Con una conferenza stampa del 30 settembre a Firenze, Legambiente Toscana ha espresso “irritazione per il continuo rimpallo di responsabilità tra Stato e Regione” sul tema delle aree idonee per gli impianti a fonti rinnovabili.
La stessa proposta di legge, attualmente ferma in Consiglio regionale, è ritenuta “assolutamente inadeguata” a raggiungere i target al 2030 e al 2050.
Per questo motivo, secondo l’associazione, occorre pianificare urgentemente aree idonee e zone di accelerazione per parchi eolici e impianti agrivoltaici e che si avvii una “sostanziale liberalizzazione” per il fotovoltaico sulle coperture (si veda anche In Toscana 70% del territorio non idoneo alle rinnovabili).
Tutto ciò poterebbe a una prospettiva di “paesaggi rinnovabili” che già nel 2022 Legambiente nazionale definiva come una “rivoluzione gentile” capace di coniugare transizione energetica e tutela del paesaggio.
L’appuntamento di Firenze è la quarta tappa del tour di eventi organizzato dall’associazione nelle regioni al voto (gli appuntamenti precedenti si sono svolti in Marche, Veneto e Calabria; date ancora da definire, invece, per Campania e Puglia).
Nel documento di proposte per le elezioni del 12 e 13 ottobre (disponibile in basso) Legambiente Toscana detta un’ulteriore priorità per la prossima amministrazione: redigere urgentemente un piano di decarbonizzazione che per i tre quarti si fondi su aspetti energetici.
Tra i capisaldi di questa strategia dovrebbe esserci l’abbattimento di ogni spreco o inefficienza nei consumi, la valorizzazione delle comunità energetiche rinnovabili e solidali e l’introduzione di incentivi alla mobilità sostenibile, bocciando la politica delle grandi opere, come l’ipotesi di un nuovo aeroporto.
Infine, anche un riferimento al Clean industrial deal, “perché la Toscana non può e non potrà adagiarsi sulle rendite di posizione che le derivano dall’overtourism delle sue città d’arte, ma dovrà invece far di tutto per recuperare la sua straordinaria vocazione manifatturiera”.
L’iniziativa di Confindustria Toscana
Sempre il 30 settembre è stato presentato un altro documento di proposte ai candidati, in questo caso redatto da Confindustria Toscana, che verte anche sulla materia energia.
L’associazione chiede di favorire gli investimenti in efficienza energetica e rinnovabili, soprattutto geotermia, ma allo stesso tempo di mantenere il rigassificatore di Piombino come infrastruttura strategica per la sicurezza energetica, evitando ricollocazioni in altre regioni. Infine, accelerare la semplificazione per la realizzazione di impianti destinati all’autoconsumo industriale.
Tutto ciò considerando che le risorse messe a disposizione dalla Regione nell’ambito della vigente programmazione dei fondi europei su efficienza e Fer “sono del tutto insufficienti e vanno incrementate”.
Per quanto riguarda le aree idonee, “è essenziale che la disciplina regionale sia più elastica possibile, consentendo la realizzazione degli impianti necessari a raggiungere gli obiettivi”.
Una problematica sottolineata in più punti del documento è la dotazione di personale negli uffici regionali preposti al rilascio delle autorizzazioni ambientali. Gli organici, spiegano da Confindustria, “appaiono costantemente sottodimensionate (per vari motivi) e, allo stesso tempo, mancano alcune misure organizzative che sarebbero a nostro giudizio necessarie”.


























