In un periodo in cui la tensione della protesta contro le rinnovabili si fa sempre più critica in alcune parti d’Italia, diversi esempi che vanno nella direzione opposta acquistano ancor più significato.
Ravenna per l’eolico offshore
È il caso del Comune di Ravenna che la scorsa settimana, approvando un ordine del giorno in Consiglio, ha impegnato sindaco e Giunta a far partire “una richiesta forte e concreta al Governo per sbloccare l’impasse” sul già autorizzato progetto eolico offshore Agnes Romagna 1&2 (atto di indirizzo del Comune di Ravenna – pdf).
Questo progetto prevede 75 aerogeneratori fissi, 600 MW di potenza, 100 MW di fotovoltaico galleggiante aggiuntivo, un sistema di stoccaggio elettrico e un impianto di elettrolisi per la produzione di idrogeno verde.
Contemporaneamente si vuole ottenere chiarezza sui tempi delle aste Fer 2 per l’eolico in mare, evitando “che la differenziazione delle tariffe vada a penalizzare la tecnologia a pali fissi, necessaria nel contesto dell’alto Adriatico”; ipotesi, quest’ultima, avanzata a fine agosto dal ministro Pichetto Fratin (Eolico offshore, due tariffe per galleggiante e fisso?).
Infine, si chiede all’Amministrazione di impegnarsi a livello nazionale affinché Ravenna diventi “quanto prima un hub principale per l’eolico a mare”, affiancandosi ai porti per la cantieristica dell’eolico offshore di Augusta e Taranto, individuati con decreto Mase di luglio.
Sardegna, una manifestazione dopo i pannelli incendiati
Tra chi tenta di superare opposizioni e pregiudizi sulle rinnovabili ci sono anche le associazioni Saper e Fimser in Sardegna. Queste due realtà territoriali hanno deciso di essere presenti sabato 13 settembre a Viddalba dove il 9 settembre un incendio (doloso, secondo le prime ricostruzioni) ha distrutto 5.000 pannelli che dovevano essere installati sul posto. La manifestazione ha visto la presenza di almeno cento persone.
“Portiamo la nostra solidarietà e il nostro aiuto alla comunità locale che, ne siamo certi, presto potrà riavere il proprio parco fotovoltaico”, spiegano le associazioni. In particolare, secondo Saper, “per troppo tempo la politica sarda non ha preso una posizione precisa sul tema della transizione energetica” e il “non decidere” ha un effetto anche sulla percezione delle persone riguardo al tema delle rinnovabili, come si spiega in una nota.
Le associazione hanno spiegato che esistono realtà come quella di Viddalba dove la comunità locale ha scelto di appoggiare la Cer traendone ovviamente vantaggi dal punto di vista economico.
“Chi, con un gesto ignobile – hanno detto – ha attentato ai pannelli solari del locale parco fotovoltaico non solo ha danneggiato la comunità dove loro stessi risiedono, ma ha anche impedito che vi fosse una transizione energetica ordinata in quella zona. Quella transizione energetica ordinata che stiamo aspettando anche noi, operatori del settore, dalla politica sarda”.
C’è anche il premio Pimby
Esempi di promozione degli impianti a fonte rinnovabile e delle tecnologie connesse arrivano anche con l’annuale “Premio Pimby” (please in my back yard) di Assoambiente.
I progetti vincitori quest’anno sono sette e tra questi figura la “solar farm” realizzata presso l’aeroporto di Fiumicino, dove i 55.000 pannelli in silicio monocristallino inaugurati a gennaio costituiscono il più grande parco fotovoltaico aeroportuale d’Europa.
L’installazione è stata messa in funzione da Enel lungo il lato est della pista 3 con una potenza di 22 MW, ma si prevede un ampliamento per raggiungere 60 MW. L’investimento complessivo ammonta a circa 50 milioni di euro, per un’iniziativa che ha contribuito a collocare questo scalo all’ottavo posto della classifica “Top 10 Skytrax” sui migliori aeroporti del mondo.
È di giugno, inoltre, la notizia che la solar farm è stata collegata con il più grande sistema di storage energetico in Italia e tra i maggiori in Europa che riutilizza batterie auto “second life”. Il progetto, in questo caso, si chiama Pioneer ed è portato avanti da Aeroporti di Roma con Enel per un investimento di 5,5 milioni di euro. Le batterie utilizzate sono 762, pari a 10 MWh complessivi.


























