Un tetto annuale di 2 GW, incentivi ridotti gradualmente del 2% dai prossimi mesi per arrivare ad un taglio del 50% al 2014. Il cammino verso il quarto conto energia continua e arrivano le prime indiscrezioni sulla bozza di decreto che si inizierà a discutere giovedì con le Regioni in Conferenza Unificata.


A quanto appreso da Qualenergia.it al momento la proposta sul tavolo sarebbe molto simile a quella indicata da Confindustria. Si prevede infatti una  riduzione a scatti della tariffa incentivante anche se con tagli minori rispetto a quelli ipotizzati dall’associazione imprenditoriale. Le tariffe verrebbero tagliate del 2% per il primo quadrimestre 2011, dell’8-10% per il secondo e il terzo; del 10% per il 2012; 15-20% per il 2013; 50% a regime finale. Nell’ipotesi attuale ci sarebbe anche un tetto annuale alle installazioni: si parla di 2 GW e di un massimo di 6 miliardi di incentivi statali, due terzi dei quali dovrebbero andare a impianti sotto i 200 kW di potenza. Sarebbe previsto anche un registro a cui iscrivere i progetti per prenotare l’incentivo. 


Da chiarire la correzione della retroattività del decreto Romani. Una delle ipotesi è che i tagli previsti da giugno non valgano per quegli impianti, anche non entrati in esercizio entro il 31 maggio, per cui si sono fatti investimenti contando sulle vecchie tariffe.


Una bozza che ci pare assolutamente provvisoria e che contiene diversi elementi che per le associazioni del settore dovrebbero essere cambiati. “Questa proposta, che è sostanzialmente quella di Confindustria, non ci piace per molti aspetti. Siamo contrari ad esempio al tetto annuale sulle installazioni e anche al meccanismo del registro che, così come concepito, rischia di creare un ingorgo burocratico”, commenta a Qualenergia.it Valerio Natalizia di Anie-Gifi, associazione che vive un conflitto particolare essendo essa stessa membra di Confindustria. “Il ministro ha comunque garantito che continuerà il confronto con gli operatori sugli aspetti tecnici e in quella sede siamo fiduciosi di riuscire a far introdurre le modifiche del caso”, ha spiegato Natalizia.


Insomma è ancora presto per sapere come sarà il nuovo conto energia, ma la fisionomia che sta prendendo non sembra piacere al settore. Decisivi saranno gli incontri di questi e dei prossimi giorni con enti locali ed associazioni di categoria.