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Solar Cooling 2.0: una nuova generazione alle porte

Esperti della ricerca e dell’industria internazionale si sono incontrati a Roma per parlare di raffrescamento da solare termico e verificarne la sua futura competitività di mercato. Una nuova generazione di sistemi innovativi e la competizione-collaborazione con il fotovoltaico.

Un’intensa attività di ricerca è in corso sul tema del raffrescamento da solare termico, sulla via di una nuova generazione di sistemi compatti, facili da installare e con chiller ad assorbimento attivabili a bassa temperatura. Dal 23 al 25 settembre, Roma è stata la sede per una comunità di circa 50 esperti internazionali del “Solar Cooling”, che si sono riuniti per un workshop preparatorio e, poi, per due giorni di conferenza sui temi specifici di questa tecnologia. L’evento, organizzato dalla società tedesca Otti, ha permesso di riunire ricerca e industria per fare il punto sull’attuale situazione del Solar Cooling, soprattutto per verificare la sua competitività di mercato rispetto a soluzioni alternative.

Ancora pochi impianti

La recente “roadmap” sul solare per riscaldamento e raffrescamento recentemente pubblicata dall’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) prevede, e spera, che il solar cooling sia capace di coprire ben il 17% della domanda mondiale di freddo nel 2050. Nonostante questo ambizioso traguardo, però, la realtà appare al momento diversa: negli ultimi 10 anni, infatti, la penetrazione nel mercato di questa tecnologia è stata molto contenuta e spesso limitata a casi dove è stato utilizzato un consistente incentivo di base, come accade in alcuni progetti di ricerca.

L’Italia, ad esempio, sarebbe senza dubbio uno dei mercati più promettenti per la notevole domanda di condizionamento e, parallelamente, la considerevole disponibilità di radiazione solare. Nonostante queste ottime condizioni di partenza, tuttavia, è stato mostrato nel corso della convention come nel nostro paese siano operativi solo una trentina di impianti e un’altra decina sia in fase di realizzazione in siti militari. D’altronde l’incentivo attualmente riconosciuto dal Conto Termico è sicuramente troppo basso per rappresentare una spinta allo sviluppo di questi sistemi, caratterizzati da un elevato costo di investimento iniziale. I dati relativi ai primi 18 mesi di funzionamento del sistema di supporto, infatti, mostrano come solo lo 0,4% delle richieste di incentivo al solare termico sia stata destinata a impianti speciali, che comprendono anche il solar cooling. Un numero che si conta sulle dita di una mano.

La ricerca verso una nuova generazione

Daniel Mugnier, il leader del Task 53 della IEA sulla “Nuova generazione di impianti solari per il riscaldamento e raffrescamento”) non ha girato intorno a questo tema cruciale e ha affermato che, soprattutto a causa della complessità idraulica e dell’elevato costo, il solar cooling “tradizionale” non è ancora competitivo sul mercato in termini generali. Ne segue che è ancora necessaria una intensa attività di ricerca per sviluppare una nuova generazione di sistemi innovativi, una sorta di “Solar Cooling 2.0”.

Quali saranno (e in parte già sono) le caratteristiche di questi impianti innovativi? Senza dubbio, si tratta di sistemi compatti, di semplice (e poco costosa) installazione e con macchine frigorifere attivabili anche in bassi campi di temperatura, così da essere compatibili con una buona efficienza operativa dei collettori solari. Solo con un tale approccio, del tipo “plug-and-play”, queste soluzioni possono essere competitive con impianti già ben posizionati sul mercato come quelli con pompa di calore. In un prossimo articolo, saranno presentati gli sviluppi più interessanti in corso, sempre in bilico tra ricerca e mercato, di questi sistemi di “solar cooling 2.0”.

Un altro punto interessante evidenziato durante la conferenza è che i sistemi di raffrescamento del prossimo futuro saranno di taglia media o grande, con una molteplicità di utenti differenti collegati e, soprattutto, alimentati da più fonti energetiche in parallelo, sia termiche sia elettriche.

Solare termico e fotovoltaico? Uno contro l’altro ... praticamente amici

Al momento, quindi, è difficile immaginare un raffrescamento da solare termico che sia già competitivo con le più economiche soluzioni a pompa di calore, magari in un edificio dotato anche di un impianto fotovoltaico.

Un aspetto interessante, però, riprendendo quanto detto sopra sui sistemi integrati del futuro, è che solare termico e fotovoltaico, oltre che avversari, potrebbero essere considerati come alleati. Per la prima volta, infatti, un gruppo di lavoro della IEA, il già citato Task 53, si occupa ufficialmente del tema “solar cooling” includendo esplicitamente sia il termico che il fotovoltaico. Per quest’ultimo, alla disperata ricerca di soluzioni per incrementare la quota dell’autoconsumo, infatti, le applicazioni di raffrescamento si configurano come una possibilità interessante. La conseguenza è che, soprattutto nei mercati più grandi come la Cina, si stanno moltiplicando gli esempi di sistemi plug-and-play, dove moduli fotovoltaici sono direttamente accoppiati a condizionatori di piccola taglia.

Quando il tema “competizione o collaborazione” è stato sollevato durante la conferenza, gli esperti attorno al tavolo hanno dato la loro visione per il prossimo futuro: il fotovoltaico sarà sicuramente la soluzione più vantaggiosa per piccole applicazioni, mentre il solare termico potrebbe coprire una rilevante fetta di mercato nei sistemi di media e grande taglia.

Nella foto in alto a sinistra: impianto della Kloben per la Curia di Vallo della Lucania





Commenti

non scherziamo

con 2000 m2 di tetto disponibile si ottengono circa 600 MWh l'anno di energia termica dal solare, che in un assorbitore a COP=0,7 diventano 420 MWh frigoriferi.

se gli stessi 2000 m2 di tetto vengono coperti di FV si ottengono 170 kWp ovvero 220 MWh elettrici, che in una macchina a compressione moderna ad ESEER>4 possono portare da 700 fino a 900 MWh frigoriferi. spendendo meno di installazione si ottiene più energia.