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Agrivoltaico in Veneto: AIEM al lavoro su un impianto da 13 MW

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L'EPC sta realizzando un impianto agrivoltaico che genererà oltre 20 GWh/anno. Progettato per garantire compatibilità con le colture e integrarsi nel paesaggio grazie a soluzioni agronomiche e ambientali su misura.

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AIEM, EPC nel settore delle energie rinnovabili con sede a Rovigo e Roma, è impegnata nella progettazione, realizzazione e connessione alla rete elettrica di un impianto agrivoltaico da 13 MW di potenza in Veneto. L’area oggetto dell’intervento si estende per circa 18 ettari a sud di Rovigo.

L’impianto agrivoltaico

Per l’installazione sono stati previsti 44 inverter distribuiti e 5 cabine di trasformazione per ottimizzare i punti di trasformazione dell’impianto.

Inoltre, la struttura sarà dotata di tracker monoassiali che permettono l’inseguimento in direzione est-ovest e tilt -55°/+55° dei moduli fotovoltaici bifacciali. Si stima che l’impianto sarà in grado di produrre oltre 20.000 MWh all’anno. 

Oltre alle normali tecnologie presenti per la generazione di elettricità solare, sul campo è prevista una vasta serie di sensoristica per il monitoraggio agrario, sistemi di irrigazione automatici e semiautomatici al fine di garantire l’uso razionale e intelligente dell’acqua. Entrambi i sistemi sono stati studiati in funzione delle rotazioni culturali.

Come spiega Gianluca Miccoli, Amministratore Delegato di AIEM, questi impianti richiedono competenze ulteriori rispetto a quelli standard, in particolare un know-how che abbraccia l’ingegneria idraulica, la botanica e l’agraria, discipline che nel loro insieme riflettono la natura stessa di tali sistemi.

La convivenza tra agricoltura e fotovoltaico

I mezzi agricoli scelti per lo svolgimento dell’attività di coltivazione sul fondo sono progettati e studiati per essere inseriti all’interno del sito per ingombri, raggi di sterzata, sistemi di protezione e sistemi di rifornimento elettrici.

Allo stesso modo, i cavidotti saranno interrati ad una profondità tale da non interferire con l’erpicatura e la lavorazione del terreno. Le attività di impianto, che consistono in aratura, fresatura e semina, non interferiscono con il fotovoltaico.

Lungo l’intero perimetro degli impianti sarà effettuata una piantumazione con arbusti autoctoni di altezza a sviluppo terminato di 3 metri, per permettere l’integrazione dell’impianto con l’ambiente circostante e nel contempo consentire la riproduzione e il ristoro all’avifauna che frequenta i campi della pianura.

Miccoli ha sottolineato che un approccio di questo tipo è fondamentale e auspicabile per il progresso degli obiettivi di installazione del Paese, in quanto riesce a coniugare efficacemente le diverse finalità di questi impianti.

L’investitore, per il quale l’EPC sta realizzando l’impianto, è una piattaforma italiana appartenente ad un gruppo internazionale già attivo nel settore delle rinnovabili e ha pipeline di circa 2 GW sull’intero territorio nazionale; di questi al momento, circa 25 MW sono a cura di AIEM, ma se ne sono aggiunti già ulteriori 30 MW in fase di avvio lavori.

Nella foto in alto: impianto realizzato da AIEM

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