“L’Artico è diventato uno dei luoghi in cui si scontrano le placche tettoniche della geopolitica”: così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha rilanciato l’interesse dell’Ue per la Groenlandia, con la quale, assieme alla Danimarca, ha siglato lunedì 7 settembre una dichiarazione congiunta per rafforzare la cooperazione in diversi settori, tra cui l’energia pulita e le materie prime (documento disponibile in basso).
L’Ue ha messo sul piatto anche 200 milioni di euro da investire quest’anno e nel 2027 nell’isola, nell’ambito del Global Gateway Partnership Package.
La Commissione, inoltre, ha proposto di più che raddoppiare i finanziamenti alla Groenlandia nel prossimo bilancio Ue 2028-2034, portandoli da 225 milioni di euro a 530 milioni.
Sono le mosse politiche europee per rafforzare la propria presenza nell’Artico, anche in risposta alle pressioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che più volte nei mesi scorsi ha minacciato di voler acquisire il controllo della Groenlandia, territorio autonomo della Danimarca.
“Vogliamo essere molto chiari e ribadire che spetta alla popolazione della Groenlandia e alla Danimarca decidere il futuro della Groenlandia, a nessun altro. Integrità territoriale, sovranità, inviolabilità dei confini: sono principi fondamentali del diritto internazionale”, ha affermato von der Leyen nel suo discorso nella capitale Nuuk dopo la firma della dichiarazione congiunta insieme al primo ministro danese Mette Frederiksen e al primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen.
La regione artica e groenlandese è di rilevanza strategica per l’abbondanza di alcune materie prime e per la possibilità di rendere più accessibili nuove rotte marittime commerciali, anche a causa della progressiva riduzione della copertura glaciale.
La Commissione Ue, ha annunciato von der Leyen, sta preparando una nuova strategia per l’Artico che sarà presentata entro la fine dell’anno.
Energia e metalli critici, come detto, sono il perno della rinnovata collaborazione tra l’Unione europea e la Groenlandia. Il pacchetto di investimenti punta a sostenere, in particolare, la realizzazione di nuovi impianti idroelettrici e a migliorare la sicurezza energetica (von der Leyen ha citato anche l’idrogeno rinnovabile).
L’Ue sosterrà un programma guidato da Nukissiorfiit, l’azienda pubblica groenlandese per l’energia, finalizzato a modernizzare e decarbonizzare l’approvvigionamento elettrico negli insediamenti remoti, attraverso l’installazione di sistemi ibridi alimentati da fonti rinnovabili.
Quanto all’idroelettrico, si stanno valutando forme di sostegno volte ad ampliare la principale centrale dell’isola (Buksefjord), in modo da soddisfare la crescente domanda di elettricità a Nuuk.
Riguardo alle materie prime, la partnership intende promuovere progetti minerari sostenibili collegati all’industria europea, attraverso analisi tecniche e coinvolgendo potenziali investitori.
Von der Leyen ha citato due progetti sostenuti dall’Ue: quello della società canadese Greenland Resources per l’estrazione di molibdeno a Malmbjerg (metallo utilizzato in diverse applicazioni industriali, tra cui la difesa) e quello della società mineraria britannica GreenRoc Strategic Materials per l’estrazione di grafite sull’isola di Amitsoq, nel sud della Groenlandia.
I giacimenti di Malmbjerg potrebbero coprire fino al 25% della domanda europea di molibdeno, mentre Amitsoq è considerato uno dei depositi di grafite con il più alto tenore al mondo, fondamentale per produrre gli anodi delle batterie al litio dei veicoli elettrici. Il progetto Amitsoq di GreenRoc è stato designato come strategico ai sensi del regolamento Ue sulle materie prime critiche (Critical Raw Materials Act).
La collaborazione riguarderà molti altri settori, come il turismo sostenibile, la pesca, la costruzione di nuove infrastrutture (porti, aeroporti, servizi pubblici…), l’educazione, la connettività digitale, l’azione climatica.
Da ricordare, infine, che la Groenlandia possiede diversi depositi di terre rare, anch’esse considerate strategiche dall’Ue per produrre, ad esempio, i magneti permanenti utilizzati nei motori elettrici e nelle turbine eoliche.
Le terre rare groenlandesi sono al centro dell’interesse anche di Stati Uniti e Cina, ma i principali progetti sono ancora in fase di esplorazione e sviluppo: le loro risorse potrebbero quindi diventare un altro elemento rilevante della competizione geopolitica nella regione artica.
- Dichiarazione congiunta (pdf)






























