Obiettivi rinnovabili 2030, il MiSE frena: non 32 ma 30%

“L'obiettivo potrà essere rivisto al rialzo negli aggiornamenti previsti, con il maturare delle tecnologie”, ha spiegato il sottosegretario Crippa intervenendo al Forum QualEnergia.

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L’Italia rivedrà sì al rialzo i propri obiettivi sulle rinnovabili per il 2030, per adeguarsi al nuovo target europeo del 32% fissato dalla direttiva da poco approvata, ma lo farà seguendo un percorso più prudente, rispetto a quanto annunciato.

Almeno in una prima fase, si punterà infatti solo al 30% e non a quel “raddoppio delle produzione da rinnovabili” (oggi già oltre il 17% dei consumi finali) annunciato dal vicepremier e ministro Luigi Di Maio l’ultima volta solo pochi giorni fa.

Lo ha chiarito ieri, intervenendo al Forum QualEnergia il sottosegretario MiSE con delega all’Energia Davide Crippa (video in basso, intervento Crippa dal minuto 00:40).

Partire con un target del 32%, ha osservato, potrebbe essere “una scelta problematica che richiederebbe un investimento elevato e il rischio di gap e che altri Paesi possano accontentarsi di traiettorie più modeste”, per lo sforzo italiano.

“L’obiettivo del 32% di produzione di energia da fonti rinnovabili al 2030 – ha chiarito in seguito – è un obiettivo europeo che andrà realizzato attraverso contributi di tutti gli Stati Membri secondo i diversi potenziali di attuazione. Il Regolamento Governance prevede che la Commissione valuti la congruità del contributo di ciascun Paese, da indicare nei rispettivi Piani energia e clima, in base a diversi parametri nazionali: obiettivo 2020, PIL nazionale, livello di interconnessioni elettriche e potenziale (come risultante dallo scenario europeo Primes del 2016) oltre ad una quota fissa che resta uguale per tutti gli Stati Membri. Per il nostro Paese ciò equivale ad un contributo 2030 stimato pari al 29,7%.”

Pertanto, “l’obiettivo del 30% che abbiamo previsto è in linea con il contributo atteso sulla base del Regolamento Governance”.

Tale obiettivo, ha aggiunto “potrà essere innalzato nei previsti aggiornamenti del piano, con una traiettoria gradualmente crescente delle installazioni che possa valorizzare l’evoluzione tecnologica, sviluppando le diverse installazioni in maniera razionale, massimizzando il rapporto costo/efficacia delle politiche nazionali e garantendo un’adeguata continuità di investimenti a beneficio dell’intera filiera.”

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