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Taglia-bollette, il governo illustra il decreto con lo spalma-incentivi obbligatorio

Nonostante la sollevazione del mondo delle energie rinnovabili e i rilievi di incostituzionalità, il Governo ha tirato dritto, presentando oggi il decreto 'taglia-bollette', con tanto di misure obbligatorie e retroattive sugli incentivi al fotovoltaico. Produrrà risparmi per 900 milioni di euro e 1,5 miliardi a regime. Ecco le misure approvate.

Alla fine lo hanno fatto: il decreto 'taglia-bollette' è stato presentato oggi in conferenza stampa al ministero delle Finanze. Dovrebbe approdare in Gazzetta a brevissimo e contiene il contestatissimo intervento retroattivo contro il fotovoltaico, quello definito spalma-incentivi. Trovate al link in fondo all'articolo le slide distribuite ai giornalisti che spiegano le misure e un testo ancora non ufficiale, ma che dovrebbe essere sostanzialmente la versione definitiva. Evidentemente il Governo ha tirato dritto, senza tenere conto delle forti obiezioni venute non solo dal mondo delle rinnovabili, ma anche da quello delle banche e di Confindustria. Proprio per questo non crediamo che tutto ciò potrà passare sotto silenzio.

Nel corso della conferenza stampa è stato chiesto ai ministri come il Governo intenda affrontare i probabili ricorsi degli operatori, visto che lo spalma-incentivi, come sottolineato anche dal presidente emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida, violerebbe sia le norme costituzionali in materia di retroattività e di tutela dell’affidamento, sia gli obblighi internazionali. “Vedremo quando i ricorsi arriveranno, in altri Stati europei hanno adottato misure analoghe e anche più severe”, ha risposto il ministro Guidi, probabilmente dimenticando che per una vicenda analoga il governo spagnolo, trascinato davanti alle camere arbitrali internazionali dagli investitori, sta rischiando dover di pagare risarcimenti miliardari.

Quella che per il mondo delle energie pulite e della finanza è una mostruosità giuridica, capace di far scappare gli investitori dal Paese e non solo dal settore delle rinnovabili, per chi ha scritto il decreto è una “misura di redistribuzione”, mirata contro un gruppo ristretto, cioè i proprietari di impianti fotovoltaici sopra ai 200 kW di potenza, quelli appunto che saranno colpiti dallo spalma-incentivi: “8.600 soggetti - su un totale di 200.000 operatori - che percepiscono il 60% degli incentivi”.

Ma tralasciamo i commenti per andare a guardare al contenuto per come è stato presentato. Il decreto, si è spiegato, contiene oltre a un miliardo e mezzo di incentivi fiscali agli investimenti produttivi e alla capitalizzazione d’azienda, anche misure per tagliare la bolletta per un miliardo e mezzo. In realtà le misure sulle bollette contenute in questo decreto, varranno circa 900 milioni, mentre la rimanenza verrà da interventi da attuare con atti di indirizzo per l'Autorità per l'Energia. A beneficiarne saranno soprattutto le imprese, che assorbiranno il 70% dei risparmi complessivi a favore di circa 700mila soggetti. Le misure sono infatti mirate a ridurre gli oneri per gli utenti in media tensione e per quelli in bassa tensione con potenza impegnata maggiore di 16,5 kW.

Lo spalma-incentivi nella versione approvata prevede per gli impianti fotovoltaici sopra i 200 kWp, a partire dal 1° gennaio 2015, un allungamento del periodo di incentivazione da 20 a 24 anni, senza interessi e con la possibilità di accesso a finanziamenti garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti, di cui parlavamo ieri. Gli operatori potranno scegliere di rifiutare la rimodulazione, ma in quel caso perderanno il 10% dell'incentivo.

C'è poi l'intervento sull'autoconsumo: si dispone che sull'energia autoconsumata dietro al contatore in SEU e RIU si paghino in parte gli oneri di sistema, ma, a differenza di quanto previsto dalla bozza entrata in CdM venerdì 13 giugno, la percentuale di oneri dovuta sarà del 5% per tutti gli impianti entrati in esercizio fino al 31 dicembre 2014, mentre dal 2015 sarà del 10% per i sistemi che ricevono incentivi sull'energia prodotta e del 5% per i SEU non incentivati. C'è un altro cambiamento rispetto alla bozza di cui avevamo parlato: dalla formulazione della norma risulta che gli aumenti della quota di oneri dovuta colpiranno solo i SEU costruiti dopo il 31 dicembre 2014. Le reti private esistenti, quasi tutte  di proprietà di grandi aziende e alimentate a fossili, dunque sono al sicuro, mentre chi vorrà fare i SEU a partire dall'anno prossimo dovrà fare i conti con questo rischio imponderabile.

Altro punto che riguarda le rinnovabili, questa volta senza penalizzarle, la semplificazioni degli iter autorizzativi a favore dei piccoli produttori, che vede l’introduzione di un modello unico per le comunicazioni, la riduzione dei documenti da presentare e la liberalizzazione degli impianti sui tetti di edifici non vincolati.

Per contro si concede al GSE di pagare gli incentivi anche con acconti del 90% rispetto alla somma dovuta secondo la produzione stimata, per poi ripianare i conti con un conguaglio a giugno dell'anno seguente: si garantisce cioè al Gestore una sorta di anticipo di cassa a spese dei soggetti beneficiari degli impianti. Tutte le spese sostenute dal GSE per gestire e controllare l'erogazione degli incentivi, stabilisce peraltro un altro articolo del decreto, saranno a carico dei beneficiari degli incentivi stessi.

C'è poi l'intervento promesso sugli sconti alla Ferrovie dello Stato, che non si applicherà più ai servizi, come alta velocità e merci, resi a condizioni di mercato. Altro taglio quello agli sconti per i dipendenti delle società elettriche. Infine, si inizia ad eliminare lo spreco (più volte denunciato su queste pagine) dei sistemi elettrici delle isole minori: l'Aeeg entro 60 giorni dall'emanazione del decreto dovrà adottare una revisione della regolazione dei sistemi elettrici integrati insulari basata su sostenibilità economica e ambientale.

E gli altri privilegi e regalie varie, spesso alle fossili, che si era annunciato di voler colpire? Le azioni arriveranno - ha spiegato il ministro – in una serie di atti di indirizzo all'Autorità per l'Energia da varare nelle prossime settimane. Tra gli ambiti in cui si interverrà ci sono: la riduzione dell'interrompibilità, una possibile introduzione dei prezzi negativi alla Borsa elettrica, gli interventi contro abusi di potere di mercato, l'intensificazione dei controlli sugli incentivi, la riduzione dei colli di bottiglia sulla rete e degli impianti essenziali, regole più stringenti sulla remunerazione delle reti elettriche e gas nel nuovo periodo regolatorio, la realizzazione delle infrastrutture strategiche e l'eliminazione dei sussidi alle centrali a olio combustibile.

Nelle prossime settimane  - ha aggiunto Guidi – si emanerà anche un decreto che attua il 'Destinazione Italia' in tema di spalma-incentivi (volontario) per le rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico.

La presentazione distribuita in conferenza stampa (pdf)

Il testo-presentazione tecnica nella versione più recente (pdf)





Commenti

Un caloroso applauso

per tutti gli elettori del PD ,bravissimi !!! questo è solo un assaggio di quello che stà facendo per l'ITALIA il vostro caro Renzie !!!
ci vediamo al prossimo disastro !!! COMPLIMENTI !!!
Solo un demente non può capire che per ridurre del (forse) 10% la bolletta del 15% delle imprese italiane...tutte le altre (hanno l'utenza minore di 16,5 kW)
se la prendono in quel posto, al prezzo di FAR SCAPPARE GLI INVESTITORI E CON IL RISCHIO DI FARCI PAGARE DOPO I RICORSI UN'ALTRO SALASSO ,TUTTO QUESTO E' SOLO UNA PAROLA : F O L L I A .....

Semplificazioni autorizzative.

In zone vincolate, per gli interventi di "modesta entità" ove è richiesta la Relazione Paesaggistica Semplificata, ABOLITE il parere delle Soprintendenze!
1) Fate lavorare le Commissioni del Paesaggio dell'Ente preposto al rilascio dell'Autorizzazione;
2) Fate lavorare le Soprintendenze su impianti di "grande impatto";
3) Fate lavorare le Imprese in tempi brevi;
4) Non fate spaventare gli utenti per i tempi lunghi della Nostra Burocrazia.

Alsarago,nell'intervista a

Alsarago,nell'intervista a cui ti riferisci:

7 MWp circa di impianti fotovoltaici costati 6 M€ di capitale proprio + 18 M€ delle banche.

2,9 Mln € di ricavi annui;
1,1 Mln€ di interessi annui alle banche;
0,284 Mln€ di tasse (IMU+IRAP+IRES);
Utile: 94 mila euro perché 3 società su 5 hanno perso e 2 guadagnato.

Poi mettiamoci 0,3 Mln€ di costi operativi non citati nel video.

Resta da capire i rimanenti 1,2 milioni se rimangono in cassa o eventualmente dove vanno a finire.

GB, è comunque una operazione

GB, è comunque una operazione iniqua, perchè fra quelli c'è chi ha installato in pieno boom da Salva Alcoa, e chi ha installato nel 2008 o nel 2012, quando la convenienza era molto più al limite. Nella pagina di QE c'è l'intervista a uno di questi "speculatori" che dice che per lui questo intervento sarà una rovina.

Inoltre molti degli "speculatori" (leggi persone che hanno creduto che lo Stato italiano fosse una cosa seria), hanno già preso il largo, vendendo i loro impianti ad altri che sicuramente avranno margini molto più ristretti di rientro dell'investimento, rispetto ai proprietari originali.

Insomma, si è fatto il solito casino all'italiana, che ha premiato i furbi, e bastonerà chi ha fatto le cose in regola e si è fidato delle promesse dello Stato.

Per non parlare poi della vera vergogna di questo decreto, che è la "tassa sul Sole".

Tutti parlano dello spalma

Tutti parlano dello spalma incentivi: ma scommetto che, visto che interesserà anche tante società di "amici degli amici" (gli stessi che godettero a suo tempo del Salva Alcoa), che verrà ridimensionato e depotenziato.

In realtà la vera schifezza in questo decreto è la "tassa sul Sole", che obbligherà a pagare gli oneri di rete e sistema su energia autoprodotta (in futuro soprattutto con FV)che non usa la rete e non fa parte del sistema.
E il bello è che non si fanno pagare di più quelli che già producono energia da anni o decenni senza pagare nulla (le industrie, ma anche chi h impianti Fv incentivati, me compreso), a loro si fa pagare una inezia e si garantisce che la percentuale non aumenterà. Invece si minaccia di far pagare sempre di più gli impianti futuri, cioè quelli che saranno sul filo del rasoio della convenienza, vista la fine degli incentivi e le tante norme punitive introdotte in questi anni.
Inoltre una tassa sull'energia autoconsumata, scoraggia l'uso di accumuli, che sono il futuro dei sistemi FV ed eolici per case ed imprese.
E' vero che la vogliono mettere anche in Germania, ma lì, almeno, l'uso di accumuli viene incentivato e sta portando ad un boom di installazioni.
Qui, invece, la "tassa sul Sole", grazie soprattutto alla minaccia di aumentarla in futuro, ha buone possibilità di far fuggire le ultime possibilità di finanziamento del FV e stroncare il settore.
Complimenti al governo Renzi, colui che sulla Green Economy (virtuale) ha costruito le sue fortune politiche.

Misure su Rinnovabili = falso in bilancio e ipocrisia

Sotto il mito della riduzione delle bollette del 10% per il rilancio dell’industria, una bufala, si vuole:
1)Mettere a bilancio un risparmio di 1,5MLD Euro/anno: Di fatto un falso in bilancio (serve a Renzi per presentarsi in Europa), poiché l’energia rinnovabile negli anni ha fatto calare del 40% il PUN e limitato la richiesta di gas per 6MLD €/anno, oltre a tutto l’indotto che ha creato, ecc.
2)Dare sostegno alle fossili che sono legate al modello politico del passato e quindi assolutamente impreparate al nuovo mercato, De Benedetti docet.

Ora, addirittura, si colpiscono anche i SEU, ancora in gestazione: aborto e ipocrisia, icone della sinistra, veramente pazzesco.

Sembra veramente che non si

Sembra veramente che non si riesca a fare un discorso serio e mirato sulla questione.... d'accordo che il taglio retroattivo è una cosa negativa e discutibile ma è un'operazione chirurgica su una piccola parte di produttori FV che hanno preso molto,m forse troppo (se non è vero basta far vedere un solo business plan aggiornato di un impianto FV da 1 MW dove il ROE sia davvero dell'ordine del 5%) non è un colpo a cuore a tutto il settore, su questo bisognerebbe fare un reality check.

Gli investitori stranieri seri (e non gli speculatori) non c'entrano... i sistemi elettrici delle isole minori non sono uno spreco e sono una questione estremamente marginale.... insomma si può fare un discorso SERIO e mirato solo sul FV >200 kW con i numeri e nona chiacchiere... e poi magari anche degli oneri per vecchi SEU e RIU che sono una misura retroattiva e sono una bella batosta.

P.S. Non si dovrebbe parlare di utenze in BT con "potenza disponibile > 16,5 kW" invece che con "potenza impegnata > 16,5 kW"?

sono degli imbecilli!!!!!!

come sempre nel decreto si sono dimenticati la clausola di responsabilità che a nesun politico piace:"chi sbaglia paga".
Infatti dovranno dire quanto costeranno i ricorsi che noi italiani dovremo pagare........

saluti a tutti quelli che li hanno votati!!