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“Il Pniec va nella direzione sbagliata”: le proposte del WWF per cambiarlo

L'associazione ambientalista pubblica un manifesto in 50 punti per migliorare la bozza del Piano nazionale integrato energia e clima presentata dal governo italiano alla Commissione europea.

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La proposta di aggiornamento del Piano nazionale integrato energia clima (Pniec) presentata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica sceglie obiettivi non in linea con la transizione e delinea politiche e misure confuse, che spesso si limitano a riepilogare l’inefficiente stato dell’arte, senza dare ai settori green la spinta di cui avrebbero davvero bisogno.

Questi i motivi che il WWF Italia ha elencato come decisivi nella sua decisione di elaborare un manifesto in 8 argomenti generali e 50 punti (link in basso) per fare del Pniec un vero trampolino di lancio della transizione energetica in Italia.

Secondo l’associazione ambientalista temporeggiare non è più possibile: occorre al più presto una strategia chiara, che fissi obiettivi ambiziosi per rinnovabili, efficienza energetica, accumuli ed elettrificazione e spieghi come raggiungerli, affrontando i più importanti ostacoli, spesso di carattere burocratico, che si frappongono alla piena e tempestiva realizzazione della neutralità climatica. Nel contempo va fissato un serio percorso di uscita da tutti i combustibili fossili, il carbone (per il quale al momento il “phase out” è fissato entro il 2025), il gas e il petrolio.

Allo stesso modo, spiega il WWF, vanno seriamente affrontati i possibili impatti sociali della transizione, puntando innanzitutto sul rilancio della formazione professionale e la creazione di nuove professionalità nelle aree che saranno maggiormente interessate dalla riconversione industriale, oltre che sugli ammortizzatori sociali.

La proposta di aggiornamento del Pniec presentata dal Mase prevede secondo il WWF un vero e proprio rilancio del gas naturale, con l’illusione di far diventare l’Italia un hub del gas.

Analogamente, preziose risorse vengono sprecate per rincorrere un’altra illusione, il rilancio del nucleare, e per sostenere la cattura e lo stoccaggio del carbonio, una tecnologia che da oltre vent’anni è ancora sperimentale e molto costosa.

La bozza di revisione del Pniec, in aggiornamento per l’aumento dei target di riduzione delle emissioni, portati a meno 55% al 2030, è ora oggetto di analisi da parte della Commissione europea. Poi tornerà al governo italiano e dovrà essere definitivamente approvata a giugno 2024. C’è ancora tempo per intervenire e riscrivere un Pniec votato per davvero alla transizione.

Il manifesto lanciato dal WWF presenta 50 richieste strutturate attorno ad 8 macro temi: la partecipazione e il dialogo multilivello, gli obiettivi di riduzione delle emissioni, la reale programmazione dell’uscita da tutti i combustibili fossili (carbone, gas e petrolio); il rilancio delle rinnovabili, coadiuvate da reti elettriche e accumuli; illusioni di CCS e nucleare e i limiti dell’idrogeno; l’integrazione nel mercato dei contratti a lungo termine (PPA) e la remunerazione della capacità (capacity market) solo per le rinnovabili; la garanzia di politiche atte ad assicurare una transizione equa.

Il Manifesto è accompagnato da un report che entra nei dettagli e fornisce puntuali spiegazioni, supportate da dati scientifici, per ciascuna richiesta.

Per il WWF un cambio di passo è ancora possibile, ma occorre il pieno impegno delle istituzioni e di tutti gli attori sociali e la consapevolezza che, se si continua a procedere a rilento, sarà sempre più difficile contrastare la crisi climatica e cogliere tutte le opportunità della transizione e del nuovo modello energetico e di sviluppo sostenibile.

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