La Svizzera prepara l’abbandono del nucleare

  • 26 Maggio 2011

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L'esecutivo ha stabilito di non costruire più nuove centrali quando quelle esistenti termineranno il loro ciclo produttivo. Con questo fuoriuscita graduale dall’atomo, l’ultima centrale dovrebbe chiudere nel 2034.

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Un altro paese prepara l’uscita dal nucleare, è la Svizzera. L’esecutivo ha stabilito ieri, 25 maggio, di non costruire più nuove centrali quando quelle esistenti termineranno il loro ciclo produttivo. La più vecchia cesserà l’attività nel 2019, la più recente nel 2034. L’addio all’atomo, sarà dunque graduale “per continuare a garantire alla Svizzera un’elevata sicurezza dell’approvvigionamento elettrico”. Il Governo elvetico si è orientato verso la soluzione di compromesso tra le tre proposte in marzo dall’Ufficio Federale dell’Energia (Datec): mantenimento dell’attuale mix, abbandono anticipato del nucleare e, appunto, non sostituzione degli impianti al termine del ciclo di vita.


“Il nucleare non si può e non si deve fare – ha spiegato Stefano Leoni, presidente del Wwf Italia – Investire su questa tecnologia vuol dire impedire all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili di crescere il nucleare è uno scomodo ingombro di cui liberarsi al più presto. Inoltre, come ha anche ricordato il ministro Tremonti, l’Italia ha la fortuna, per la scelta referendaria passata, di non avere oggi il ‘debito nucleare’ dovuto ai costi di smantellamento (decomissioning), una condizione che sarà possibile mantenere solo se il nostro Paese deciderà di abbandonare definitivamente la strada ‘atomica’ con la vittoria ai referendum di giugno. Purtroppo – ha concluso Leoni – il Governo italiano non solo ha operato la scelta di reintrodurre l’atomo in Italia, ma ora in Parlamento si tenta di negare il diritto di voto garantito costituzionalmente con i referendum”.


 

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