Il pellet certificato ENplus sta registrando da alcune settimane un livello di prezzo molto più elevato rispetto a inizio stagione del 2025.
Gli aumenti sono anche del 20-25%, con prezzi per il sacco da 15 kg che oscillano tra 7,8 e 8,7 €, almeno secondo la nostra indagine nel centro-Italia. Un rialzo che segue quello del 15-18% dello scorso anno, mentre l’Iva resta sempre al 22%.
Le cause sono diverse, ma sicuramente incidono molto i costi del trasporto del prodotto a causa del caro carburante. Sull’andamento dei prezzi del pellet, che ormai da alcuni anni sembrano indicizzati a quelli del metano, daremo qualche dettaglio nei prossimi giorni.
Intanto molti consumatori si stanno preparando per la stagione termica e ricercano offerte vantaggiose online, ma con il rischio che dietro questi rivenditori si possano celare dei truffatori.
Proprio nelle ultime settimane AIEL – Associazione Italiana Energia dal Legno ha ricevuto alcune richieste di aiuto e chiarimento da parte di consumatori che hanno acquistato pellet online a prezzi molto inferiori a quelli di mercato senza poi ricevere la merce.
Come ha spiegato in un comunicato l’associazione, dietro offerte apparentemente imperdibili possono nascondersi falsi negozi online, siti che copiano l’identità di aziende realmente esistenti e sedicenti venditori che, incassato il pagamento, diventano irreperibili. E per questo vanno fatte delle verifiche sul venditore prima dell’acquisto. Marco Bussone, presidente di AIEL ha ricordato che “un prezzo palesemente fuori mercato non è un affare, ma un segnale d’allarme”.
Ecco allora pochi, ma utili consigli dell’associazione ai consumatori.
Diffidare dei prezzi fuori mercato
Un’offerta molto più conveniente di tutte le altre, soprattutto se accompagnata da frasi come “solo per oggi” o “ultimi bancali”, è il primo segnale d’allarme.
Prima di decidere, confrontare sempre prezzi e condizioni su più siti. Anche la consegna gratuita garantita in tutta Italia è un elemento che deve instillare il dubbio in chi compra.
Verificare chi vende
Controllare ragione sociale, partita IVA, indirizzo e recapiti; cercare autonomamente il sito e il numero di telefono dell’azienda e contattarla direttamente: i truffatori spesso utilizzano il nome di imprese realmente esistenti. Fare attenzione anche a e-mail non coerenti con il sito ufficiale e a venditori raggiungibili soltanto tramite WhatsApp o Telegram.
Controlla la certificazione ENplus®
Il marchio e le fotografie dei sacchi possono essere copiati. Si deve cercare l’azienda nel database ufficiale ENplus® e verificare che codice identificativo, sito, e-mail e telefono corrispondano. Confrontare anche la confezione con quella approvata, utilizzando il sito o la app ENplus®, e consultare la blacklist dei soggetti già segnalati.
Osservare come si presenta l’offerta
Domini sospetti, errori grammaticali, informazioni incoerenti e recensioni tutte uguali o pubblicate nello stesso periodo devono far aumentare la prudenza. Una ricerca online del nome del venditore può far emergere precedenti segnalazioni.
Da considerare anche che oggi l’intelligenza artificiale è un complice prezioso per chi perpetra truffe online, ma un sito web palesemente costruito utilizzando l’AI rappresenta una red flag da non sottovalutare.
Prima di pagare, controllare intestatario e IBAN
Le coordinate bancarie devono essere coerenti con quelle dell’azienda venditrice.
Se l’IBAN indicato in fattura è diverso da quello già conosciuto, chiedere conferma utilizzando i contatti ufficiali: alcune frodi impiegano fatture autentiche nelle quali è stato modificato soltanto il conto di destinazione.
Scegliere canali e pagamenti affidabili
Quando possibile, sempre meglio acquistare da siti ufficiali, rivenditori riconosciuti o operatori presenti su AIELfinder. Preferire il pagamento alla consegna o strumenti tracciabili che consentano di contestare l’operazione; inoltre non inviare documenti d’identità o altri dati personali non necessari.
Cosa fare se il pagamento è già stato effettuato
Chi teme di essere stato truffato deve contattare immediatamente la propria banca o il gestore del sistema di pagamento per verificare se sia ancora possibile bloccare o contestare l’operazione.
È inoltre importante conservare ricevute, fatture, e-mail, messaggi, schermate del sito e ogni altro documento utile, rivolgendosi tempestivamente alle Forze di polizia.
“La verifica efficace si fa prima del pagamento”, ha detto Matteo Favero, responsabile area biocombustibili e certificazioni di qualità di AIEL. “Bastano pochi controlli incrociati per riconoscere le offerte sospette e proteggere non soltanto il proprio acquisto, ma anche le aziende serie alle quali i truffatori spesso sottraggono nome, immagini e identità”.





























