Decarbonizzare l’industria con l’elettrificazione e il recupero di calore

Dove sono già applicabili queste soluzioni, quali ostacoli frenano gli investimenti e come ci si sta muovendo in Italia e in Europa. Se ne parlerà nel webinar di martedì 9 giugno organizzato da NetZero Milan in collaborazione con QualEnergia.it.

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Decarbonizzare l’industria è una questione sempre più legata alla competitività, alla sicurezza energetica e alla capacità delle imprese di programmare investimenti coerenti con la transizione energetica.

L’elettrificazione dei processi e il recupero del calore di scarto sono gli interventi più necessari, soprattutto per i segmenti industriali a bassa e media temperatura.

Non a caso, questi temi saranno al centro del webinar “Elettrificazione dei processi e recupero del calore: le strade per decarbonizzare l’industria”, organizzato da NetZero Milan in collaborazione con QualEnergia.it, in programma martedì 9 giugno alle ore 15.

Oggi una parte importante del potenziale di decarbonizzazione industriale non appartiene più alla sfera delle ipotesi, ma a quella delle soluzioni già disponibili.

I punti da analizzare sono: dove conviene prima intervenire, perché spesso non si fa e, infine, come fare progetti sostenibili economicamente.

Il potenziale immediato e i settori più complessi

Secondo uno studio FIRE sulla catena del valore delle tecnologie per l’elettrificazione industriale in Italia, le tecnologie oggi mature potrebbero elettrificare il 62% della produzione di calore nei processi industriali; un ulteriore 20% potrebbe diventare elettrificabile dal 2030 con tecnologie in sviluppo, e un altro 8% entro il 2035.

Lo stesso studio evidenzia che il tasso di elettrificazione dei consumi industriali italiani è già pari al 39%, superiore alla media Ue del 33,3%, segno che il nostro sistema produttivo parte da una base non così marginale.

Anche a livello europeo, il messaggio che arriva da altre analisi va nella stessa direzione: tra il 60% e il 90% della domanda di energia dell’industria potrebbe essere direttamente elettrificata entro il 2035 con tecnologie già disponibili o in arrivo.

Naturalmente il potenziale non è uniforme in tutti i comparti. I margini più interessanti si concentrano nei processi a bassa e media temperatura: nella carta, per esempio, circa il 65% del fabbisogno di calore di processo potrebbe essere coperto da pompe di calore industriali; nell’alimentare circa il 40% dei processi è già compatibile con queste soluzioni; fino a 150 °C, a certe condizioni, si può arrivare a coprire con l’elettrico fino a due terzi del fabbisogno di calore, soprattutto se si valorizza il calore di scarto.

Più complessa resta invece la situazione nei comparti ad alta temperatura, come chimica pesante, vetro, cemento e acciaio, dove la maturità tecnologica è più bassa e la decarbonizzazione richiede un portafoglio più ampio di soluzioni.

Nel webinar si proverà a distinguere fra gli ambiti dove l’elettrificazione è già una scelta industrialmente sensata e quelli in cui c’è ancora un percorso da costruire.

Gli ostacoli da superare non sono sempre tecnologici

Il vero ostacolo, infatti, non è tanto dimostrare che una parte rilevante dell’industria può essere elettrificata, quanto capire perché questo potenziale faccia ancora fatica a tradursi in progetti reali.

Le barriere sono note: in Italia il rapporto tra costo dell’elettricità e costo del gas è penalizzante per molte applicazioni, i costi iniziali delle pompe di calore industriali possono arrivare fino a tre volte quelli di una caldaia tradizionale, l’accesso agli incentivi è spesso complesso, la rete non sempre è pronta ad assorbire nuovi carichi e molte imprese non dispongono ancora delle competenze tecniche necessarie per valutare, progettare e gestire questi interventi.

Consideriamo anche che l’industria richiede solitamente tempi di ritorno dell’investimento molto rapidi.

È qui che la via della decarbonizzazione industriale smette di essere solo una questione tecnologica e diventa una questione di quadro regolatorio, strumenti finanziari, infrastrutture e capacità di esecuzione.

Politiche per la decarbonizzazione industriale

Su questo sfondo si inserisce il nuovo contesto europeo. Il Clean Industrial Deal, lanciato dalla Commissione europea il 26 febbraio 2025, punta a trasformare la decarbonizzazione in un fattore di crescita industriale, con un’attenzione particolare ai settori energivori e alle clean tech.

Fra i suoi pilastri c’è l’Affordable Energy Action Plan, che punta a ridurre i costi energetici accelerando la diffusione dell’energia pulita, l’elettrificazione, l’efficienza e le interconnessioni di rete. A questo si è aggiunta, il 4 marzo 2026, la proposta di Industrial Accelerator Act, che mira a rafforzare la domanda di prodotti e tecnologie low-carbon made in Europe, semplificare i permitting e introdurre criteri “Made in EU” e di contenuto low-carbon negli appalti pubblici e nei regimi di sostegno.

La Commissione lega inoltre il Clean Industrial Deal a un pacchetto finanziario più ampio, con l’obiettivo di mobilitare oltre 100 miliardi di euro e con la prospettiva di una banca europea per la decarbonizzazione industriale. Nel frattempo, per l’estate 2026 è atteso anche un Electrification Action Plan dedicato proprio ad accelerare l’elettrificazione di industria, edifici e trasporti.

Arrivare a progetti bancabili e replicabili

Per l’industria italiana, dunque, la questione è doppia. Da un lato c’è una base tecnologica e industriale che offre spazi reali di avanzamento, anche grazie a una filiera nazionale significativa nelle pompe di calore e nelle soluzioni per il calore di processo. Dall’altro lato, resta aperta la questione decisiva, cioè di come trasformare il potenziale tecnico in business case credibili, bancabili e replicabili.

Soprattutto su questo punto il webinar potrà dare delle indicazioni, concentrando il confronto su tre punti chiave: dove queste soluzioni sono già praticabili, quali ostacoli ne rallentano la diffusione e quali condizioni possono renderle più solide dal punto di vista economico e progettuale.

A discuterne saranno Dario Di Santo, direttore FIRE, con un intervento sul punto di vista di imprese e filiera rispetto alla decarbonizzazione industriale, e Fortunato Marzagalli, Energy Transition & Decarbonization Advisor, che affronterà il passaggio dal potenziale tecnico al progetto realizzabile, mettendo a fuoco ostacoli e leve operative.

Un confronto che si concentrerà sul potenziale tecnico delle soluzioni, ma soprattutto sui criteri con cui valutarne fattibilità, convenienza economica e replicabilità nei diversi contesti industriali.

L’obiettivo è rendere meno generico il dibattito sulla decarbonizzazione industriale e portarlo su un terreno più concreto: quello delle applicazioni possibili oggi, dei vincoli reali e delle condizioni necessarie per far crescere il mercato.

Tutti temi che verranno approfonditi nel corso dell’evento NetZero Milan Expo Summit – Electrize the Economy che si svolgerà all’Allianz Mico dal 20 al 22 ottobre 2026.

Iscriviti al webinar del 9 giugno (ore 15): “Elettrificazione dei processi e recupero del calore: le strade per decarbonizzare l’industria

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