Tutti i dettagli sul Fondo rotativo per Kyoto

In ritardo di quasi 5 anni finalmente è arrivato il fondo rotativo per Kyoto. Risorse pari a 600 milioni di euro per promuovere cogenerazione, teleriscaldemento, efficienza energetica e rinnovabili con prestiti a tasso agevolato. Presentata questa mattina, la misura sarà operativa dal 15 marzo. Ecco come funziona e il vademecum con i dettagli operativi.

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Nato nel 2007, doveva essere attuato da novembre 2008 ma si è fatto attendere fino ad ora. Oggi, finalmente, è arrivata la presentazione ufficiale. Stiamo parlando del Fondo rotativo per Kyoto: 600 milioni di euro che verranno concessi come finanziamenti a tasso agevolato per interventi nel settore delle rinnovabili, dell’efficienza energetica, della ricerca e della gestione forestale. La circolare ufficiale, salvo imprevisti, sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale il primo marzo, dal giorno successivo ci si potrà accreditare online e dal 16 marzo potranno partire le domande (in allegato l’esaustivo vademecum, qui faq e dettagli).


Tempi piuttosto stretti per presentare le domande anche in considerazione dell’entità limitata dei fondi: sono 600 milioni, che dovrebbero essere scaglionati in 3 annualità da 200 milioni. Soldi che saranno gestiti dalla Cassa Depositi e Prestiti e che, ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, nel corso della presentazione, “genereranno investimenti per circa il doppio”. Il fondo infatti finanzia i progetti solo fino a un massimo del 70% per i privati e al 90% per gli enti pubblici.


Per l’accesso al Fondo Kyoto “non c’è graduatoria, l’accesso è ‘a sportello’ – ha ricordato Clini – ci auguriamo che nelle prime 24 ore arrivino domande che superino i 600 milioni, perché vorrebbe dire che il meccanismo ‘tira’, e allora comiceremmo a lavorare con Cassa Depositi e Prestiti per vedere quali risorse aggiuntive potremmo mettere dentro”.


Si tratta appunto di un fondo rotativo, dunque verrà rifinanziato dai soldi prestati una volta restituiti. Ai 600 milioni stanziati, poi, ha fatto capire il ministro, dovrebbero aggiungersi parte dei fondi ricavati dalla vendita dei permessi ad emettere nell’ambito dell’ETS, il meccanismo europeo di mercato per contenere le emissioni di gas serra.


Ai finanziamenti potranno accedere le persone fisiche, le imprese (comprese le EsCo), le persone giuridiche private, i soggetti pubblici e anche i condomini. Il denaro verrà concesso con un tasso dello 0,5% e la durata dei finanziamenti andrà dai 3 ai 6 anni per i privati e dai 3 ai 15 per i soggetti pubblici.


Diverse le tipologie di progetto finanziabili: la parte più cospicua dei finanziamenti, 130 sui 200 milioni annuali, andrà alle cosiddetta misura usi finali: interventi sull’involucro di edifici esistenti, come isolamento termico, sostituzione finestre, ecc; teleriscaldamento da impianti di cogenerazione fino a 500 kW; impianti geotermici a bassa entalpia fino a 1 MW; impianti di cogenerazione a biomasse fino a 5 MW; 35 milioni andranno alla microcogenerazione diffusa (microcogeneratori ad alto rendimento con potenza nominale fino a 50 kWe)


Inoltre 10 milioni andranno alle rinnovabili (eolico e idro fino a 200 kW, solare termico fino a 200 m², caldaie a pellets o cippato tra 50 kWt e 450 kWt, fotovoltaico negli edifici fino a 40 kW).


Altri 35 milioni (sempre sui 200 annuali) restano a disposizione per sostituire motori elettrici industriali, ridurre il protossido di azoto nelle imprese che producono acido adipico e in quelle agro-forestali, fare ricerca su rinnovabili, idrogeno e fuel cell o per progetti di gestione forestale sostenibile.


Insomma, le opportunità per chi le saprà cogliere con il nuovo fondo ci sono, anche se c’è chi critica la misura perché favorirebbe troppo interventi già redditizi e basati su fonti anche fossili, come cogenerazione e teleriscaldamento (vedi la nostra intervista di ieri) e anche se ci si dovrà misurare con i soliti ostacoli che si incontrano nel nostro paese: autorizzazioni complesse, allacciamenti alla rete difficoltosi, incertezza normativa. Nessuna novità ad esempio è stata annunciata dai due ministri presenti, Clini e Passera, sull’atteso conto energia sulle rinnovabili termiche, atteso sembra entro marzo.

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