Il piano Biden per le infrastrutture: cosa c’è e cosa manca per energia e clima

La Casa Bianca punta su mobilità elettrica e reti energetiche più resilienti. Ora si aspetta il Build Back Better Act con gli sgravi fiscali per il fotovoltaico.

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È andato in porto il primo pezzo della nuova politica Usa per il clima e la transizione energetica pulita.

Dalla Camera statunitense, infatti, è arrivato il via libera al piano per le infrastrutture che il presidente Joe Biden ha definito storico per la nazione, perché mette sul piatto oltre mille miliardi di dollari per costruire e rinnovare strade, ponti, ferrovie, trasporti pubblici, reti elettriche, connessioni Internet.

In attesa che si sblocchi il piano Build Back Better con le sue misure specifiche per le fonti rinnovabili, fotovoltaico in particolare, con la proposta di estendere il credito fiscale ITC.

Il piano per le infrastrutture era passato al Senato ad agosto per poi arenarsi alla Camera, bloccato dalle divergenze tra gli stessi esponenti del partito democratico. Infine Biden è riuscito a mediare tra l’ala più moderata e quella più progressista e il provvedimento è passato anche con il sostegno di alcuni repubblicani.

Con il Bipartisan Infrastructure Deal, la Casa Bianca punta a ridurre le emissioni di CO2, aumentare la disponibilità di energia rinnovabile e rendere le infrastrutture più resilienti agli impatti dei cambiamenti climatici.

Ci sono 7,5 miliardi di $ con cui sviluppare una rete nazionale di punti di ricarica per le auto elettriche, sia lungo i corridoi autostradali in modo da favorire i viaggi sulle lunghe distanze, sia nei centri abitati (luoghi di lavoro, quartieri residenziali, centri commerciali).

Questo investimento, evidenzia una nota della Casa Bianca, contribuirà al traguardo di installare oltre 500.000 colonnine in tutti gli Stati Uniti.

Il piano poi prevede il più grande investimento della storia americana, oltre 65 miliardi di $, per migliorare la rete di trasmissione elettrica nazionale. Si costruiranno migliaia di km di nuove linee elettriche, che consentiranno di espandere la generazione di energia rinnovabile e di aumentare la sicurezza delle forniture, mettendole al riparo da guasti e blackout.

Altri 50 miliardi di $ serviranno per proteggere le infrastrutture dagli eventi meteorologici estremi, come ondate di freddo, siccità, incendi, alluvioni e tornado. Mentre 21 miliardi di $ saranno utilizzati per bonificare aree industriali dismesse e inquinate, ex zone minerarie e pozzi petroliferi abbandonati.

Cosa arriverà con il piano Build Back Better

Per completare la sua agenda climatica, Biden dovrà contare sul Build Back Better Act, il mega piano da 1.800 miliardi di $ che include molte misure in tema di energia rinnovabile, taglio delle emissioni e lotta contro i cambiamenti climatici.

Il presidente Usa ha presentato la struttura (framework) del Build Back Better Act a fine ottobre e si aspetta una rapida approvazione in entrambe le camere del Congresso.

In ballo ci sono 555 miliardi di dollari per investimenti nelle energie pulite in tutti i settori: trasporti, industrie, edifici, agricoltura, generazione elettrica.

Dal piano però è rimasto fuori il Clean Electricity Performance Program (CEPP), che avrebbe dovuto accelerare la sostituzione delle centrali elettriche a carbone e a gas naturale con la generazione eolica, fotovoltaica e nucleare. Questa misura aveva incontrato la strenua opposizione del senatore Joe Manchin, come spiegato in questo articolo: Usa, un pilastro della politica climatica di Biden rischia di crollare.

Secondo la Casa Bianca, grazie ai nuovi investimenti del Build Back Better, gli Stati Uniti potranno raggiungere il loro obiettivo climatico al 2030, che prevede una riduzione delle emissioni di CO2 nella misura del 50-52% in confronto al 2005.

Il piano comprende incentivi e sgravi fiscali per incoraggiare le famiglie a elettrificare le loro abitazioni con tecnologie più efficienti e pulite, risparmiando centinaia di dollari annui sulle bollette.

Ad esempio, si punta ad abbassare del 30% il costo di installazione degli impianti fotovoltaici sui tetti.

Nel framework proposto da Biden trova spazio anche una estensione decennale del credito fiscale ITC (Investment tax credit) al 30%, per la realizzazione dei parchi fotovoltaici a terra di grandi dimensioni utility-scale.

Secondo Wood Mackenzie, questa mossa potrebbe incrementare del 44% la potenza totale installata nel fotovoltaico al 2030: 432 GW vs 300 GW nello scenario base senza estensione della ITC.

Nel Build Back Better Act è stata anche inclusa una nuova ITC per i sistemi di accumulo energetico, oltre a diversi incentivi volti a supportare le filiere produttive nazionali in molteplici settori industriali, tra cui solare, eolico e auto elettriche.

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