Dopo un’altra settimana rifacciamo il punto sull’andamento dei consumi elettrici del paese. Un indicatore rilevante per avere il polso del fortissimo calo dell’attività economica nazionale (qui i dati riportati il 28 marzo)         .

La settimana appena trascorsa (da sabato 28 marzo a venerdì 3 aprile) ha fatto registrare rispetto alla settimana precedente (da sabato 21 a venerdì 27 marzo) un decremento dei consumi elettrici dell’1,8%, quindi non pesante come quello dell’inizio del lockdown. Ed è presumibile che, a questo punto, i consumi non dovrebbero scendere ancora più di tanto.

Nella nostra analisi, realizzata grazie ai dati Terna, partiamo sempre da mercoledì 11 marzo 2020. Dal giorno successivo è poi iniziata una ripida discesa della richiesta di energia elettrica.

Partendo dall’11 marzo riusciamo anche ad effettuare una comparazione attendibile con lo stesso periodo del 2019. Infatti, nei 24 giorni che vanno dall’11 marzo al 3 aprile sia quest’anno che nel 2019, abbiamo tre weekend e quindi, in entrambi gli anni ci sono 18 giorni feriali.

Come si può notare dal grafico, il giorno mercoledì 11 marzo 2020 la domanda giornaliera del paese era stata di 906,7 GWh contro 874 GWh del lunedì 11 marzo 2019 (anche nei primi giorni del mese i consumi erano stati maggiori rispetto allo stesso periodo del 2019). Dal 12 marzo, come detto, tutto cambia e inizia la discesa, in coincidenza delle restrizioni dell’ultimo decreto governativo.

La domanda elettrica dall’11 marzo al 3 aprile 2020

Nel periodo che va mercoledì 11 marzo a venerdì 3 aprile la domanda elettrica del paese è stata di circa 17,2 TWh contro 20,7 TWh dello stesso periodo del 2019.

Quindi, in poco più di tre settimane il fabbisogno elettrico nazionale è stato del 17% inferiore allo stesso periodo del 2019 (pari a 3,5 TWh consumati in meno).

Nell’ultima settimana (28 mar – 3 apr) il calo dei consumi è stato pari al 21,4% sullo stesso periodo del 2019. In termini assoluti, nella scorsa settimana il paese ha richiesto quasi 1,3 TWh in meno rispetto al 2019.

Anche per questo stesso periodo confrontiamo i dati per tutta l’area Nord (Val d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto-Adige, Veneto, Friuli ed Emilia-Romagna), dove in media, a regime, si ha poco più del 50% dei consumi elettrici del paese.

Qui registriamo un gap percentuale con i consumi del 2019 maggiore rispetto alla scala nazionale: -21,6% (per 2,6 TWh in meno). Circa il 75% del calo della domanda nazionale è dunque nel Nord.

Nell’ultima settimana (28 mar – 3 apr) il calo dei consumi nell’area Nord è stato invece pari al 27,8% sullo stesso periodo del 2019.

Generazione termoelettrica e rinnovabile (dall’11 marzo al 3 aprile)

Riguardo al forte declino della generazione termoelettrica in questo lasso di tempo, si valuta che, dopo aver scorporato la voce della produzione da termoelettrico dalla produzione di bioenergie e dall’autoconsumo, la produzione da fonti fossili e centralizzata risulta diminuita del 30,6% sullo stesso periodo 2019. Dunque, in 24 giorni l’apporto del termoelettrico è sceso di circa 3 TWh.

Se consideriamo invece anche l’autoconsumo, la diminuzione percentuale della produzione elettrica da fonti fossili si attenua, passando a -23,7%.

Nello periodo di tempo considerato la generazione da fonti rinnovabili elettriche cala del 5% sul 2019 (circa 346 GWh in meno).

Molto evidente è il decremento dell’eolico: -38,7%, con oltre 684 GWh in meno rispetto al periodo 11 marzo-3 aprile 2019.

La minore produzione da fotovoltaico è del 6,6%, per circa 125 GWh in meno sul 2019. Eolico e FV in questo periodo di 24 giorni danno al sistema elettrico quasi 810 GWh in meno rispetto al 2019.

Più elevata del 28% che nel 2019 è, al contrario, la produzione da idroelettrico: 467 GWh in più.

Cresce leggermente nel 2020 la geotermia (+2,9%) e diminuisce dell’1,3% la generazione elettrica da biomasse.

Nonostante una sensibile diminuzione della produzione da rinnovabili, è interessante notare che in questi 24 giorni dal lockdown la quota di copertura delle rinnovabili è cresciuta rispetto ad un anno fa: 38,1% contro il 33,3% dello stesso periodo 2019.

Sulla produzione elettrica nazionale il contributo delle Fer è invece del 43,6% contro il 38,3% del 2019.

Ricordiamo che questi dati non contemplano eventuali aggiustamenti legati alle condizioni meteo tra i due periodi considerati.