Perché la bozza della nuova direttiva Ue sulle rinnovabili non piace agli ambientalisti

Obiettivi al 2030, rischi delle bioenergie, ruolo dell'idrogeno fossile: i nodi irrisolti del provvedimento.

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La nuova direttiva Ue sulle fonti rinnovabili non convince del tutto gli operatori del settore e le associazioni ambientaliste.

La revisione della direttiva, ricordiamo, si è resa necessaria per allineare gli obiettivi energetici europei al Green Deal, che punta a una più rapida e intensa riduzione delle emissioni di CO2.

Un articolo di Euractiv, che fa riferimento a una bozza della legislazione su cui sta lavorando la Commissione Ue, evidenzia alcune criticità.

Innanzi tutto, secondo gli ambientalisti e le organizzazioni delle rinnovabili (Euractiv cita le osservazioni di Climate Action Network Europe e Solar Power Europe), il traguardo del 38-40% di rinnovabili nel mix energetico Ue al 2030 (oggi: 20%) è poco ambizioso e andrebbe innalzato al 45-50% almeno.

Poi nella direttiva mancano obiettivi nazionali vincolanti, evidenziano gli ambientalisti, senza i quali è più difficile spingere i singoli governi a incrementare i loro impegni verso la transizione energetica dai combustibili fossili alle energie pulite.

Un punto molto controverso riguarda le bioenergie.

Euractiv ricorda che lo scorso maggio, il Comitato per il controllo normativo (organo indipendente della Commissione Ue), ha bocciato una prima versione della nuova direttiva, affermando che Bruxelles non aveva considerato in modo adeguato i potenziali rischi ambientali, come la deforestazione, derivanti da un utilizzo crescente delle biomasse a scopi energetici.

Molte polemiche ha poi suscitato la proposta di includere nella direttiva i carburanti cosiddetti low-carbon: una mossa, scrive Euractiv, che aprirebbe le porte ai combustibili prodotti da fonti fossili con sistemi CCS (Carbon capture and storage), come gas sintetici e idrogeno a basso contenuto di CO2, mentre le associazioni ambientaliste premono affinché la direttiva ammetta solamente i combustibili prodotti al 100% da fonti rinnovabili (come H2 verde da elettrolisi).

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