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Il mercato dell’automotive italiano alla sfida dell’elettrico

In una video intervista con Francesco Naso, segretario generale di Motus-E, analizziamo rischi e opportunità dello stop alla vendita di nuovi veicoli endotermici in Europa dal 2035.

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I prezzi delle auto elettriche caleranno progressivamente e nel giro di circa 4 anni potremmo non avere più bisogno di incentivi all’acquisto.

Per Francesco Naso, segretario generale di Motus-E, la scelta del Parlamento europeo di interrompere la vendita di nuovi veicoli endotermici dal 2035, più che un obbligo stringente o un “regalo alla Cina” è una grande opportunità, perché permette al mercato di avere un orizzonte certo di circa 12 anni per pianificare la conversione delle attività produttive orientandole verso il passaggio definitivo all’elettrico.

Ci sono però alcuni punti che vanno approfonditi a livello tecnico-normativo, secondo Naso, per accompagnare la riconversione tecnologica di un settore che oggi contribuisce in modo importante al Pil nazionale, ma se non starà al passo con le richieste dell’Europa – e anche del mercato – rischia di andare in forte crisi.

In particolare serve:

  • un’analisi profonda delle nuove competenze che serviranno ai lavoratori del settore automotive e un investimento consistente nella formazione professionale su vasta scala, che non pesi però sulle aziende;
  • uno studio attento che permetta di indirizzare al meglio i fondi statali e del Pnrr per fare in modo che questi siano veramente efficaci per la transizione energetica del settore;
  • guardare ai modelli europei di Paesi come la Francia e la Germania, che stanno supportando in modo chiaro e deciso le loro imprese in questo passaggio verso l’elettrico.

Di questo e molto altro abbiamo parlato in una video intervista realizzata con il numero uno di Motus-E, che anticipa alcuni dei temi che verranno trattati durante K.EY 2023, in programma dal 22 al 24 marzo a Rimini Fiera. Per partecipare all’evento clicca qui.

 

 

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