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Scenari di una transizione energetica in atto

Attori e strategie in trasformazione nel nuovo orizzonte energetico: fonti rinnovabili ed efficienza imporranno un cambio di strategie da parte delle utilities per aprire nuovi mercati. Ma al momento prevale l'attacco frontale all'energia verde. L'editoriale di Gianni Silvestrini per l'ultimo numero della rivista bimestrale QualEnergia.

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Grande è la confusione sotto il cielo delle rinnovabili, in Italia e non solo. Per questo è importante capire l’orizzonte strategico di queste fonti e i possibili scenari per i vari attori energetici. Partiamo da alcuni dati che rimarcano l’ampiezza delle trasformazioni in atto. Spagna: ad aprile le rinnovabili hanno coperto il 54% della produzione elettrica mettendo in tilt un sistema sovradimensionato a causa della connessione, negli ultimi anni, di ben 26.000 nuovi MW di cicli combinati, al momento totalmente inutili. Portogallo: nel primo trimestre di quest’anno oltre il 70% della generazione è stata soddisfatta dalle rinnovabili, a fronte di un calo di oltre un terzo della produzione termoelettrica. Giappone: nel primo semestre 2013 sono stati installati 3.400 MW fotovoltaici, mentre i reattori nucleari sono al momento totalmente disattivati. E potremmo continuare con i risultati di Germania, Danimarca, Cina e, per finire, dell’Italia dove boom di rinnovabili e calo della domanda hanno comportato la chiusura di diverse centrali. Per capire meglio l’entità dei cambiamenti si consideri che nel nostro Paese, ad agosto, l’elettricità verde ha coperto il 41% della produzione elettrica (con il fotovoltaico arrivato a sfiorare il 12%). 

Ma la corsa delle rinnovabili potrà continuare? Alcuni elementi, come la costante riduzione dei costi a fronte di difficoltà crescenti per la produzione convenzionale, sono certamente favorevoli. Dovranno però essere affrontati importanti investimenti per trasformare le reti. Decisivo sarà il contesto delle prossime negoziazioni sul clima.

Rinnovabili competitive, fossili in affanno

Nelle zone più promettenti le rinnovabili sono già adesso competitive rispetto alla generazione convenzionale, senza incentivi. In Brasile l’eolico si è aggiudicato il 55% delle aste per nuova potenza degli ultimi tre anni con prezzi scesi del 41% rispetto al 2009. Il vento è ormai così competitivo da spiazzare centrali a gas e a carbone, tanto che il Governo di Brasilia ha dovuto creare aste particolari precluse all’eolico a protezione del termoelettrico. Anche il fotovoltaico sta iniziando a diffondersi senza incentivi. La possibilità del solare di poter competere direttamente con le bollette elettriche fa intravvedere scenari interessanti nei Paesi con alti prezzi dell’elettricità come Germania, Italia, Giappone. In Spagna gli impianti solari su edifici realizzati in grid parity si stanno già diffondendo. Si prepara inoltre la prima ondata di centrali solari destinate a immettere elettricità direttamente in rete. Sia in Spagna sia in Cile sono state avanzate richieste per molti GW per realizzare impianti con taglie di 150-500 MW. Naturalmente, la diffusione dipenderà fortemente dalle scelte di regolazione e già si vedono i tentativi di bloccare il fotovoltaico per il timore che questa “disruptive technology” possa crescere in maniera incontrollata.

Passando alla generazione convenzionale, diversi elementi rendono invece preoccupante il futuro di questo comparto. Molti reattori nucleari, ormai obsoleti, avranno bisogno di adeguamenti (EDF intende spendere 50 miliardi € entro il 2025 per allungare di 20 anni la vita delle centrali operanti in Francia), cui seguiranno onerosissimi smantellamenti e la creazione di cimiteri di scorie ancora più costosi. Le centrali a carbone dovranno confrontarsi con limiti alle emissioni più rigorosi e, in alcuni Paesi, con il pagamento di quote di CO2 che già penalizzano gli economics.

Ed è proprio la questione climatica che potrà aggravare significativamente la competitività delle centrali a gas o a carbone. Se nel 2015 si raggiungerà un accordo mondiale per contenere le emissioni climalteranti, le fonti rinnovabili non potranno infatti che essere avvantaggiate. Ma altri elementi vengono a turbare i sonni tranquilli del mondo tradizionale dell’energia. Come la campagna “Divest Fossil” per spingere a disinvestire le azioni legate alle multinazionali dei combustibili fossili, che ha già visto il coinvolgimento di 300 campus universitari negli Usa replicando analoghe iniziative di successo dei decenni scorsi contro il tabacco e contro la segregazione in Sud Africa.

Sempre sul versante degli investimenti c’è poi il rischio che si stia formando una gigantesca “bolla di carbonio”. Infatti tra il 60 e l’80% delle riserve di carbone, petrolio e gas delle aziende quotate in borsa non saranno utilizzabili in presenza di un impegno a evitare che la temperatura del Pianeta si innalzi più di 2 °C. «Gli investitori attenti si stanno accorgendo che puntare su questo tipo di aziende sta diventando una scelta molto rischiosa», afferma Sir Nicholas Stern, già capo economista della Banca Mondiale e presidente della British Academy. Dunque, tutto fa prevedere che, seppure in modo diversificato nei vari Paesi, la crescita delle rinnovabili continuerà. Questo scenario comporterà nuove regole di funzionamento del sistema e profonde trasformazioni del ruolo degli attori coinvolti.

Grandi gruppi all’attacco ...

La rapidità della crescita dell’elettricità verde ha spiazzato non solo i produttori storici, ma anche i Governi di molti Paesi generando risposte diversificate, ma generalmente difensive. La situazione più difficile si sta registrando in Spagna con l’introduzione di misure retroattive e la proposta di tassare la produzione fotovoltaica auto-consumata, un’idea che, con un ribaltamento dei ruoli rispetto all’Italia, è stata bocciata proprio dall’autorità regolatrice iberica, CNE.

Anche i grandi gruppi energetici si stanno mobilitando. Significativa l’audizione alla Commissione Energia del Parlamento europeo all’inizio di settembre, nella quale gli amministratori delegati di Eni e GdfSuez, Paolo Scaroni e Gérard Mestrallet, in rappresentanza di nove dei maggiori operatori del Vecchio Continente, hanno lanciato un forte attacco alla strategia energetica della UE. «L’industria energetica europea non può soddisfare il suo potenziale in termini di crescita e di occupazione», hanno sostenuto. Tra le proposte avanzate spicca la richiesta di mettere un freno alle rinnovabili e di dare impulso all’estrazione di risorse fossili, incluse quelle non convenzionali, oltre alla preferenza per un unico target di riduzione sui gas climalteranti al 2030 - «ambizioso ma realistico» - e alla contrarietà nei confronti di obbiettivi specifici per rinnovabili ed efficienza.

Queste posizioni non stupiscono. «Il settore elettrico del Vecchio Continente sta attraversando uno dei più profondi cambiamenti della sua storia», si legge in un recente rapporto di Eurelectric dove si abbina l’analisi delle difficoltà del settore con alcune proposte per cambiare modello di business e sopravvivere.

I dati, in effetti, sono preoccupanti. I profitti sono calati del 10% tra il 2011 e 2012, e in alcuni casi molto di più. Il valore delle azioni di aziende come Enel, o delle tedesche E.On e RWE si è più che dimezzato negli ultimi anni. E i risultati economici sarebbero stati ancora peggiori senza gli investimenti nelle rinnovabili. Così l’utile netto di Enel Green Power, che rappresentava solo l’8% sul totale del gruppo nel 2009, nel primo semestre di quest’anno è passato al 17%. Le cause sono legate a tre fattori, la sovraccapacità termoelettrica, il calo della domanda e, soprattutto, il dinamismo delle rinnovabili, assolutamente non previsto dalle utilities, che ha comportato una combinazione micidiale: riduzione delle vendite di kWh e calo del prezzo della minore elettricità prodotta. Da qui la fiera opposizione degli ultimi mesi.

Ma un dato è certo. Anche se d’ora in poi non venisse immessa in rete alcuna elettricità da nuovi impianti rinnovabili, la situazione delle aziende elettriche non cambierebbe. Quando la produzione da rinnovabili raggiunge una massa critica, come è ormai il caso in diversi Paesi europei, l’impatto sul sistema elettrico risulta infatti irreversibile e cambia profondamente lo scenario della produzione.

Attori e strategie in trasformazione

Il nuovo modello che va emergendo vede tre tipologie di attori. Al settore storico delle utilities che gestisce larga parte delle centrali termoelettriche si è affiancato quello della produzione “concentrata” di rinnovabili (parchi eolici, centrali solari) gestita - in proporzione variabile nei diversi Paesi - da aziende elettriche storiche e da nuovi entranti. Infine, è comparsa una terza area nella quale produttori e consumatori di elettricità coincidono, i “prosumers”, in grado di soddisfare con le rinnovabili parte del proprio fabbisogno. Quest’ultima componente, la generazione distribuita, al momento è minoritaria.

Il fotovoltaico, per esempio, vede 1 milione di utenze in Australia, mentre l’Europa ha superato i 3 milioni di impianti. I “prosumers” sono destinati ad accrescere notevolmente il loro ruolo che diventerà centrale in alcuni Paesi.

Quale sarà dunque l’evoluzione futura? La produzione termoelettrica calerà, pur mantenendo un ruolo fondamentale nella transizione e sopravviverà grazie all’introduzione di meccanismi di “capacity payment” in grado di remunerare il contributo di potenza indispensabile. Le rinnovabili concentrate si espanderanno, in particolare in alcuni Paesi come il Regno Unito. Ma l’incremento maggiore si avrà nella generazione distribuita verde, sia sul versante elettrico sia in quello termico. E questa invasione di campo ci porta a parlare del metano.

Anche il settore del gas, infatti, è in fibrillazione. I consumi europei sono calati del 14% rispetto al 2005, in parte per la crisi e in parte per lo spiazzamento dei cicli combinati da parte delle rinnovabili. E il futuro del comparto non è roseo. Le politiche di riqualificazione energetica dell’edilizia previste dall’ultima Direttiva sull’efficienza, 2012/27/EU, consentiranno infatti una forte riduzione dei consumi energetici nel settore civile. Per inciso, ricordiamo che entro il 30 aprile 2014 anche il nostro Governo dovrà definire una propria roadmap per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio al 2020 e per i decenni successivi, coerente con l’obiettivo di ridurre del 90% le emissioni di CO2 del settore civile a metà secolo.

Le prospettive di riduzione dei consumi nell’edilizia legati all’efficienza e al maggior uso di rinnovabili quali il solare, le biomasse, la geotermia preoccupano non poco le aziende del gas. Così come viene vista con sospetto la prossima diffusione del biometano per autotrazione. Da qui l’agitazione in atto.

Tornando all’audizione a Bruxelles, va sottolineato come «il potenziale in termini di crescita e di occupazione» che le utilities vedono minacciato, sarà più che compensato dalla presenza di molti nuovi attori dell’efficienza e delle rinnovabili. Del resto, nel citato documento di Eurelectric si afferma che le utilities dovranno cambiare modello di business e attrezzarsi per compensare il calo delle entrate legate alla produzione con la creazione di maggior valore aggiunto nella distribuzione. Occorre, si dice, un approccio dinamico nei confronti dei consumatori offrendo nuovi servizi sul versante dell’efficienza, degli accumuli, del Demand Response, della mobilità elettrica, del fotovoltaico distribuito. E diversi segnali fanno ritenere che questo riposizionamento sia già in atto.

Il settore degli utenti finali vedrà quindi i semplici consumatori sempre più corteggiati da parte delle utilities elettriche e del gas e una quota di autoproduttori destinata a crescere rapidamente. È dunque prevedibile un ribaltamento delle strategie degli attori storici. Al momento prevale l’attacco alle rinnovabili e la preoccupazione per gli obiettivi al 2030 su efficienza ed energia verde. Ma fra non molto partiranno le campagne in grande stile per offrire servizi nell’efficienza e nelle rinnovabili, là dove si concentra la possibilità di massimizzare gli utili, e cambierà anche l’atteggiamento delle aziende energetiche: inizialmente quelle elettriche, in tempi più lunghi anche quelle del gas. La fase di transizione coinvolgerà tutta l’Europa e, se gestita bene, porterà rilevanti vantaggi ambientali, economici e di sicurezza all’intero Continente.

L'articolo è stato pubblicato sul n. 4/2013 della rivista bimestrale QualEnergia con il titolo "Transizione in atto"





Commenti

Vede robertok06, a forza

Vede robertok06, a forza d'insultare la gente a sproposito, si ficcherà nei guai tutto da solo.

Con questa sua frase che riporto qui di seguito, lei è arrivato al limite oltre il quale c'è la calunnia, che se lei non lo sa, è reato penale.

(frase contenuta in uno dei commenti precedenti a questo)

"La dedico volentieri ai nostri 4 trolls abituali frequentatori di questo blog... alsy, enry, patty e giak... (e marcosclarandis et al.), pur sapendo che essendo i suddetti troll puri al 100% neanche questa servira' a far sorgere anche il minimo dubbio nelle loro zucche."

Non ho alcuna intenzione di sprecare altro tempo con lei, che il mio vale almeno quanto il suo.
Le suggerisco umilmente di stare più attento, d'ora in poi, di pensare alle conseguenze delle sue intemperanze scritte.A casa sua, con chi ospita, può dire quello che gli pare.
Sinceramente, provo compassione per lei, ritenendo che appunto, come già ho detto in precedenza in questo stesso post, qualcosa debba roderla nel profondo.Un comportamento compulsivo.
Se mi sbaglio, credo allora che vi sia una causa più grave.

La mia zucca è un vegetale molto velenoso, dall'apparenza ingannevolmente commestibile.
Un solo morso e ci si può pentire d'averlo dato, a lungo.

E a differenza sua, io mi firmo.

Marco Sclarandis

@evgalois Beh, non è

@evgalois

Beh, non è obbligatorio avere una laurea od una laurea scientifica ed essere onniscente, però bisogna saper scegliere bene i collaboratori o la fonte dei documenti che poi si utilizzano.
In questo caso le imprecisioni tradivano una non perfetta conoscenza della materia e nella risposta all'interrogazione data oggi dal ministero la cosa viene velatamente fatta notare.
Ma soprattutto si è scelta la classica impostazione in linguaggio legale, in questo caso la materia permetteva, oltre alle indispensabili formalità, l'utilizzo di pochi numeri scritti bene con cui si sarebbero potute ottenere risposte ben più interessanti.

@gb: Al link che hai

@gb:
Al link che hai riportato c'è questa frase: "In un futuro molto vicino sarà possibile prelevare dalla rete solamente una piccola parte dei propri consumi, rendendo non più necessari nuovi investimenti sulla rete e dando vita ad una vera e propria "decrescita felice" della infrastruttura pubblica".

Forse non ha ben chiaro che uno dei punti fondamentali per il successo dell'approccio che cita, è proprio la realizzazione di una "smart grid", quindi nuovi investimenti sulla rete. Scommetto che NON ha una laurea scientifica.

Sempre riguardo al

Sempre riguardo al cambiamento di paradigma l'interrogazione del Sen.Girotto su RIU-SEU etc non sembra sia andata molto bene...

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/attivitaproduttive/2013/1...

Esito prevedibile, anche perchè andava scritta un po' meglio.

Non ho mai approfondito la

Non ho mai approfondito la cosa, ma 'a naso' probabilmente si tratta di rame o altri materiali pregiati perchè non mi sembra abbia molto senso portare via da una zona piuttosto controllata rottami di ferro.
Però bisogna innanzitutto quantificare questa radioattività (in Bq/kg o alla peggio in mSv di dose di esposizione assorbita standoci ad una certa distanza), solo in questo modo si può avere un'idea del pericolo potenziale per la popolazione derivante questa attività illegale. Per la verità immagino che il pericolo sia basso e che solo una piccola quantità di isotopi radioattivi sia depositata sul metallo trafugato.
Poi bisognerebbe avere dati sull'utilizzo che se ne fa di questo materiale, ma credo che prima di riutilizzare questi materiali ci darebbero una lavata con acqua e sarebbe quindi più radioattiva l'acqua di risciacquo (che va a finire chi sa dove) che il materiale contaminato.

GB....non mi sono spiegato

mi riferivo al commercio illegale di rottami da Chernobyl, documentato da numerosi arresti, inchieste ecc ecc. RobertoK06 dice "il problema non esiste". Anche se per dimostrarlo ha fornito questo link di 4 anni or sono........
http://www.nti.org/gsn/article/ukraine-prevents-theft-of-chernobyl-radio...

Io, fossi un nuclearista, affronterei la cosa in modo diverso, perchè negare o sminuire i problemi a priori non è mai un buon segno e desta sospetto, secondo me. Volevo un'opinione in questo senso.

Enrico, anche molti dei cibi

Enrico, anche molti dei cibi che mangi sono irradiati (con raggi gamma), tra le altre cose per eliminare salmonella, escherichia coli, batteri vari. Ma non è che che per questo diventano più radioattivi.

@enry "VOI cosa pensate al

@enry

"VOI cosa pensate al riguardo?

http://www.articolotre.com/2013/06/chernobyl-il-metallo-irradiato-rivend..."

Te l'ho gia' detto che questo "articolo" e' farlocco!... non continuare a citarlo, per favore.
"Irradiare" un materiale ha un PRECISO significato, queti materiali abbandonati all'aria aperta attorno al reattore di Chernobyl NON sono irradiati, sono contaminati superficialmente, che e' una cosa COMLETAMENTE diversa per quel che concerne i livelli di emissione di radiazioni, il loro tipo, e altro.
Ripeto: sei troppo ignorante in materia per sostenere una discussione su questo argomento... devi IMPERATIVAMENTE colmare le tue lacune e SOLO POI eventualmente discutere.

Riprova.

R.

Anche questo, citato sul blog

Anche questo, citato sul blog ambientalista del NYT, non e' male:

spectrum.ieee.org/energy/renewables/a-skeptic-looks-at-alternative-energy/0

" You don’t want to put a solar plant in Bavaria, but that is exactly where the Germans put it. The plant, with a peak output of 10 megawatts, went into operation in June 2005.
It happened for the best reason there is in politics: money. Welcome to the world of new renewable energies, where the subsidies rule—and consumers pay."

R.

A proposito di 'scenari di

A proposito di 'scenari di transizione' e di 'cambiamento di paradigma' da segnalare gli orientamenti dell'Autorità verso Scambio sul Posto e Prezzi minimi garantiti (*)... come già detto non piaceranno a tutti ma il paradigma sta cambiando.

Delibere di consultazione 486 e 488 pubblicate oggi.

mi associo a Patrizio

in più...ma un dubbio sulle sponsorizzazioni, mai? comunque se è così facciamo nucleare! si che è una rapida soluzione ai problemi energetici, basta vedere flamanville, un attimo e.....ha, non l'hanno finita?ha, scusate....ma non deve essere una risposta rapida?bah.

caro Robertroll

i dubbi mi sorgono eccome...cos'ha di fondato questa notizia oltre ad essere una comune notizia ? cosa significa nucleare 2 ? è sicuro ? al 100% ? quanto tempo si vorrà per far partire la prima centrale? (visto che si afferma che le rinnovabili nel medio breve periodo non possono fare miracoli....)ci farà essere sempre una nazione dipendente? sarà facilmente modulare da sopperire l'intermittenza delle rinnovabili ( ti ricordo che cresceranno nei prossimi anni ) , da semplice cittadino potrò scegliere quale energia eventualmente comprare o autoprodurmi indipendentemente? se solo una di queste domande è no di dico : NO GRAZIE.......(ed io sarei il troll...)

LA VOCE DEI TROLLs

@ evgalois - 04/11/2013 - 10:19

Da oltreoceano giunge la (curiosa) notizia che il modo migliore per gestire questa transizione energetica potrebbe essere un nuovo "nucleare": ...
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Grazie per aver anticipato la notizia, evgalois.

Ad ogni modo, non e' per nulla curiosa questa notizia, e' solo logica, basata sulle conoscenze scientifiche e tecnologiche note scevre di posizioni assolutiste ideologizzate, a-scientifiche, demagogiche e fondate sul nulla cosmico. Tiene conto delle risultanze epidemiologiche di 60 anni e piu' di nucleare civile con decine di incidenti, alcuni anche molto grossi.

La dedico volentieri ai nostri 4 trolls abituali frequentatori di questo blog... alsy, enry, patty e giak... (e marcosclarandis et al.), pur sapendo che essendo i suddetti troll puri al 100% neanche questa servira' a far sorgere anche il minimo dubbio nelle loro zucche.

R.

Da oltreoceano giunge la

Da oltreoceano giunge la (curiosa) notizia che il modo migliore per gestire questa transizione energetica potrebbe essere un nuovo "nucleare": quattro dei più eminenti scienziati che promuovono la causa del cambiamento cliamtico hanno lanciato un appello per lo sviluppo di un nucleare sicuro, in quanto le rinnovabili (vento e sole) non avrebbero la capacità di soppiantare le fonti fossili nel medio-breve termine.

http://news.yahoo.com/experts-nuclear-power-needed-slow-warming-10313431...

"Environmentalists agree that global warming is a threat to ecosystems and humans, but many oppose nuclear power and believe that new forms of renewable energy will be able to power the world within the next few decades. That isn't realistic, the letter said.

The letter signers are James Hansen, a former top NASA scientist; Ken Caldeira, of the Carnegie Institution; Kerry Emanuel, of the Massachusetts Institute of Technology; and Tom Wigley, of the University of Adelaide in Australia."

"They're cheating themselves if they keep believing this fiction that all we need is renewable energy such as wind and solar", Hansen told the AP.

"The scientists acknowledge that there are risks to using nuclear power, but say those are far smaller than the risk posed by extreme climate change."

Anche senza esprimere giudizi sull'opportunità o meno di seguire la strada nucleare, penso che sia un'opzione impresentabile all'opinione pubblica di questi tempi.

@ Enry - 02/11/2013 -

@ Enry - 02/11/2013 - 14:14

solo che, come puoi leggere, sotto, sono stato direttamente chiamato in causa da RobertoK06....
il punto è che in un altro link ha passato giornate intere a dire "impossibile che esistano pericoli di alcun tipo riguardo al nuke".
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Ma io NON HO MAI detto una cosa simile!... tu DE-LI-RI!... ho detto che le notizie, false e/o completamente sbagliate e/o completamente travisate dal minus habens sotutto enry non erano semplicemente attendibili.
Se una fonderia in Europa, o anche altrove, fonde del materiale radioattivo irraggiato o a forte attivita' le emissioni di tale fonderia vengono, in un breve tempo, misurate dalla rete europea (e anche in altri paesi) di misura della radioattivita' ambientale, che riesce a stabilire in poco tempo l'origine della fuga stessa. E' successo un paio di volte recentemente, con dei rilasci di I-131 da un centro di medicina nucleare ungherese, e qualche anno fa da parte di una fonderia nel sud della Spagna.

Tu hai citato, tanto per fare un'esempio, due "fonti"... di cui la prima era la citazione parola per parola della seconda, e la seconda era un sito "ambientalista" che non capisce una mazza di nulla di radioprotezione...probabilmente hanno ripreso una notizia da un altro sito simile.
Parlano di "metalli irradiati", in provenienza da Chernobyl... che non ha senso, perche' i materiali citati (elicotteri usati durante la bonifica del reattore nei primi giorni) NON sono "materiale irradiato", sono materiale CONTAMINATO superficialmente, che e' cosa COMPLETAMENTE DIVERSA, e molto meno pericolosa.
Qui sotto, o in altro articolo, commmenti di una "barra di Cs-137"di 100 grammi di peso... come se questa fosse un pezzo di reattore o di materiale contaminato da un incidente... mentre e' tutto altro!... senza le sorgenti come questa, o come quelle di cobalto o iridio, i controlli industriali sarebbero molto difficili, a volte impossibili... e allora auguri a quelli che dovrebbero volare con aerei le cui ali non sono state controllate, tanto per fare un esempio.

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Io tentavo di discutere facendogli notare ad esempio i notevoli furti del metallo radioattivo di chernobyl (scrivendo spedito "in giappone" anzichè cina), e i dubbi sulla sicurezza nella gestione delle scorie.
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Tu non tenti di discutere niente!... tu hai delle pseudo convinzioni basate sul nulla, su zero conoscenze nel settore, non sei nemmeno capace di fare due moltiplicazioni quando serve!... una "barretta" di 100 g di Cs-137 ha una attivita' di piu' di 3.6 tera Bq (98 Curie per grammo)... se la fondi te ne accorgi eccome, se uno la ruba e se la mette in tasca, o ci sta vicino se ne accorge eccome, e' un pericolo per le persone che la maneggiano senza cura, non certo per il pubblico... il Cs-137 e' pericoloso per il pubblico se e' in forma di aereosol, o volatile, in caso di incidente, non certo quando e' in forma solida, come succede per le sorgenti radiologiche... in quel caso e' la manipolazione che e'pericolosa... vedi l'incidente di Gojania,in Brasile, dove dopo averne aperta una di tali sorgenti si sono cosparsi il corpo con la polvere all'interno che emetteva una "magica" luce bluastra... ma questo non c'entra NULLA con i reattori civili, vuoi fartelo entrare in quella zucca vuota o no????

Buona continuazione di delirio, e saluti agli altri membri della setta.

R.

ma certo gb

solo che, come puoi leggere, sotto, sono stato direttamente chiamato in causa da RobertoK06....
il punto è che in un altro link ha passato giornate intere a dire "impossibile che esistano pericoli di alcun tipo riguardo al nuke".

Io tentavo di discutere facendogli notare ad esempio i notevoli furti del metallo radioattivo di chernobyl (scrivendo spedito "in giappone" anzichè cina), e i dubbi sulla sicurezza nella gestione delle scorie.

se rubi una barretta radioattiva per sbaglio, e la ritrovi per caso....insomma, fino a qui, tutto bene.....

Quanto al resto, concordo quando parli di "notizie assurde" e "necessariamente da interpretare"......da tutte le parti, però.

Ecco appunto, nel mare magnum

Ecco appunto, nel mare magnum della rete che dà spazio alle notizie più assurde in tema di energia (senza smentita e senza tema di smentita) basta cercare (2 minuti) che ci sono anche commenti di gente competente.

http://www.mainfatti.it/nucleare/Nucleare-barretta-Cesio-137-rubata-a-Ma...

Ah, e poi per la cronaca il

Ah, e poi per la cronaca il "giusto l'altro giorno" è gennaio scorso e la barra è stata ritrovata.
http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/02/25/news/mantova_ritrovato_il...

Il problema è che queste

Il problema è che queste notizie vanno sempre in qualche modo interpretate visto la difficoltà (in primis per i giornalisti) a scriverne in maniera corretta.
Io dubito fortemente che si tratti davvero di 100 g di Cs 137, nel qual caso la cosa sarebbe veramente pericolosa e dena di titoli ben più evidentio nei giornali.... e di sicuro non servono 100 g di cesio 137 per fungere da campione per gli strumenti di misura o quant'altro.
In questa come altre notizie in campo energetico si dimostra come non si fa fatica ad avere il senso della misura della cose.

Visto che troll mi chiama direttamente in causa

l'ultimo commento di "mister neutrone" alias"maimaimai non può essere", in arte robertroll,al secolo robertok06, mi chiama direttamente in causa: LUI si riferisce al fatto che in un altro post, ho commesso un errore di battitura. Riferendomi ai furti di metalli radioattivi che avvengono a chernobyl, ho detto "metalli che poi vengono spediti in giappone", poi ricorretto subito in "metalli che poi vengono fusi in cina".

Lui nega l'evidenza: tutto è supercontrollato e con massima sicurezza.

Giusto l'altro giorno, è stata ritrovata "così, per caso" una barra che era stata rubata "per sbaglio"...per fare un'esempio della sicurezza che contraddistingue il trattamento dei materiali......

http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/01/18/news/mantova_allarme_nell...

Quello che oramai è evidente è la sempre maggiore acutezza, profondità e pacatezza dei commenti che provengano dal principe degli isotopi, gravidi di profonde riflessioni e illuminanti concetti.
Meriterebbe molta meno attenzione di quella che riceve, anche se in fondo non si rende conto del sorrisino compiaciuto con cui oramai tutti lo osservano............

@ Marcosclarandis -

@ Marcosclarandis - 01/11/2013 - 11:25

Che cos'è che rode robertok06 ?
---------------
Assolutamente nulla... direi che prima di preoccuparti per me dovresti preoccuparti di coprire le evidenti lacune di conoscenza che hai, o preoccuparti per altri partecipanti alla discussione... tipo "e' in giappone... no... in cina... no... in turchia... no... nella EU" enry.

R.

@alsarago58 " alsarago58 -

@alsarago58

" alsarago58 - 01/11/2013 - 11:09

Sul nucleare in Giappone (e in generale) ecco l'opinione non di un pericoloso estremista ambientalista, ma di un ex nuclearista convinto, "

Sei, credo, l'unico al mondo che non si e' accorto che Kan sta solo cercando di ridarsi una verginita'.... LUI!... quello che faceva/ha fatto pressioni sul direttore della centrale al telefono nel bel mezzo della crisi!...
Ottimo "testimonial" ti sei scelto!

CLAP! CLAP! CLAP!

Ahaahahaah...

R.

@alsarago58 "La Tepco

@alsarago58

"La Tepco sapeva da molto prima dell'incidente che in quell'area si potevano verificare tsunami di forza spaventosa (l'ultimo era avvenuto nel XIX secolo, non 1000 anni prima), eppure ha costruito centrali non adeguatamente protette contro questo evento."

EH!... e stranamente oltre alla perfida TEPCO assassina ci sono stati anche decine di sindaci, amministratori locali, provinciali, su fino al governo centrale, di tutti i partiti politici che si sono alternati al governo nei villaggi/town/citta' devastati in quei 40 anni che hanno lasciato che scuole e case fossero costruite in zone dove "tutti sapevano" che ci potevano essere tsunami devastanti.

Notare che alla centrale sono morti DUE operai/tecnici proprio a causa dello tsunami, e ZERO morti per radiazioni... mentre tutto attorno, dove "tutti sapevano" che etc... ci sono stati VENTIMILA morti.

Ti lascio trovare qualcuno che ti aiuti ad arrivare alla logica conclusione.

Ciao bello,

R.

@alsarago58 "Ma tutte le

@alsarago58
"Ma tutte le maggiori emissioni, il maggior inquinamento e i maggiori costi, non vanno messi in carica a loro, ma all'industria nucleare. "

Neanche per idea, o al limite a scalare dalle mancate emissioni di 40 anni di nucleare, ciccio!

Quello che sto cercando inutilmente di spiegarti da anni, a te come ai sodali sclerati in questo caso, e' che E' FISICAMENTE impossibile sostituire i 280 TWh/anno prodotti dal nucleare giapponese nel 2010 con un mix di rinnovabili eolico+FV, quindi O si fa ancora del nucleare OPPURE le emissioni che NECESSARIAMENTE verranno generate dalle centrali termoelettiche che produrranno energia elettrica in loro vece aumenteranno.

Il Giappone e' uno dei principali mercati del FV di adesso solo perche' e' fortemente incentivato... ma non potranno incentivarlo per l'eternita', non certo fino ai 200 GWp che produrrebbero i 280 TWh/anno.

Tutto li... vediamo quante volte ancora devo spiegartelo.

R.

La cosa buffa dei commenti di

La cosa buffa dei commenti di mister neutrone, è che sembra che la chiusura del nucleare giapponese dipenda da una congiura dei venditori di fotovoltaico...

Se il nucleare giapponese è stato improvvisamente chiuso, con tutte le conseguenze ambientali ed economiche che questo sta comportando, è perchè l'industria nucleare ha raccontato balle per decenni, sulla sua assoluta sicurezza in quel paese.
La Tepco sapeva da molto prima dell'incidente che in quell'area si potevano verificare tsunami di forza spaventosa (l'ultimo era avvenuto nel XIX secolo, non 1000 anni prima), eppure ha costruito centrali non adeguatamente protette contro questo evento.
Quando lo tsunami arrivato, chiaramente i giapponesi sono diventati molto sospettosi sull'"assoluta sicurezza" proclamata per tutte le altre centrali.
E prima di farle ripartire, se mai ci riusciranno, vogliono essere sicuri che questa volta si sia veramente previsto che gli impianti possano superare ogni possibile evento distruttivo.

Quindi, le rinnovabili faranno quello che possono per sostituire, in decenni e decenni di installazioni, il nucleare giapponese.
Ma tutte le maggiori emissioni, il maggior inquinamento e i maggiori costi, non vanno messi in carica a loro, ma all'industria nucleare.

Che cos'è che rode robertok06

Che cos'è che rode robertok06 ?
Un mal francese?
Un italico dolor?
Un'ispaniola piaga?
Fino al suo ultimo commento, dove ho guadagnato un nuovo cognome e soprannome, m'interessava ancora di saperlo.
Ora non più.
Qualsiasi cosa lo roda e lo corroda, ben ne abbiano gli acidi e i vermi.

Marco sclarandis
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Per chiarezza, ecco il suo ultimo commento:
@marcosclerandis, detto
robertok06 - 31/10/2013 - 16:58

@marcosclerandis, detto "lapidator".

"robertok06, non me ne frega nulla di lapidarti a parole."
Ah no? Mi vorresti lapidare sul serio? Cosa intendevi dire, allora?

" Lo fai meglio tu stesso per te stesso............Quantità assurda di energia..........
Hai detto bene,robertok06 "ASSURDA"."

Con questa passi direttamente nel box "troll", assieme agli altri 4:

"Assurda" significava "assurda per il FV", "impossibile da ottenere"... e ho fatto i conti, per rimpiazzare i 280 TWh/anno del nucleare giapponese nel 2010 ci vorrebbero 200 GWp di FV, cosa che non succedera' mai, ecco perche' "assurda".

Non e' "assurda" per nulla, da quando hanno fermato i reattori in Giappone e l'economia nel post-tsunami e' ripartita, i 280 TWh li hanno sostituiti con TWh da gas e carbone, non a caso le importazioni di LNG sono andate alle stelle... se per te e' meglio cosi' vuol dire che sei pure tu un "ambientalista", che se ne frega in realta' dell'ambiente, fa finta di farlo solo per portare avanti un'agenda ideologica iper-farlocca. Ricorda: ogni TWh da nucleare sostituito da gas comporta piu' di 1 milione di tonnellate di CO2, piu' del doppio se si tratta di carbone (che in aggiunta ha anche il carico di particolato, metalli pesanti, etc...).

Ti facevo meno troll. Peccato.

R.

Sul nucleare in Giappone (e

Sul nucleare in Giappone (e in generale) ecco l'opinione non di un pericoloso estremista ambientalista, ma di un ex nuclearista convinto, che però si è trovato a dover gestire l'emergenza di Fukushima e ha capito di aver sfiorato un disastro che avrebbe messo in ginocchio per decenni il suo paese.

http://www.huffingtonpost.it/naoto-kan/faccia-a-faccia-con-lincidente-di...

Ma naturalmente neanche lui ne sa quanto "mister neutrone", in arte RobertoK

roberto

come ben sai, la ricerca (che ha ricevuto molti meno soldi rispetto alla ricerca del pentolame) oramai ha permesso di raggiungere efficienze dei pannelli di oltre il 44%...rifai i tuoi conti ui gwp in base a questo.

@marcosclerandis, detto

@marcosclerandis, detto "lapidator".

"robertok06, non me ne frega nulla di lapidarti a parole."
Ah no? Mi vorresti lapidare sul serio? Cosa intendevi dire, allora?

" Lo fai meglio tu stesso per te stesso............Quantità assurda di energia..........
Hai detto bene,robertok06 "ASSURDA"."

Con questa passi direttamente nel box "troll", assieme agli altri 4:

"Assurda" significava "assurda per il FV", "impossibile da ottenere"... e ho fatto i conti, per rimpiazzare i 280 TWh/anno del nucleare giapponese nel 2010 ci vorrebbero 200 GWp di FV, cosa che non succedera' mai, ecco perche' "assurda".

Non e' "assurda" per nulla, da quando hanno fermato i reattori in Giappone e l'economia nel post-tsunami e' ripartita, i 280 TWh li hanno sostituiti con TWh da gas e carbone, non a caso le importazioni di LNG sono andate alle stelle... se per te e' meglio cosi' vuol dire che sei pure tu un "ambientalista", che se ne frega in realta' dell'ambiente, fa finta di farlo solo per portare avanti un'agenda ideologica iper-farlocca. Ricorda: ogni TWh da nucleare sostituito da gas comporta piu' di 1 milione di tonnellate di CO2, piu' del doppio se si tratta di carbone (che in aggiunta ha anche il carico di particolato, metalli pesanti, etc...).

Ti facevo meno troll. Peccato.

R.

evgalois, dieci anni sono

evgalois, dieci anni sono sicuramente insufficienti, ma venti potrebbero diventarlo e trenta sono un tempo realistico se si fanno le mosse giuste.

robertok06, non me ne frega nulla di lapidarti a parole. Lo fai meglio tu stesso per te stesso............Quantità assurda di energia..........
Hai detto bene,robertok06 "ASSURDA".

Marco Sclarandis

QUANTE PREOCCUPAZIONI INUTILI

sarò pieno di fantasie ma credo che il giorno in cui si decida di elettrificare la mobilità individuale nessuno dovrà temere nulla dato che gli impianti attuali fra rinnovabili e turbogas ecc a stento basteranno per produrre tutta l'energia elettrica che servirà. Cio' mi fara' molto piacere dato che toglierà risorse a oligarchie del medio oriente che fino ad ora mi pare le hanno usate per diffondere in modo violento il whaabismo islamico che è una brutta bestia.

" Perchè invece che

" Perchè invece che farneticare con numeri come questi sopra che tu prendi come Vangelo da gridare dai tetti(anche foyovoltaici)non provi a immaginare quale ingegno ha portato dall' ENIAC a valvole all'ultimo smartphone? Che è immensamente più potente e enormemente sobrio nel consumo d'energia? "

Marco,
quello che dici è vero. La cosa che purtroppo viene in parte taciuta è che, come per arrivare dall'eniac allo smartphone ci sono volute diverse decadi, lo stesso vale per una eventuale energia 100% rinnovabile.

Molta informazione prende i tassi di crescita delle rinnovabili degli ultimi 3 anni e proietta una retta immaginaria, affermando ad esempio che un futuro 100% rinnovabili sarebbe imminente, se solo non remassero contro.

In realtà, come dicono spesso roberto e gb, ci sono dei muri tecnologici superabili "forse" in qualche decina di anni (20? 30?). Ciò non vuol dire rinunciare a perseguire l'obiettivo. Vuol dire mettere le cose nella giusta prospettiva e criticare chi vaneggia di un possibile 100% rinnovabili entro 10 anni, per onestà intellettuale e per evitare che la bandiera del rispetto dell'ambiente sia monopolizzata da tifosi e fanatici.

@marcosclarandis

@marcosclarandis

Dimenticavo questo...

"In quale mondo energetico si trova il tuo Eden?"

Per quel che riguarda la produzione di energia elettrica e' il paese che mi ospita da piu' di 15 anni.
Poche decine di grammi di CO2 per ogni kWh prodotto, piu' del 90% della produzione elettrica totale CO2-free, costo dell'elettricita' piu' basso che in Italia... etc...

"(e mi sono trattenuto nel linguaggio, che volendo so come usare che diventi lapidazione)"
Eh!... e lasciati andare no?... io non ho alcun problema, al contrario di certe vergini offese che postano qui spesso... vai!... usa il linguaggio che vuoi, rispondero' a tono, che devo dirti?
Lapida pure.

R.

@marcosclarandis

@marcosclarandis

Rileggiti!... e sarei io quello che farnetica???

Citi l'ENIAC per dimostrare non si sa cosa... io cito DATI VERI, i 280 TWh che i 54 reattori giapponesi hanno generato nel 2010, e che vanno sostituiti, e dici che farnetico?
I consumi elettrici mondiali sono destinati ad aumentare, questo lo dicono TUTTI, pensare di poter coprire questa quantita' assurda di energia elettrica con le rinnovabili, in primis l'inutile FV, e' assurdo... pois se si vuol credere alle leggende metropolitane, fate pure.

Boh...

R.

Ok perfetto, la transizione è

Ok perfetto, la transizione è in atto.

Quindi bisogna cominciare prendere coscienza del fatto le future modifiche alle tariffe, anche se non piaceranno a tutti, andranno considerate come una conseguenza della transizione e che non saranno misure retroattive contro il FV o altro.
Una connessione alla rete che costa solo pochi euro l'anno non è cost-reflective, cominciamo da subito ad entrare in questo ordine di idee.

@robertok06 - 31/10/2013 -

@robertok06 - 31/10/2013 - 10:54
Tu dici:
"Giappone: nel primo semestre 2013 sono stati installati 3.400 MW fotovoltaici, mentre i reattori nucleari sono al momento totalmente disattivati."

Ottimo... bastera' installare altri 195.000 MWp per generare la stessa energia elettrica che generavano i 54 reattori prima dell'incidente... sono sicuro che ce la faranno in poco tempo... oddio, restera' il problema di come fare durante le notti e d'inverno, o durante i periodi delle piogge e tifoni, ma e' roba di poco conto, no?.

robertok06,

Perchè invece che farneticare con numeri come questi sopra che tu prendi come Vangelo da gridare dai tetti(anche foyovoltaici)non provi a immaginare quale ingegno ha portato dall' ENIAC a valvole all'ultimo smartphone?
Che è immensamente più potente e enormemente sobrio nel consumo d'energia?
Anche considerando tutto l'apparato informatico globale che gli sta dietro?
Noi umani siamo esseri che sopravvivono con due, tre, chilowattora al
girno, è vero, ma per vivere non ne occorrono sempre ,comunque e dovumque venti, trenta o cento.
Forse riuscirai un giorno ad accettarlo?
Tu aborrisci il carbone è ciò va a tuo merito, adori il nucleare, e ciò mi appare ormai anacronistico, e sbeffeggi le fonti rinnovabili.
In quale mondo energetico si trova il tuo Eden?

(e mi sono trattenuto nel linguaggio, che volendo so come usare che diventi lapidazione)

Marco Sclarandis

Interessante questo

Interessante questo passaggio: "Quale sarà dunque l’evoluzione futura? La produzione termoelettrica calerà, pur mantenendo un ruolo fondamentale nella transizione e sopravviverà grazie all’introduzione di meccanismi di “capacity payment” in grado di remunerare il contributo di potenza indispensabile."

La produzione termoelettrica calerà, ma le centrali rimarranno in quantità tale da poter fare da backup alla porzione intermittente di rinnovabili. E saranno remunerate non per la produzione, ma per la capacità di produrre a richiesta quando le rinnovabili non riescono a produrre.

Rovesciando lo scenario: rimarrà un installato di termoelettrico capace di produrre a richiesta fino a rimpiazzare totalmente le rinnovabili intermittenti (worst case di zero vento e tutte nuvole sull'Italia).

"Giappone: nel primo semestre

"Giappone: nel primo semestre 2013 sono stati installati 3.400 MW fotovoltaici, mentre i reattori nucleari sono al momento totalmente disattivati."

Ottimo... bastera' installare altri 195.000 MWp per generare la stessa energia elettrica che generavano i 54 reattori prima dell'incidente... sono sicuro che ce la faranno in poco tempo... oddio, restera' il problema di come fare durante le notti e d'inverno, o durante i periodi delle piogge e tifoni, ma e' roba di poco conto, no?

R.