soglia oltre la quale gli impianti dovranno iscriversi al registro, al quale non dovrebbero essere tenuti a iscriversi gli impianti di qualsiasi taglia realizzati da Enti Pubblici e Pubblica Amministrazione.

Per quanto riguarda il decreto sulle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche l’entrata in vigore del nuovo sistema di incentivazione, scrivono i sindacati, “deve essere soggetta a una proroga di uguale periodo del ritardo accumulato nell’emanazione del decreto ministeriale attuativo il cui termine era settembre 2011”. Si chiede poi l’eliminazione del differimento del riacquisto dei certificati verdi  per il 2012 (dilazionata in 3 rate nella proposta attuale). Per quel che riguarda le aste si prevede che la nuova procedura venga fatta partire dal 1° luglio 2013 con l’innalzamento della soglia delle aste per impianti eolici, idroelettrici e geotermoelettrici sopra i 50 MW (dai 5 MW attuali).

La lettera dei sindacati (pdf)