Sta per partire a Boara Polesine, in provincia di Rovigo, un progetto agrivoltaico avanzato realizzato da AIEM: 49 MWp con accumulo da 50 MW, oggi pronto per la fase di costruzione.
Secondo l’azienda, l’impianto è tra i progetti agrivoltaici più grandi del nostro Paese e coniuga produzione di energia rinnovabile e continuità delle attività agricole, in linea con gli obiettivi del Pnrr e del Pniec.
“Con questo progetto vogliamo dimostrare come la generazione rinnovabile di larga scala possa convivere e rafforzare il settore agricolo” commenta Gianluca Miccoli, Amministratore Delegato di AIEM, già intervistato da QualEnergia.it a fine luglio per parlare delle attività build-to-sell della società (Build-to-sell e gestione integrata per 85 MW fotovoltaici: un’operazione tutta italiana).
“Lo sviluppo di Corte San Marco è il risultato di un lavoro iniziato diversi anni fa, che ha richiesto competenze specifiche in permitting, pianificazione territoriale, progettazione avanzata e valutazione ambientale. AIEM si conferma partner strategico per investitori e utility che cercano soluzioni ad alta bancabilità, integrate con le esigenze del territorio e in linea con i più elevati standard ESG”.
Il progetto agrivoltaico
L’area di circa 66 ettari (immagine a destra, clicca per ingrandire) è stata scelta per la sua compatibilità con l’integrazione agrovoltaica: terreni a coltivazione estensiva, non caratterizzati da produzioni di pregio (cioè Dop/Docg), e con un’elevata meccanizzazione.
La selezione dell’area ha consentito ad AIEM di ridurre criticità autorizzative e ambientali, accelerando l’ottenimento dell’Autorizzazione Unica e garantendo la piena coerenza con la pianificazione regionale (PTRC, aree “agropolitane”).
Dal punto di vista tecnico, il progetto che vede AIEM EPC Contractor per conto di una delle principali multiutility nazionali, prevede l’installazione di moduli fotovoltaici bifacciali ad alta efficienza montati su strutture rialzate e tracker monoassiali di ultima generazione.
La soluzione consente il passaggio dei mezzi agricoli e il mantenimento delle colture.
Il sistema di accumulo garantirà flessibilità di rete, stabilità e servizi di bilanciamento, valorizzando l’impianto non solo come generatore ma anche come infrastruttura di sistema. Questi elementi richiedono capacità specialistiche di ingegneria elettrica, meccanica, progettazione strutturale e integrazione dei sistemi, capacità che contraddistinguono le competenze di di lunga data du AIEM nel settore.
Particolare attenzione è stata dedicata alle opere di mitigazione ambientale, fasce di alberature, recinzioni ecologiche e sistemi di monitoraggio ante e post operam della biodiversità. Queste misure non solo ridurranno l’impatto paesaggistico, ma trasformeranno l’area in un corridoio ecologico capace di incrementare la biodiversità locale nel medio-lungo periodo.
L’impianto produrrà annualmente circa 80 GWh di elettricità solare, pari al fabbisogno di oltre 30mila famiglie, evitando l’emissione di circa 40.000 tonnellate di CO₂ all’anno.
Grazie all’integrazione con l’attività agricola, il sito diventerà un esempio virtuoso di multifunzionalità del suolo, contribuendo anche alla sicurezza energetica e alla competitività delle imprese agricole.






























