Build-to-sell e gestione integrata per 85 MW fotovoltaici: un’operazione tutta italiana

Dalla progettazione al post-vendita, AIEM Green, AIEM e OEMpv guidano una delle più rilevanti operazioni M&A del settore. Ma le incognite di autorizzazioni e connessioni restano e il Fer X potrebbe aggravare le criticità.

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Nuova potenza fotovoltaica per 85 MW complessivi, 22 impianti distribuiti tra Veneto, Emilia-Romagna, Umbria, Lazio e Campania, una produzione attesa annua di circa 137.000 MWh.

Sono i numeri dell’operazione che ha visto la cessione di un articolato pacchetto di società veicolo al Gruppo AGSM AIM, multiutility veneta.

Un portafoglio eterogeneo per tecnologia e localizzazione: include impianti a terra, soluzioni agrovoltaiche, anche avanzate, e progetti pensati per le Comunità energetiche rinnovabili.

L’attività di sviluppo, progettazione, realizzazione e gestione operativa coinvolge tre società distinte – AIEM Green, AIEM e OEMpv – che hanno la stessa compagine sociale: sono partecipate al 70% dal fondo New Energy Investors IV di Impax e per il 30% dal Gruppo AIEM.

L’attività di AIEM come EPC Contractor e di OEMpv per la gestione operativa degli asset ha coperto l’intero portfolio, mentre AIEM Green ha sviluppato ventuno degli impianti coinvolti nell’operazione: 9 già in costruzione e 12 “ready to build” (per un totale di 75 MW). L’impianto rimanente (10 MW) è stato sviluppato da Blu Holding srl (partecipata dallo stesso fondo NEI IV di Impax).

“Abbiamo progettato il portafoglio con particolare attenzione ai temi autorizzativi e alla selezione delle aree, privilegiando quelle idonee e valorizzando il territorio anche con impianti agrivoltaici avanzati”, spiega Diego Toti, General Manager di AIEM Green. L’eterogeneità del pacchetto lo rende particolarmente interessante per un operatore strutturato come AGSM AIM: include impianti merchant, progetti iscritti alle aste Pnrr e asset potenzialmente compatibili con il sistema incentivante Fer X, che tuttavia potrebbe evidenziare ulteriori criticità operative nel contesto attuale.

“Con AGSM AIM avevamo già una relazione consolidata: è un nostro cliente strategico e partner con cui stiamo collaborando su diversi progetti, inclusi impianti già in costruzione in Veneto e in partenza in altre regioni come Emilia-Romagna, Umbria e Lazio”, ha aggiunto Gianluca Miccoli, CEO di AIEM.

Un modello build-to-connect come risposta alla complessità italiana

“Il modello di vendita con impianto costruito e connesso è, a nostro avviso, un modello vincente – afferma Elia Lubian, CEO di AIEM Green – in quanto permette al cliente finale di tutelarsi rispetto alle incertezze di timing, soprattutto su autorizzazioni e connessione. Allo stesso tempo, consente di massimizzare il valore aggiunto lungo tutta la filiera, esprimendo al meglio le competenze specialistiche”. Un approccio distintivo che, secondo Lubian, contraddistingue la solidità del gruppo AIEM Green in un mercato sempre più competitivo.

Una scelta che risponde anche a una delle sfide strutturali più complesse del settore in Italia: la frammentazione e lentezza dei processi burocratici, che rendono estremamente difficile prevedere tempi certi di connessione e messa in esercizio.

Gianluca Miccoli sottolinea come questa incertezza rischi di diventare ancora più critica con l’avvio del sistema Fer X: “Il rischio è quello di colli di bottiglia operativi, come già visto con i bandi Pnrr. Gli operatori EPC realmente qualificati sono pochi, e gli investitori stanno cercando di garantirsi in anticipo capacità realizzativa per non trovarsi bloccati dopo l’aggiudicazione degli incentivi.” Una condizione che può mettere a rischio interi piani di investimento.

Gestione efficiente e contratti bancabili: il ruolo strategico di OEMpv

La fase post-vendita è cruciale, soprattutto nei primi 12-24 mesi. Nicolò Sacco Chilian, Direttore commerciale di OEMpv, spiega che il monitoraggio si concentra su tre fattori chiave: performance ratio, disponibilità tecnica e corretta transizione documentale. “Applichiamo un approccio strutturato, con checklist dedicate, analisi sul campo e controllo remoto, per garantire sin da subito alte prestazioni e tracciabilità”.

Ma il ruolo di OEMpv va oltre il solo monitoraggio: la bancabilità dei contratti O&M è diventata un elemento decisivo nelle operazioni di M&A. “I contratti devono garantire un’allocazione chiara dei rischi, definendo con precisione ruoli e responsabilità. Gli istituti finanziari esaminano questi documenti con grande attenzione: oggi un contratto O&M bancabile è sinonimo di affidabilità, garanzia di performance e tutela dell’investimento sul lungo periodo.”

Oltre la vendita: una pipeline da oltre 1 GW

Massimo Turri, Presidente di AIEM, AIEM Green e OEMpv, guarda già oltre: “Il portafoglio ceduto ad AGSM AIM è solo una parte della pipeline attiva, che supera 1 GW. È concentrata tra nord e centro Italia e include impianti da 5 a 25 MW, ma anche asset superiori ai 50 MW. Entro fine 2025 presenteremo circa 16 nuovi progetti, per un totale di 100 MW. Anche in questo caso, il modello sarà quello del build-to-connect, che valorizza ogni fase del processo e offre certezze all’investitore.”

A cura di Giorgia Piantanida

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