In questi giorni il nuovo premier inglese, Boris Johnson, ha annunciato di voler anticipare al 2035 il bando alla vendita di auto con motore termico in Gran Bretagna, in modo da accelerare l’adozione di vetture 100% elettriche.

Intanto, oggi, il settore dei trasporti continua a essere petrolio-dipendente, le sue emissioni aumentano ogni anno e le opzioni per utilizzare energia più pulita su veicoli, aerei e navi si sono diffuse su una scala limitata: questo, in sintesi, il campanello d’allarme rilanciato dall’Agenzia europea per l’ambiente (EEA: European Environment Agency).

La stessa agenzia ha anche pubblicato un secondo studio in cui raccomanda di puntare sul trasporto pubblico e sugli spostamenti a piedi e in bicicletta per rendere le città più “sostenibili” in termini ambientali, cercando di limitare il più possibile l’uso di auto e scooter anche se elettrici e in condivisione tramite servizi di sharing.

Diverse analisi suggeriscono, al pari dell’agenzia europea, che per ridurre sensibilmente il traffico urbano e l’inquinamento atmosferico cittadino bisogna diminuire il numero di auto e moto in circolazione, aumentando gli spazi riservati a pedoni e ciclisti e promuovendo l’uso di mezzi pubblici. Insomma, sì all’auto elettrica ma l’obiettivo dovrebbe essere quello di “liberare” le città dai veicoli privati tramite una pianificazione più attenta delle misure per favorire la micro-mobilità nel “primo km” e “ultimo km” (ricordiamo anche quante polemiche sta suscitando l’utilizzo di monopattini elettrici nel nostro paese).

Tornando ai dati dell’agenzia europea, le emissioni totali di CO2 dei trasporti nel 2018 erano del 29% superiori ai livelli registrati nel 1990 con una quota ancora molto bassa (8%) di energie rinnovabili impiegate nel settore, perlopiù biocarburanti.

Più in dettaglio, guardando alle auto private, le emissioni medie dei veicoli venduti in Europa nel 2018 erano salite a 120,4 grammi di CO2 per km a causa soprattutto delle maggiori vendite di SUV.

Intanto sono uscite nuove previsioni sull’atteso boom dell’auto elettrica che dovrebbe partire nel 2020-2021 grazie agli investimenti delle case automobilistiche per elettrificare i loro modelli: si stima che l’auto elettrica “pura” (quella senza motore termico di supporto) farà il 25% del mercato in Europa nel 2030 con diesel e benzina in picchiata rispetto al 2019.

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