Quel buco di 11 miliardi di tonnellate di CO2

Con gli impegni messi al momento sul tavolo di un accordo internazionale sul clima si avrebbero al 2020 circa 11 miliardi di tonnellate di emissioni di troppo rispetto alla quantità di gas serra massima che servirebbe per non varcare la soglia critica dei 2°C di riscaldamento. L'ultimo report di UNEP alla vigilia della COP17.

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Con gli impegni messi al momento sul tavolo di un accordo internazionale sul clima si avrebbero al 2020 con circa 11 miliardi di tonnellate di emissioni di troppo rispetto alla quantità di gas serra massima che servirebbe per non varcare la soglia critica dei 2°C di riscaldamento. E’ questa la conclusione dell’ultimo Emission Gap Report / Bridging the Gap (consultabile qui), fatto uscire da UNEP alla vigilia della COP17 che inizierà lunedì a Durban.

Le emissioni di gas serra nel 2020 potrebbero essere troppe rispetto a quanto richiesto per combattere i cambiamenti climatici: tra i 6 e gli 11 miliardi di tonnellate al di sopra di ciò che è necessario per limitare il riscaldamento globale entro una media globale di incremento di 2 gradi.

Per riuscire a contenere la temperatura entro questa soglia – spiega il rapporto – le emissioni dovranno arrivare il prima possibile al loro picco massimo e poi subire una diminuzione al 2050 del 46% rispetto al livello del 1990 oppure del 53% rispetto a quelle che erano nel 2005. La soglia dei 2 gradi é possibile solo se i livelli di emissione si mantengono a 44 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente nel 2020. Mentre se non si farà nulla, le emissioni potrebbero schizzare a circa 56 miliardi di tonnellate per il 2020.

Con la versione più debole delle promesse di tagli si potrebbe scendere a circa 54,6 miliardi di tonnellate, lasciando scoperti circa 11 miliardi di tonnellate. Se si realizzassero gli obiettivi più ambiziosi proposti – anche in sede di Nazioni Unite – su uso dei terreni, silvicoltura e crediti di emissione si potrebbe scendere a 50 miliardi di tonnellate. Il divario poi potrà essere colmato – osserva il rapporto – aumentando l’efficienza energetica e accelerando l’introduzione di fonti energetiche rinnovabili, e regolamentando il traffico aereo e marittimo.

”E’ possibile ridurre le emissioni – afferma Achim Steiner, direttore esecutivo dell’Unep – tra i 14 e i 20 miliardi di tonnellate entro il 2020. E senza significative innovazioni tecniche o finanziarie. La finestra per affrontare i cambiamenti climatici – prosegue ancora Steiner – si sta riducendo” Secondo l’Agenzia ambientale dell’Onu, in sostanza, si é ampliato il divario tra gli impegni dei taglì alle emissioni dei Paesi e quello che é necessario per rimanere entro il limite dei 2 gradi oltre cui ci potrebbero essere ”effetti devastanti”.

Gli eventi meteorologici estremi sono infatti destinati ad aumentare nel corso del secolo (come ricordato anche dall’Ipcc, il panel di scienziati che studiano il clima su mandato Onu), soprattutto se la temperatura del Pianeta continua a salire, così come le emissioni di CO2.

“Questo rapporto dovrebbe essere considerato una ‘prova del nove’ per i negoziatori che si preparano alla conferenza sul clima di Durban – ha detto Mariagrazia Midulla, Responsabile Policy Clima e Energia del WWF Italia, che sarà in Sud Africa per partecipare ai lavori – Il rapporto mostra chiaramente che se non si intraprendono ora azioni decisive, il mondo si avvia verso cambiamenti climatici molto pericolosi. Ma anche l’UNEP conferma che possiamo ancora farcela, se ci impegniamo subito per fermare la deforestazione e creare un futuro basato su efficienza energetica e rinnovabili. Il gap infatti non né tecnico, né economico: è una mancanza di volontà politica e di leadership.”

Qui il report UNEP

(adattato da materiale UNEP, Ansa e comunicato WWF)

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