La Germania ha accettato un tetto ai prezzi delle importazioni di gas nell’Unione europea in cambio di misure straordinarie dell’Ue per circoscrivere le valutazioni d’impatto ambientale e potenziare più rapidamente e agevolmente le reti elettriche.

Questo, in sintesi, il do ut des con cui la Germania e gli altri Paesi membri dell’Unione sono riusciti a rompere il circolo vizioso dei rispettivi veti incrociati sulla questione dei prezzi del gas.

Da tale soluzione potrebbero uscire vincenti le energie rinnovabili e l’elettrificazione dei consumi, al lordo di possibili distorsioni del mercato energetico che il tetto ai prezzi del gas potrà provocare, mentre la salvaguardia dell’ambiente non dovrebbe essere compromessa.

Lunga opposizione

Alla fine di dicembre, l’Ue ha trovato un accordo per imporre un tetto ai prezzi del gas nel principale hub commerciale europeo se le quotazioni superano i 180 euro per megawattora (MWh) per tre giorni lavorativi consecutivi e se sono superiori ai prezzi globali del gas di oltre 35 euro/MWh per gli stessi tre giorni.

La più grande economia europea si era opposta a lungo alla proposta di un tetto massimo ai prezzi del gas, avanzata con insistenza da un gruppo di 15 Paesi guidati dall’Italia. La Germania, infatti, dopo il drastico calo delle esportazioni di gas russo seguito all’invasione dell’Ucraina, temeva che la proposta avrebbe limitato troppo la possibilità delle aziende tedesche di trovare forniture alternative sul mercato globale del gas.

Il Cancelliere tedesco Olaf Scholz ha deciso di cedere alle pressioni sul tetto del prezzo del gas nell’Ue solo quando ha potuto ottenere alcune importanti concessioni in cambio, ha rivelato l’agenzia di stampa Euractiv.

Concessioni dell’ultimo minuto

Contestualmente al price cap sul gas, infatti, i 27 ministri europei dell’energia hanno dato il via libera a una proposta della Commissione europea per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili e incluso le reti elettriche nella revisione delle norme europee sui processi autorizzativi straordinari.

In base all’articolo 6 del regolamento adottato (QualEnergia.it, Rinnovabili, in vigore il regolamento Ue che velocizza le autorizzazioni), gli Stati membri dell’Ue “gli Stati membri possono esentare i progetti di energia rinnovabile, nonché i progetti di stoccaggio dell’energia e i progetti di rete elettrica necessari per integrare l’energia rinnovabile nel sistema elettrico dalla valutazione dell’impatto ambientale” richiesta dalle leggi europee sulla tutela della natura.

Secondo fonti diplomatiche europee, l’emendamento è stato aggiunto “all’ultimo minuto” su richiesta della Germania e inserito in una bozza fatta circolare tra i ministri durante la riunione di dicembre.

Quando prese la parola durante il dibattito al Consiglio Energia di dicembre, Robert Habeck, ministro tedesco dell’Economia e del Clima, sottolineò che tale bozza era il motivo principale della sua presenza a Bruxelles.

“Tutte quelle che avete pronunciato sono parole molto belle“, disse Habeck al ministro dell’Energia ceco che presiedeva la riunione, “ma mi è stato detto che abbiamo bisogno di una [certa] bozza per prendere una decisione, altrimenti non stiamo decidendo nulla“.

“Allora, arriva questo documento?”, chiese Habeck. “Ottimo”, aggiunse dopo aver ricevuto conferma dai funzionari presenti in sala.

Un portavoce del ministero tedesco dell’Economia e del Clima ha poi confermato a Euractiv che la maggiore speditezza delle procedure autorizzative per le reti elettriche rappresentava per Berlino una parte fondamentale dell’accordo.

L’inclusione delle reti elettriche nel regolamento d’emergenza dell’Ue sulle autorizzazioni “garantirà” che l’espansione della rete avvenga come previsto, ha detto il portavoce quando gli è stato chiesto dell’accordo dell’ultimo minuto.

Potenziamento delle reti

La Germania ha cercato a lungo di rafforzare la propria rete elettrica, in particolare nel sud del Paese, dove la resistenza degli agricoltori e delle associazioni locali ha impedito l’installazione di linee elettriche aeree.

Una nuova legge tedesca sull’espansione della rete dovrebbe entrare in vigore quest’anno per rafforzare il cruciale corridoio elettrico Nord-Sud, destinato a portare l’abbondante energia eolica offshore dal Mare del Nord alla Germania del Sud, dove hanno sede molte industrie tedesche.

Riuscire ad evitare le valutazioni di impatto ambientale potrebbe accelerare notevolmente i tempi, ha dichiarato Layla Sawyer, segretario generale di currENT Europe, un’associazione di categoria che riunisce le aziende coinvolte nella fornitura di tecnologie per le reti elettriche.

La decisione, in ultima analisi, spetta ai Paesi dell’Ue che “potrebbero” decidere di includere l’espansione della rete elettrica come parte dei loro obiettivi in materia di energie rinnovabili.

Salvaguardie ambientali

Da notare che, comunque, per accelerare i permessi, un’area deve prima essere designata come “area dedicata alle rinnovabili o area di rete per le relative infrastrutture di rete necessarie ad integrare le energie rinnovabili nel sistema elettrico”, ha sottolineato Sawyer, citando l’articolo 6 del regolamento adottato.

E nei casi di impatto su specie animali, le autorità nazionali dovranno garantire che l’operatore di rete “paghi una compensazione monetaria per i programmi di protezione delle specie al fine di garantire o migliorare lo stato di conservazione delle specie colpite”, aggiunge il regolamento.

Il governo tedesco si è ripetutamente scontrato con i gruppi ambientalisti circa l’allentamento delle leggi sulla protezione della biodiversità per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili.

Secondo il regolamento Ue in questione, i progetti di energia rinnovabile sono dichiarati “di interesse pubblico prevalente” e si presume che vadano a beneficio della “salute e della sicurezza pubblica”.

Tuttavia, gruppi ambientalisti sostengono che la chiave per una rapida espansione dell’energia fotovoltaica ed eolica sia una migliore pianificazione del territorio e una maggiore capacità amministrativa delle autorità preposte al rilascio dei permessi, non la cancellazione delle leggi sulla protezione ambientale.