Il polo produttivo di batterie che Eni e Seri stanno realizzando a Brindisi ha bisogno di una forza lavoro adeguata dal punto di vista numerico e sotto il profilo delle competenze. Per questo motivo le due società si stanno muovendo in varie direzioni.
Il 23 settembre si è svolto un incontro con le organizzazioni sindacali in cui è stato trovato un accordo sui percorsi formativi di “reskilling” per alcuni lavoratori attivi nell’area industriale Versalis a Brindisi, dove sorgerà la nuova gigafactory.
Il 12 ottobre, in particolare, partiranno le prime attività formative per 80 dipendenti.
Il progetto di aggiornamento professionale si concluderà a maggio 2027 con il supporto dell’Eni Corporate University (società del Cane a sei zampe che si occupa della formazione dei dipendenti), a cui seguirà una seconda fase di addestramento pratico sul posto di lavoro presso lo stabilimento Seri Industrial di Teverola (CE).
Inoltre, Eni ha segnalato all’Amministrazione comunale l’esigenza di coinvolgere gli istituti scolastici superiori presenti nella città pugliese all’interno di un percorso di formazione destinato a nuove, possibili, assunzioni.
Su quest’ultimo aspetto il sindaco Giuseppe Marchionna ha dato disponibilità e ha costituito un tavolo tecnico con l’Università del Salento e tutte le aziende che hanno voluto prendervi parte, non solo quelle legate alla gigafactory e al suo indotto. L’intento è allargare l’offerta formativa superiore a Brindisi, ma anche insediare un dipartimento di Ingegneria.
La stessa Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro Puglia (Arpal) sta conducendo un’analisi su tutte le esigenze professionali necessarie alle riconversioni e alle evoluzioni produttive del territorio.
Volendo essere immediatamente operativo, infine, l’assessore pugliese allo Sviluppo economico, Eugenio Di Sciascio, ha annunciato la convocazione, tramite il prefetto, di un tavolo dedicato a Brindisi per definire con precisione le professionalità richieste dalla gigafactory e dall’indotto.
Nel 2029, una volta a regime con la massima capacità produttiva, la fabbrica di batterie a Brindisi avrà bisogno di poco più di 1.000 occupati, più di quelli che oggi operano nel sito petrolchimico Versalis.
Il cronoprogramma della gigafactory a Brindisi
Tutte le informazioni fin qui riportate sono state illustrate la scorsa settimana durante un ciclo di audizioni organizzato dalla VI commissione del Consiglio regionale pugliese.
Il responsabile delle relazioni istituzionali Eni, Francesco Manna, ha ricordato che la gigafactory di Eni Storage Systems a Brindisi è un nuovo polo industriale nato da una joint venture tra Eni Industrial Evolution e Fib (gruppo Seri Industrial).
Il 6 luglio è stata comunicata la posa della prima pietra del sito dove si produrranno celle e moduli per lo storage stazionario litio-ferro-fosfato e si installerà un impianto di assemblaggio dei pacchi batterie provenienti, tra l’altro, da uno stabilimento di Seri Industrial a Teverola. Non sono invece previste applicazioni per il mercato automotive.
Il progetto prevede una capacità complessiva di 8 GWh/anno entro il 2030 che, se aggiunta ad altri 8 GWh/anno di capacità dell’analogo stabilimento Seri nel Casertano, risulterebbe pari a oltre il 10% del mercato europeo degli accumuli stazionari.
Successivamente, nella nuova sede avverrà anche la produzione di materia attiva catodica e di riciclo.
Secondo quanto illustrato in commissione, gli opifici industriali per la gigafactory verranno ultimati entro giugno 2028, ma l’avvio dell’assemblaggio dei pacchi Bess è previsto già a luglio 2027 con l’impiego del primo nucleo di lavoratori. I lavori edili per la nuova fabbrica coinvolgono ditte locali e sono già valsi appalti per 130 milioni di euro.

























