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Le novità e i dati sulle rinnovabili al 2013 nel rapporto GSE

A fine 2013 in Italia le rinnovabili hanno coperto il 16,7% dei consumi complessivi di energia, molto vicino al target 2020. Il maggior contributo è dal settore termico (51% di tutte le rinnovabili), per la prima volta rilevato in modo così approfondito, seguito dall’elettrico (43%) e dai trasporti (6%). Il nuovo rapporto sulle rinnovabili del GSE.

Dal rapporto Energia da fonti rinnovabili in Italia – 2013del GSE, pubblicato ieri (vedi allegato in basso, 173 pp. - pdf) emerge che nel 2013, in Italia, il 16,7% dei consumi complessivi di energia sono stati coperti da fonti rinnovabili. Il maggior contributo è arrivato dal settore termico – per la prima volta rilevato in modo così approfondito in Italia – che ha coperto il 51% della produzione totale di energia rinnovabile, seguito dall’elettrico (43%) e dai trasporti (6%). 

Il documento GSE è la prima pubblicazione statistica, nel nostro Paese, dedicata al complesso degli usi energetici delle rinnovabili. Il report integra e sostituisce il tradizionale Rapporto statistico GSE “Impianti a fonti rinnovabili”, relativo al solo settore elettrico, fornendo per la prima volta dati completi e aggiornati, sino a oggi inediti, anche sugli impieghi delle energie rinnovabili nel settore termico (riscaldamento) e nel settore trasporti (autotrazione).

Applicando i criteri di contabilizzazione dell’energia da fonti rinnovabili previsti dalla Direttiva 2009/28/CE, nel 2013 i consumi complessivi di energia da rinnovabili in Italia sono risultati pari a 20,7 Mtep, in aumento di circa 1,1 Mtep rispetto al 2012 (+5,7%). Nel grafico qui sotto l'andamento dei consumi finali lordi (in milioni di tonnellate equivalenti petrolio) coperti da rinnovabili e l'andamento previsto nel giugno 2010 dal PAN (Piano di Azione Nazionale per l'energia) (vedi anche grafico sotto).

Per quanto riguarda il settore elettrico, grazie ai quasi 600.000 impianti alimentati da fonti rinnovabili installati sul territorio nazionale (per una potenza complessiva di circa 50.000 MW) sono stati prodotti, nel 2013, circa 112 TWh di energia elettrica (9,6 Mtep), che si riducono a 103,3 TWh (8,9 Mtep) applicando le regole di calcolo previste dalla Direttiva 2009/28/CE (cioè normalizzazione delle produzioni idroelettrica ed eolica e contabilizzazione dei soli bioliquidi sostenibili).

La fonte rinnovabile che nel 2013 ha fornito il contributo più importante nel settore elettrico è stata quella idraulica (44% della produzione da FER), seguita da quella solare (21%), dalle bioenergie (16%), dalla fonte eolica (14%) e da quella geotermica (6%). (Si vedano anche i dati aggiornati al 2014, forniti da Terna)

Per quanto riguarda invece il settore termico, nel 2013 sono stati consumati circa 10,6 Mtep di energia termica da fonti rinnovabili (444.000 TJ), di cui 9,8 Mtep in modo diretto (attraverso stufe, camini, pannelli solari, pompe di calore, impianti di sfruttamento del calore geotermico) e 0,8 Mtep come consumi di calore derivato (principalmente attraverso sistemi di teleriscaldamento alimentati da biomasse).

Mentre è ancora limitato lo sfruttamento della risorsa geotermica e di quella solare, è di grande rilievo il contributo delle pompe di calore (2,5 Mtep); la fonte di gran lunga più importante è però la biomassa solida (7,5 Mtep), utilizzata soprattutto nel settore domestico (6,7 Mtep).

L’Indagine Istat-ENEA sui consumi energetici delle famiglie italiane, i cui risultati sono stati diffusi a Dicembre 2014, ha consentito di contabilizzare consumi domestici di biomassa in precedenza non puntualmente rilevati (per un valore stimato aggiuntivo pari a circa 3 Mtep).

Per quanto riguarda infine il settore trasporti, sono stati immessi in consumo circa 1,25 Mtep di biocarburanti (oltre 1,4 milioni di tonnellate), in gran parte costituiti da biodiesel (94%).

Nel 2013 i consumi finali lordi di energia in Italia si sono attestati poco sopra i 124 Mtep, valore più basso degli ultimi 10 anni. La quota di tali consumi coperta da fonti rinnovabili è pari, come si vede dal grafico sotto, al 16,7% (nel caso i consumi finali lordi, nel 2013, fossero stati pari a quelli previsti dal PAN, cioè circa 132 Mtep, tale quota scenderebbe al 15,7%), un valore vicino al target assegnato all’Italia dalla Direttiva 2009/28/CE per il 2020, cioè pari al 17%, e all’obiettivo individuato dalla Strategia Energetica Nazionale (19-20%).

Ovviamente la possibilità di mantenere la quota dei consumi finali coperta da rinnovabili su tali livelli dipenderà, oltre che dalla performance delle rinnovabili stesse nei prossimi anni, anche dall’andamento dei consumi energetici totali dopo anni di decrescita causata principalmente dalla congiuntura economica.

Rapporto statistico “Energia da Fonti Rinnovabili in Italia – 2013” (pdf, 7 Mb)





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